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Alunni disabili senza insegnanti di sostegno, Amenta: “Ogni anno l’inizio della scuola è un calvario”

AUGUSTA – “Ad Augusta le segnalazioni fatte dalle famiglie sono a dir poco allarmanti e, nonostante già siano passate diverse settimane dall’inizio del nuovo anno scolastico, ci sono ancora bambini e ragazzi sguarniti del servizio fondamentale per il benessere in primis del bambino e in secondo luogo della famiglia, che è quello del sostegno, minando di fatto l’integrazione e l’inclusione scolastica“. Prosegue nella battaglia per il riconoscimento dei diritti degli studenti diversamente abili Sebastiano Amenta, coordinatore provinciale dell’associazione “20 novembre 1989”.

Amenta si riferisce agli insegnanti di sostegno per i ragazzi con disabilità, non ancora assegnati dal Miur, che hanno iniziato una settimana fa il nuovo anno scolastico. I destinatari del servizio sono alunni che dovrebbero seguire fin dal primo giorno un percorso con l’insegnante di sostegno e con la scuola, ricorda Amenta, che invece teme che “si inizierà a fare, come al solito, in ritardo“.

Precisa: “Nell’ambito delle finalità associative, ho avuto modo di interloquire con alcuni dei dirigenti scolastici di istituti diversi di Augusta ricevendo rassicurazioni, con l’auspicio che tutto ciò si risolva in tempi brevi“.

Il coordinatore dell’associazione esprime amarezza, riferita al contesto generale, e non soltanto locale: “Potremmo trovarci in qualunque altra parte della Sicilia o dell’Italia, resta il fatto che l’inizio della scuola per i genitori dei bambini diversamente abili rappresenta spesso l’inizio di un “calvario”. Risulta che la scuola è consapevole della situazione, lo sanno i dirigenti, lo sanno gli insegnanti, ma loro stessi hanno le mani legate. Hanno già provato a chiamare chi di dovere per cercare di capire il motivo di questa situazione. Parliamo di bambini che hanno bisogno di assistenza continua, che frequentano centri, ospedali, che dalla mattina alla sera fanno terapia e hanno bisogno di aiuto“.

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Inoltre, Amenta ricorda che il presidente della sua associazione, il catanese Maurizio Benincasa, sta sollevando a livello nazionale, portandola avanti con il First (Federazione italiana rete sostegno e tutela dei diritti delle persone con disabilità) un’ulteriore questione: secondo dati recenti, più del 40 per cento (47 mila) degli attuali insegnanti di sostegno (150 mila) sono supplenti oppure con incarichi in deroga, e non risulterebbero specializzati o abilitati al servizio specifico. Commenta: “Un insegnate di sostegno non professionalizzato e specializzato non solo è inefficace in termini di inclusione, ma rischia di peggiorare la situazione“. Un tema su cui, rende noto, è stato chiesto un incontro al ministro dell’Istruzione Fedeli.

(Foto in evidenza: repertorio)


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