Augusta, nascono le Comunità energetiche rinnovabili comunali: come funzionano e perché sono due
AUGUSTA – Il Consiglio comunale ha approvato gli statuti delle due Comunità energetiche rinnovabili (Cer) e solidali denominate “Augusta Centro” e “Augusta Nord”, nella seduta del 29 dicembre 2025, completando l’iter amministrativo avviato dal Comune già nel 2023 per promuovere un nuovo modello di produzione e condivisione dell’energia da fonti rinnovabili sul territorio cittadino.
La costituzione delle prime due Cer rientra nel quadro delle politiche regionali e nazionali di transizione energetica, previste dall’articolo 42-bis del decreto-legge 162/2019 e dal decreto legislativo 199/2021, e si inserisce nel “Programma di sostegno agli investimenti dei Comuni della Sicilia” promosso dalla Regione siciliana.
Il Comune di Augusta ha scelto di costituire due distinte comunità energetiche, una per ciascuna cabina primaria presente nel territorio comunale, così da ampliare la platea dei soggetti potenzialmente coinvolti e rendere più efficiente la condivisione dell’energia prodotta.
Le due Cer assumono la forma di associazioni non riconosciute e senza scopo di lucro, ai sensi dell’articolo 36 del Codice civile, con sede ad Augusta e durata a tempo indeterminato. Gli statuti precisano che l’obiettivo principale non è il profitto finanziario, bensì la generazione di benefici ambientali, economici e sociali per i soci e per il territorio in cui le comunità operano.
Le Comunità energetiche consentono a cittadini, imprese, enti e amministrazioni locali di produrre, autoconsumare e condividere energia elettrica da fonti rinnovabili, principalmente attraverso impianti fotovoltaici. L’energia prodotta viene utilizzata prioritariamente dai membri della comunità; l’energia condivisa viene valorizzata tramite il Gestore dei servizi energetici (Gse), che riconosce specifici incentivi previsti dalla normativa vigente.
Gli statuti stabiliscono che possono aderire alle Cer persone fisiche, piccole e medie imprese (Pmi), enti territoriali e autorità locali, a condizione che, per le imprese private, la partecipazione non costituisca l’attività commerciale o industriale principale. È inoltre previsto che almeno il 10 per cento dei partecipanti sia rappresentato da soggetti in condizione di povertà energetica, rafforzando la dimensione solidale dell’iniziativa.
La governance delle due comunità prevede un’assemblea dei soci e un consiglio direttivo. In linea con quanto stabilito negli atti regionali e comunali, il sindaco pro tempore di Augusta ricopre il ruolo di presidente delle Comunità energetiche, con funzioni di rappresentanza e coordinamento istituzionale.
Il Comune potrà inoltre mettere a disposizione immobili e impianti di proprietà comunale per l’installazione di sistemi di produzione da fonti rinnovabili, favorendo così l’avvio operativo delle Cer e l’accesso ai meccanismi di incentivazione.
Nel comunicare la nascita delle Comunità energetiche rinnovabili di Augusta, il sindaco Giuseppe Di Mare ha sottolineato che si tratta di “un traguardo di grande valore strategico che consente ad Augusta di guardare avanti con responsabilità e visione, promuovendo un nuovo modo di produrre e consumare energia, più equo, solidale e rispettoso dell’ambiente”.
Con l’approvazione degli statuti da parte del Consiglio comunale, le due Comunità energetiche entrano ora nella fase operativa. Il Comune ha già pubblicato, due settimane prima dell’approvazione consiliare degli statuti, il relativo avviso pubblico per raccogliere le adesioni di cittadini e imprese interessate a partecipare alle Cer, che chiarisce in modo puntuale come funzionano, dal punto di vista tecnico, le Comunità energetiche rinnovabili di Augusta.
Gli impianti ammessi, già esistenti o da realizzare, devono essere alimentati da fonti rinnovabili, avere una potenza massima di 1 megawatt ed essere entrati in esercizio dopo l’entrata in vigore del decreto legislativo 199/2021. L’energia prodotta viene condivisa utilizzando la rete di distribuzione elettrica esistente e il quantitativo di energia condivisa è definito, per ciascun intervallo orario, come il valore minimo tra l’energia immessa in rete dagli impianti e l’energia prelevata complessivamente dai clienti finali aderenti. L’autoconsumo può avvenire anche in forma istantanea e con il supporto di sistemi di accumulo.
L’avviso specifica inoltre che, nel caso delle comunità energetiche rinnovabili, i punti di prelievo dei consumatori e i punti di immissione degli impianti devono essere collegati alla medesima cabina primaria alla data di costituzione dell’associazione, mentre per le configurazioni di autoconsumo collettivo è richiesto che i soggetti aderenti siano ubicati nello stesso edificio o condominio. I cittadini e le imprese possono partecipare come produttori, consumatori o produttori-consumatori, indicando il proprio codice Pod e dichiarando il possesso o la futura realizzazione di un impianto conforme ai requisiti previsti.


















