Politica

85 precari comunali a casa da lunedì, il Sindaco: “Colposi ritardi a Roma e Palermo”

AUGUSTA – Tra proroghe dei contratti di lavoro mensili, interpretazioni discordanti delle norme nazionali e regionali, somme stanziate e somme soltanto promesse, il calvario degli 85 lavoratori precari del Comune di Augusta in data odierna si aggrava clamorosamente.

Il Comune ha infatti deliberato per la prima volta, per i rispettivi rapporti di lavoro a tempo determinato, la sola proroga giuridica. Quindi a partire da domenica 19 giugno i precari in forza alla Polizia municipale e da lunedì 20 giugno i precari di tutti gli altri uffici non potranno più lavorare né percepire lo stipendio, già ridotto dall’inizio dell’anno in rapporto alla riduzione del monte ore mensile. Un problema drammatico per 85 famiglie augustane e per la macchina comunale, a cui verrà meno da un giorno all’altro circa un terzo della forza lavoro, con inevitabili ricadute negative sui servizi resi ai cittadini.

Il sindaco Cettina Di Pietro ne dà notizia proprio questo venerdì mattina, “con grande rabbia ed indignazione“. Ne spiega le ragioni: “Fin dal 28 dicembre dello scorso anno, data nella quale è stata promulgata la legge finanziaria nazionale che ha stabilito che il pagamento dei salari dei dipendenti precari per l’anno 2016 fosse integralmente a carico della Regione, temevamo che la nostra Regione non sarebbe stata in grado di rispettare questa legge, gettando in ginocchio il nostro come tutti i rimanenti comuni siciliani nelle medesime condizioni. Così purtroppo è stato, e nonostante tutti gli sforzi profusi e l’attenzione dedicata alla vicenda, ci troviamo oggi con le spalle al muro“.

Ricorda i tentativi esperiti a tutti i livelli e, anche a fronte delle accuse politiche ricevute, rivendica la correttezza dell’azione fin qui svolta: “Sono trascorsi sei lunghi mesi fatti di audizioni alla commissione Bilancio all’Ars, di difficili e serrati incontri con le sigle sindacali, di comunicati al vetriolo nei quali venivamo accusati di “torturare e perseguitare inutilmente i precari” perché “la Regione ci avrebbe messo tutti i soldi consentendo di prorogarli allo stesso orario intero del 2013, fino alla fine dell’anno”. Oggi ci rimane solo l’amara consolazione di dire che avevamo ragione a fare “le formiche” riducendo precauzionalmente l’orario di lavoro per centellinare le esigue risorse fornite dalla regione, tanto esigue che giorno 18 i fondi messi a nostra disposizione saranno esauriti!“.

Per il sindaco Di Pietro le responsabilità sono interamente da imputare a Roma e Palermo: “Fino a ieri abbiamo dovuto leggere sui quotidiani proclami di “fiducia” su somme che arriveranno, su “segnali positivi dalla Regione” per “emendamenti che a breve saranno emanati” per l’assegnazione di ulteriori “briciole” che forse ci darebbero ossigeno per un altro mese! Adesso è arrivato il momento di dire basta, di avere il coraggio di dire in faccia ad 85 persone che il loro futuro lavorativo è appeso ad un filo, un filo “manovrato” dal nostro Governo nazionale che tarda ad emanare la norma di sblocco dei 500 milioni congelati in bilancio, e dalla nostra Regione che con quella somma deve distribuire quanto dovuto ai comuni“.

Annuncia le modalità con cui intende operare a riguardo l’Amministrazione comunale: “Non tollereremo più proclami, propositi, buone intenzioni che non solo non consentono ad una Amministrazione comunale di formalizzare una proroga rispettando quanto previsto dalla legge nazionale, ma continuano a calpestare la dignità di queste 85 persone. Gli unici a pagare “il pegno” di questi colposi ritardi dei nostri Governi Nazionale e Regionale sono i lavoratori precari, i comuni ed i loro cittadini. Oggi non ci rimane che sospendere l’esecuzione del contratto di lavoro di queste 85 persone, fintanto che Stato e Regione non ci metteranno in condizione di disporre una proroga del rapporto di lavoro effettiva“.

Infine rivolge un appello ai sindacati, che finora insieme al Comune hanno provato a individuare le possibili soluzioni: “Quanto alle sigle sindacali, chiediamo loro di far sentire forte il proprio peso e la propria voce presso chi ha realmente determinato questo stato di cose, unendosi a noi per una battaglia congiunta“.

E una promessa agli 85 lavoratori che di fatto dovranno restare a casa da lunedì senza avere alcuna certezza sul proprio futuro: “Esprimiamo la nostra piena solidarietà al personale precario del nostro Comune, garantendogli il nostro costante impegno per uscire al più presto da questa gravissima situazione, che auspichiamo, possa davvero risolversi entro pochi giorni“.


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