E-commerce, i dati in Italia
Un articolo apparso a inizio anno sul portale online de la Repubblica presenta il seguente titolo: “E-commerce: l’Italia che avanza”.
Parole che la dicono lunga sul successo degli shop online nel Belpaese e sulla crescita delle attività presenti sul web, le quali hanno aperto il via a nuove professioni, dando così slancio a un’economia in forte rinnovamento.
Un trend positivo che interessa l’intero arco dello Stivale, a fronte di soluzioni con sede da Nord a Sud, confermato da diversi organismi autorevoli, a cominciare dall’Istat: l’Istituto Nazionale di Statistica, nonché l’ente pubblico specializzato in indagini campionarie ed economiche in Italia.
In questo articolo scopriamo qualcosa di più sulla situazione degli e-commerce in Italia, per i quali lo sviluppo, ma anche la concorrenza, stanno conoscendo una forte accelerazione. Possiamo quindi considerare ampiamente terminato il periodo pionieristico.
Uno scenario che porta le diverse attività a organizzarsi a livello imprenditoriale, approfittando delle tecnologie di recente introduzione, come testimonia la diffusione dei software gestione e-commerce. Si tratta di programmi che permettono di ottimizzare la produttività del business grazie a una gestione semplificata degli ordini, in relazione alle operazioni di fatturazione e di inserimento delle anagrafiche.
I dati, essendo condivisi e gestiti con modalità automatizzate, si trovano organizzati con maggiore rapidità e senza errori. Qualcosa di cruciale importanza per un’attività come l’e-commerce, dove la precisione e la cura dei dettagli all’interno delle diverse operazioni, su tutte il servizio clienti e logistica, fa la differenza in un contesto diventato ogni anno sempre più competitivo.
Le imprese specializzate in e-commerce in Italia
Come sono distribuite le imprese specializzate in e-commerce in Italia? In maniera più omogenea di quanto non si possa pensare.
Certo, il Nord-Ovest fa sempre da territorio trainante, a fronte di una percentuale del 51,1% del totale delle attività in cui a primeggiare è la Lombardia, ma la diffusione sta conoscendo un’espansione considerevole anche nel resto del Paese.
Notevole la crescita della logistica, il comparto più sollecitato in assoluto, complice il fatto di essere comune ai diversi shop online, nonché uno dei fattori da cui dipende maggiormente il successo della singola attività.
La sua crescita è stabile e si assesta intorno al +13,7% su base annua e va di pari passo a servizi quali quelli di packaging e legati ai sistemi di pagamento.
I dati per l’e-commerce in Italia
A fornire un’analisi puntuale e aggiornata della situazione dell’e-commerce in Italia è il blog Osservatori.net del Politecnico di Milano.
I dati di più recente elaborazione si riferiscono al 2022, anno in cui si è registrata una crescita del 20% rispetto al 2021, a fronte di un fatturato complessivo di 48,1 miliardi di euro.
Un trend che appare più positivo che mai nonostante un rallentamento dell’e-commerce di prodotto, che ha visto “soltanto” un +8% (nel 2021 la crescita è stata del 18%), per un fatturato di 33,2 miliardi di euro.
A dare una forte spinta propulsiva è stato il comparto online dei servizi, finalmente tornato al livello pre-pandemia grazie a un aumento del +59%, per un fatturato di 14,9 miliardi di euro.
Questi dati mostrano la rilevanza del ruolo dell’online per quanto concerne lo sviluppo e l’innovazione del comparto Retail, un’influenza di cui hanno beneficiato non poco anche le attività in presenza, sempre più attive negli investimenti e nella diffusione sul web.
Ciò sebbene, e lo ribadiamo volentieri, l’e-commerce legato al prodotto nel 2022, con la fine della situazione emergenziale della pandemia, stia vivendo un periodo di maggiore incertezza, non solo in Italia.
L’impatto del contesto internazionale e la risposta delle imprese
Il contesto internazionale, a sua volta centrale per via del fenomeno della globalizzazione, sta svolgendo un ruolo decisivo per le diverse realtà dell’economia.
Ciò a causa delle recenti tensioni politiche e sociali, le cui vicissitudini hanno una forte incidenza a livello locale. I fattori che condizionano l’andamento del comparto commerciale sono soprattutto i seguenti:
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Aumento dell’88% per quanto riguarda i costi dell’energia e del trasporto.
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Aumento del 65% per quanto riguarda i costi delle materie prime.
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Riduzione del potere d’acquisto dei consumatori a causa dell’inflazione.
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Riduzione dell’11% dell’export, in special modo verso i paesi direttamente interessati dalle tensioni socio-politiche (Russia e Ucraina in primis).
Le attività hanno risposto a tali criticità attivandosi nell’ottimizzazione dei costi, andando ad agire soprattutto sui processi, in maniera da assicurare una sostenibilità economica al sistema.
Un discorso che vale per i business online come per quelli offline, sempre più interconnessi tra loro. Non a caso viene adottato un approccio omnichannel all’interno del quale vengono impiegati sia i canali tradizionali che quelli di stampo digitale.
I merchant stanno dunque intervenendo sulla totalità della supply chain, ovvero la catena di approvvigionamento nel suo complesso, in particolare approntando modifiche a reparti quali marketing, logistica, tecnologia, pagamenti, customer care.
Questo nell’ottica di implementare i ricavi ed esercitare un contenimento dei costi nel lungo termine in maniera tale da rendere più remunerativa l’attività.





















