Augusta, 4 novembre, celebrata la Giornata dell’unità nazionale e delle forze armate
AUGUSTA – Si è tenuta nella tarda mattinata ad Augusta, in piazza Castello, la cerimonia per celebrare la Giornata dell’unità nazionale e delle forze armate, alla presenza delle massime autorità civili e militari.
Dinanzi ai militari schierati, alle associazioni combattentistiche e d’arma, del volontariato e a colorate scolaresche, è stata deposta la corono d’alloro al monumento ai Caduti. Ad accompagnare la deposizione, il prefetto Giusi Scaduto, il sindaco Giuseppe Di Mare, il comandante Marisicilia contrammiraglio Andrea Cottini. Dopo la benedizione impartita dal cappellano militare, è stato eseguito alla tromba il Silenzio, seguito da ventuno colpi di cannone a salve. Ecco un nostro contributo video su questa sequenza della cerimonia.
La cerimonia di Augusta, coordinata dal Comando marittimo Sicilia, si è aperta con l’alzabandiera, l’esecuzione dell’inno di Mameli e con la lettura del messaggio trasmesso dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Quindi le allocuzioni delle tre autorità summenzionate.
È stata scoperta, da quattro studenti di altrettanti istituti superiori cittadini, l’aquila bronzea alla base del monumento ai Caduti. Era stata donata, dall’associazione filantropica “Umberto I” e dalla Società augustana di storia patria, esattamente un anno fa in sostituzione di quella esistente in passato e installata qualche giorno dopo.
Come da tradizione, il capo dello Stato si è recato all’Altare della Patria, dove ha deposto una corona d’alloro sulla tomba del Milite ignoto, colui che fu scelto per rappresentare tutti i caduti senza nome della Grande guerra, a cui anche il Comune di Augusta ha conferito, in occasione del centenario della traslazione che cadeva lo scorso anno, la cittadinanza onoraria. Ecco il messaggio del presidente Mattarella, formalmente inviato al neo ministro della Difesa, Guido Crosetto.
“Celebriamo oggi il Giorno dell’Unità Nazionale e, in questa giornata, rendiamo onore alle Forze Armate che, con la loro dedizione e il loro contributo, hanno consentito all’Italia di divenire uno Stato unito, libero e democratico.
Il 4 novembre ci richiama, con rinnovata commozione, le tante vite spezzate durante gli aspri combattimenti della Prima Guerra Mondiale, un conflitto che lacerò e devastò l’Europa intera. Fu una grande prova per i tanti che, provenienti da ogni angolo del Paese, affratellati sotto il Tricolore, con coraggio ed eroismo portarono a compimento il sogno risorgimentale, ricongiungendo Trento e Trieste alla Nazione.
Alle donne e agli uomini in armi, sono affidate, ancora oggi, la nostra sicurezza, la salvaguardia delle nostre istituzioni, della pace, della libertà, operando, su mandato del Parlamento e del Governo, anche in terre lontane dilaniate da terribili conflitti per recare, sotto le bandiere della Comunità internazionale, stabilità e rispetto dei diritti umani. La pace è un valore da coltivare e preservare e, più che mai, l’odierna aggressione scatenata dalla Federazione Russa contro l’Ucraina, ci chiama alla responsabilità di testimoniare concretamente le nostre convinzioni, sottolineando la necessità di presidiare, con i nostri alleati, i principi su cui si fonda la cooperazione internazionale.
Soldati, marinai, avieri, carabinieri, finanzieri e personale civile della difesa, la Repubblica vi è grata per la vostra abnegazione e per l’impegno profuso. Un particolare pensiero va a quanti sono impegnati all’estero, dall’Europa all’Africa centrale e settentrionale, dall’Asia al Medio Oriente e nel Mar Mediterraneo, e a quanti operano sul territorio nazionale, in concorso con le forze di polizia. Con questi sentimenti rivolgo a voi tutti e alle vostre famiglie un caloroso saluto. Viva le Forze armate, viva l’Italia!“.





















