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L’ultimo saluto a due preziose sentinelle del Mediterraneo

AUGUSTA – Nell’epoca della società liquida, i valori forti della Marina Militare sono rassicuranti. Presso la banchina “Tullio Marcon” ad Augusta, sede del Comando delle Forze da pattugliamento per la sorveglianza e la difesa costiera (Comforpat), si è tenuta questo giovedì mattina la cerimonia dell’ultimo ammaina bandiera delle corvette Urania e Danaide, appartenenti alla classe Minerva, di stanza al porto di Augusta.

ultimo-ammaina-bandiera-urania-danaide-2Una cerimonia solenne anticipata dal discorso commosso del tenente di vascello Fausto Marletta, comandante delle due navi, seguito dal comandante in capo della Squadra navale, l’ammiraglio Filippo Maria Foffi. Questi ha sottolineato il grande valore degli uomini della base della Marina Militare di Augusta, attivamente coinvolti a salvaguardia degli interessi nazionali marittimi e distinguendosi, in particolare, negli interventi umanitari dell’operazione Mare Nostrum. Ha aggiunto: “Solidarietà e accoglienza […] determinazione e senso di responsabilità, con cui gli uomini della Marina Militare continuano a operare, sono motivo di orgoglio nazionale”. Presenti alle cerimonia le autorità civili e militari, dal sindaco Cettina Di Pietro al contrammiraglio Nicola De Felice, comandante di Marisicilia.

Dopo quasi trent’anni di attività, svolta in missioni di pattugliamento, sorveglianza e difesa costiera, la consegna delle bandiere di combattimento delle due “preziose sentinelle del Mediterraneo” all’ammiraglio Filippo Maria Foffi segna la fine della loro vita operativa nella Marina italiana. I vessilli sono destinati a Roma, per essere custoditi nel museo Sacrario delle bandiere delle Forze armate, all’interno dell’Altare della Patria.

Diverso sarà il destino delle due navi: come avvenuto per le navi già dismesse Minerva e Sibilla, saranno consegnate a Fincantieri per essere vendute alla Guardia costiera bengalese e utilizzate come pattugliatori. Un’operazione che risponde ad uno specifico programma,  definito “emergenziale” dall’ammiraglio Foffi, di ridimensionamento della flotta della Marina Militare italiana che, a causa dell’invecchiamento delle unità navali che la compongono, si contrarrà, entro il prossimo decennio, del 65 per cento. Come annunciato, “verranno radiate ben 51 delle 60 navi attualmente in servizio”.

Da sx il contrammiraglio Nicola De Felice e l'ammiraglio di squadra Filippo Maria Foffi

Da sx il contrammiraglio Nicola De Felice e l’ammiraglio di squadra Filippo Maria Foffi

Un trend parzialmente mitigato dalla realizzazione di appena dieci modernissimi e tecnologicamente avanzati pattugliatori, una nave anfibia e una nave di ricognizione. A proposito della base di Augusta, l’Ammiraglio preferisce parlare del presente, affermando che la “realtà contingente è in contrasto con la diminuzione totale” subita a livello nazionale. A La Gazzetta Augustana.it l’ammiraglio Foffi rivela il grande interesse per la centralità del ruolo di Augusta rispetto alle sfide che la Marina deve affrontare, garantendo “che nei prossimi anni ci sarà, sia nelle infrastrutture, sia nelle unità navali, una sempre maggiore presenza qualificata e tecnologicamente avanzata”.

Rimangono in linea le corvette Chimera, Driade, Fenice e Sfinge; queste ultime due radiate, presumibilmente, entro il 2016. Tra il 2021 e il 2022, la dismissione delle navi Urania e Danaide sarà compensata dai nuovi pattugliatori finanziati con la legge di stabilità del 2015.


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