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Si “sgonfia” il caso Gemelli-Guidi: la Procura di Roma chiede l’archiviazione

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AUGUSTA – L’ultima parola spetterà al Gip del Tribunale della capitale, ma tutto lascia presagire il definitivo proscioglimento del giovane imprenditore augustano Gianluca Gemelli, coinvolto in una complessa indagine giudiziaria nei primi mesi dello scorso anno.

L’inchiesta, avviata dalla Procura di Potenza sulle trivelle petrolifere della società Total nel giacimento di Tempa Rossa e sugli intrecci politico-imprenditoriali sviluppatisi attorno al grosso investimento, aveva indotto l’allora ministro del governo Renzi allo Sviluppo economico, Federica Guidi, compagna di Gemelli, a rassegnare le dimissioni sebbene non indagata.

Le relative intercettazioni tra i vari protagonisti del caso giudiziario, per diverse settimane, occuparono le prime pagine delle maggiori testate giornalistiche nazionali, creando oggettivamente una sorta di “gogna mediatica” imbarazzante per politici e imprenditori finiti nel mirino degli inquirenti.

Dopo la trasmissione del fascicolo processuale a Roma, le gravi ipotesi di reato concernenti anche presunte trame politico-affaristiche nell’ambito del porto di Augusta, si sono via via frantumate, tanto da sortire la richiesta di archiviazione da parte del pm Roberto Felici.

La protesta di innocenza del Gemelli e degli altri coindagati, tra cui il vicepresidente di Confindustria Ivan Lo Bello e l’ex capo di Stato maggiore della Marina Militare ammiraglio Giuseppe De Giorgi sembra aver trovato conferme, mentre gli interessati attendono silenti il responso finale.


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