Cultura

Aperta la stagione lirica, dichiarazioni esclusive di Giordani e Garattini

AUGUSTA – Si è aperta martedì sera la stagione della lirica, con la celebre opera di Rossini “Il barbiere di Siviglia”, messa in scena al Teatro “Città della notte”. Direttore artistico il maestro Marcello Giordani, tenore augustano di fama internazionale, che non ha mai smesso di investire nella propria terra. Appena qualche tempo fa espresse il desiderio che Augusta diventasse la città della lirica, un sogno che passo dopo passo sta varcando le soglie dei palcoscenici, dopo il trionfale esordio al Teatro “Tina Di Lorenzo” di Noto, per trasformarsi in realtà.

Così l’opera di Gioacchino Rossini è stata rivisitata in chiave moderna, per catturare l’emozione anche di coloro che si approcciano per la prima volta alla lirica, e ambientata in questo particolare adattamento in un quasi contemporaneo magazzino di arance.

In collaborazione con il programma radiofonico “Mi sono rotto!!!” di Radio Musmea, per comprendere al meglio il percorso decisionale e artistico fino alla messa in scena, abbiamo intervistato il regista milanese Davide Garattini, che ne ha spiegato le premesse: “Sapevo di andare in teatri dove di solito non si fa lirica, quindi doveva diventare un gioco per noi e per il pubblico, motivo per cui da subito ho “addestrato” i cantanti a giocare: vogliamo portare l’opera in mondi che di solito sono lontani“.

Proprio per consentire alla lirica di uscire dagli spazi tradizionali, Garattini ha motivato l’originale connessione tra l’opera di Rossini e le arance protagoniste della scenografia: “Insieme al maestro Giordani abbiamo ragionato su una regia che potesse essere trade union tra la Sicilia e Siviglia; un elemento che accomuna i due territori è l’arancia, e abbiamo quindi trasformato il palcoscenico in un magazzino di arance“. Il regista sta cogliendo un’eco positiva: “Abbiamo un buon riscontro, è possibile che questa idea partita dalla Sicilia arrivi in posti molto lontani, anche fuori dall’Italia“.

inserzioni

apertura-stagione-lirica-augusta-marcello-giordaniPassando dal regista al direttore artistico, Marcello Giordani, ideatore della stagione lirica, ha esordito con queste parole pucciniane: “Vivo di sogni e di chimere, ma diciamo che in questo caso non è più una chimera e non è nemmeno un sogno, sta diventando una realtà“.

Soddisfatto della risposta del pubblico, ha evidenziato la settorialità della lirica che attraverso la sperimentazione intende superare: “Ovviamente la musica lirica non è una musica che piace a tutti e, quindi, richiama un pubblico amante del genere; l’auspicio è che questa prima opera possa dare l’impulso, anche perché i talenti li abbiamo pure in casa e mi batterò affinchè la Città trovi forze e sinergie affinché si possa ambire all’eccellenza e il belcanto possa creare un indotto“.

L’Orchestra Yap, diretta dal maestro Antonino Manuli, e il Coro lirico siciliano, diretto dal maestro Francesco Costa, hanno accompagnato le esibizioni degli artisti: Figaro il factotum della città è stato interpretato da Gabriele Nani, con all’attivo oltre cento recite del Barbiere; nei panni di Rosina Leyla Martinucci, figlia d’arte, vocalità importante già nota anche grazie al musical “Notre-Dame de Paris”; il Conte D’Almaviva interpretato da un Gianluca Bocchino sopra le righe; Gian Luca Tumino in Don Bartolo, Matteo Ferretti ha vestito i panni di Don Basilio, e ancora Fiorello, Berta, Ambrogio (il servo muto) e il notaio interpretati rispettivamente dall’augustano Marco Zarbano, dalla siracusana Noemi Muschetti, da Giovanni Di Mare, anch’egli baritono augustano, e da Marco Finagu.

Rispetto allo spettacolo di Noto, è mancata la vis comica prevista in apertura di Tuccio Musumeci, impossibilitato a replicare ad Augusta per motivi di salute. Assenza compensata dalla partecipazione del tenore Marcello Giordani con un sorprendente cammeo, che il tenore ci aveva anticipato (“Mi vedrete in una veste un po’ diversa dal solito“). Insomma, con l’ottima risposta del pubblico, si sono poste le premesse per una stagione lirica, inedita per la Città, di grande successo.

Cecilia Casole


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