Politica

Nuove tariffe Tari, riduzioni e contestazioni

AUGUSTA – La seduta di consiglio comunale convocata per il Venerdì Santo, alle 11, contestata da diversi consiglieri di minoranza e che ha visto a riguardo accusa e replica tra il consigliere Giuseppe Di Mare e la presidente Sarah Marturana (vedi articolo), ha impegnato l’aula fino alle 21 sul regolamento Iuc, per la componente Tari e le tariffe 2018. Tempi stretti, come lo scorso anno, perché le nuove tariffe andavano approvate entro il 31 marzo.

Una lunga giornata di “passione” nel civico consesso, mentre per le vie del centro storico si sono svolte le due tradizionali processioni del Cristo Morto, la mattina e la sera. Diversi i momenti di tensione in aula, in particolare a seguito delle diciotto “pregiudiziali” presentate da esponenti dell’opposizione.

Alla fine, la sola maggioranza pentastellata ha approvato le nuove tariffe Tari, rivendicando il merito di aver determinato una nuova diminuzione delle stesse, in particolare del 5 per cento per le utenze domestiche e del 6 per cento per alcune categorie di utenze non domestiche, tra le quali depositi e magazzini. È stata il sindaco Cettina Di Pietro ad affermare che la riduzione per le utenze domestiche (da 3,13 euro al metro quadrato a 2,98 euro) “sommato all’11 per cento dello scorso anno, determina un risparmio di spese, su base biennale, del 16 per cento“. Mentre sul decremento delle seconde ha evidenziato che si tratta di un “segno concreto di aiuto alle Pmi locali“. “Nessuna categoria merceologica ha subito aumenti“, ha rivendicato il sindaco Di Pietro.

Sulla questione inerente alla Tari “salata” notificata diversi mesi fa alle associazioni di volontariato (vedi articolo), la nuova tariffa è stata abbattuta a 0,50 euro al metro quadrato, per tutte le onlus con finalità socio-assistenziali.

Tra i commenti del giorno dopo, restano ferme le obiezioni del consigliere Giuseppe Di Mare, che ha annunciato una nuova conferenza stampa per il 4 aprile, rilevando: “Non è oro tutto quello che luccica. Sulla Tari rimangono ancora criteri di tassazione troppo elevati, iniqui, in alcuni casi ingiusti. Rimane il principio fastidioso della tassazione sui metri quadrati senza considerare la presenza delle persone che vi abitano. Sulle aziende, sui commercianti, su chi investe in questa Città, nessun gesto di attenzione e di aiuto“.

Mentre il collega di opposizione Marco Niciforo pone l’accento critico sulla bocciatura di un particolare emendamento: “La proposta di riduzione della tariffa Tari per le chiese da euro 5,50 a euro 0,50 con recupero delle minori entrate aumentando la tariffa per le banche che invece pagano solo euro 11,00, è stata rigettata dalla maggioranza. Le nostre parrocchie dovranno continuare a pagare euro 5,50 al metro quadrato per uno spazio che di fatto non produce rifiuti“.

Il consigliere Giuseppe Schermi, protagonista in aula di un polemico confronto con i revisori dei conti e l’assessore al Bilancio Giuseppe Canto, definisce la asserita riduzione delle tariffe Tari “il grande bluff“. Pone un interrogativo: “Perché dal 2015 i costi del servizio crescono costantemente nonostante la differenziata? E se il costo sale, come fanno le bollette a scendere? Al post di propaganda evidentemente non crede nemmeno lo stesso sindaco“.

Riceviamo infine il comunicato del consigliere di minoranza Giancarlo Triberio, che esprime aspre contestazioni non solo sulle nuove tariffe Tari, che a suo dire “stangano ancora una volta i cittadini“, ma anche su ciò che ritiene un “clamoroso fallimento della raccolta differenziata” avviata quasi un anno e mezzo fa.

Secondo Triberio, che rileva, come sottolineato dai colleghi di minoranza in aula, i pochi giorni a disposizione (tre) per lo studio degli atti, “in Consiglio comunale il Movimento 5 stelle, dopo aver calpestato la antica tradizione del Cristo Morto dei poveri, infligge agli augustani un altro anno di “passione” tributaria, continuando a non applicare la giusta, legittima ed equa tariffazione delle abitazioni, utilizzando il metodo misto fra metri quadrati e nucleo familiare“.

Sul quadro generale del nuovo servizio di raccolta dei rifiuti e relativi oneri asserisce: “L’amministrazione, cercando di buttare fumo negli occhi proponendo una Tari per le abitazioni con un abbassamento di pochi centesimi, certifica che la raccolta differenziata partita ormai da un anno e mezzo, e che i cittadini con diligenza e spirito collaborativo attuano, non ha prodotto nessun guadagno per le casse comunali: anzi. Infatti le quantità di materiale differenziato rimangono ancora a percentuali bassissime, e i guadagni pervenuti dalla loro vendita coprono le spese di pretrattamento delle stesse. Si dica ai cittadini la verità – prosegue –: la differenziata non sta funzionando come dovrebbe, e pur a regime non ha prodotto i frutti economici previsti. Non è stata mantenuta la promessa dell’Amministrazione che la sua differenziata cervellotica avrebbe abbassato i costi del servizio“.

Questa la proposta alternativa di Triberio, di cui vi è traccia anche nei suoi emendamenti, poi bocciati: “Ho più volte indicato una strada alternativa, esortando i consiglieri dei 5 Stelle ad applicare la tariffazione mista, utilizzando i criteri sia della superficie delle abitazioni che del numero di componenti della famiglia, ma ancora una volta la maggioranza non applica questa giusta ed equa modalità. Ho proposto emendamenti alle tariffe, con pareri positivi dei tecnici comunali e dei revisori dei conti, che non solo ridavano equità, ma addirittura producevano un attivo di bilancio, e che avrebbero aiutato le attività che operano nel nostro territorio. Purtroppo questa maggioranza sorda e cieca l’ha bocciata, rischiando di far sparire le ultime attività produttive”.

(Foto in evidenza: generica)

 


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