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Assemblea pubblica sul “Muscatello”: denunce vecchie e nuove, gli accusati e la class action

AUGUSTA – Finalmente, dopo oltre un mese di attesa, si è svolta venerdì mattina, nell’auditorium “Liggeri” del civico palazzo San Biagio, l’assemblea pubblica sulla mancata applicazione di due leggi regionali per potenziare l’ospedale “Muscatello”. La proposta di convocare quest’assemblea fu lanciata dal consigliere comunale di opposizione Enzo Canigiula il 20 giugno scorso, a cui ha fatto seguito, il 5 luglio presso lo stesso auditorium, l’esposizione da parte dell’ex parlamentare Pippo Gianni, primo firmatario di una delle leggi non applicate, della denuncia penale già presentata alla magistratura aretusea.

In attesa delle opportune valutazioni della Procura, Gianni aveva precisato che lo Stato italiano finora ha ricevuto oltre 15 miliardi di euro in diritti dal porto di Augusta e dal triangolo industriale Priolo-Augusta e Melilli e aveva consigliato quindi un’azione collettiva, o class action, da parte dei cittadini di Augusta per difendere l’ospedale dinanzi alla magistratura.

Di azione collettiva si è parlato anche venerdì mattina, davanti a un pubblico composto per lo più dalle stesse persone presenti a tutte le assemblee organizzate per il “Muscatello”, a fronte di una “non massiccia partecipazione” di cittadini, per citare una figura retorica usata dal consigliere Canigiula, che ha affiancato Lucia Fichera, presidente del Consiglio comunale, a cui era stata demandata l’organizzazione dell’assemblea.

La prima a parlare è stata il sindaco pentastellato Cettina Di Pietro, che, poco dopo, ha dovuto abbandonare l’assemblea. Il Sindaco ha evidenziato gravi inadempienze della Regione, senza gravare sulle responsabilità del direttore generale dell’Asp Brugaletta. Ha poi specificato l’accusa: “Dove sono finiti i milioni di euro previsti per il “Muscatello”? Sono stati utilizzati per tappare altri buchi della Sicilia”.

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Mimmo Di Franco, promotore di diversi sit-in “pro Muscatello”, nonché presidente dell’associazione filantropica “Umberto I”, ha sostenuto la tesi della denuncia da presentare alla Procura ed ha invece sollecitato la rimozione di Brugaletta e del direttore sanitario Alfio Spina, invitando nel contempo il Sindaco a indossare la fascia tricolore e ad occupare l’ospedale per ottenere il ritorno del reparto di pediatria.

A tale appello, invece del Sindaco ancora presente, ha dato risposta il consigliere Canigiula, il quale ha ammonito che “non dobbiamo fare battaglie per riavere ciò che ci è stato tolto, ma per avere ciò che ci è stato assicurato per legge, come Oncoematologia, che dev’essere un’unità operativa complessa e non semplice, come vogliono Brugaletta e Spina”. Canigiula, che ha ricordato i quattro rischi che incombono su Augusta, nucleare, idrogeologico, sismico, ambientale, ha informato l’uditorio d’essersi recato, recentemente, al “Muscatello” e di aver constatato che al reparto di neurologia sono presenti solo sei posti letto anziché i dodici previsti, oltre a segnalare la carenza di personale medico e infermieristico. “Ad Augusta ci stanno togliendo tutto e al “Muscatello” pure: non solo non ci danno ciò che era stato promesso, non solo ci hanno tolto i reparti di ginecologia e di pediatria, ma è stato pure chiuso un centro di eccellenza quale il centro antifumo”, ha concluso Canigiula, che ha consigliato una denuncia unica, firmata da Giunta, Consiglio comunale e cittadini liberi o in alternativa una denuncia da presentare dalle varie categorie sociali e dal clero. Infine ha chiesto all’unico parlamentare presente, il deputato nazionale Pippo Zappulla del Pd, di prodigarsi perché nell’ufficio dello Stato civile di Augusta possano essere trascritti i nuovi nati, che in mancanza di un punto nascita al “Muscatello” nascono ormai presso le strutture di Lentini, Catania o Siracusa.

Zappulla è intervenuto a sostegno della tesi di Canigiula, assimilabile a una sorta di “diritto di identità“. Ha sostenuto il diritto degli augustani alla tutela della salute e ha consigliato i rappresentanti delle istituzioni locali a invitare Pippo Digiacomo, presidente della commissione competente all’Ars, perché si renda conto della reale situazione del “Muscatello”. “Poi, le azioni legali”, ha suggerito.

Sul direttore generale Brugaletta è stato trinciante il giudizio di Pippo Gianni, che ha ripetuto sostanzialmente i concetti espressi il 5 luglio e in parte summenzionati. “Brugaletta, che prende 200 mila euro l’anno, che cos’ha fatto per frenare l’emorragia di 80 milioni l’anno, che l’Asp affronta per tutti coloro che vanno a curarsi fuori?”, ha affondato il colpo, citando altri numeri di interesse.

Brugaletta non è stato nominato dal medico e sindacalista Giuseppe Vaccaro, ma i riferimenti alle responsabilità dello stesso sono stati chiari. Vaccaro ha ricordato che, stando ai controlli compiuti dai Nas, l’attuale Pronto soccorso al “Muscatello” non avrebbe locali idonei, ma rimane lì, nonostante i due milioni di euro spesi per i locali nel nuovo padiglione. Per legge, ha precisato Vaccaro, ogni pronto soccorso deve avere un congruo numero di posti letto per un’osservazione intensiva breve. Questo consentirebbe di alleviare la mancanza di Pediatria: i ragazzi potrebbero essere osservati in Pronto soccorso per due giorni, in attesa di essere trasferiti nei reparti specialistici di altri ospedali. “Tutti i Pronto soccorso della provincia”, ha sottolineato Vaccaro, “hanno questi posti letto per l’osservazione breve e intensiva, tranne quello di Augusta, com’è stato avallato dalla conferenza dei sindaci”.

Il riferimento alla conferenza dei sindaci non è stato colto da nessuno, con il Sindaco che nel frattempo aveva lasciato l’assemblea “per altri impegni“.

Sarah Marturana, del M5s, presidente della commissione consiliare Ambiente e Sanità, ha chiesto “a tutti i cittadini, al Tribunale per i diritti del malato, avvocati, liberi professionisti, medici, sindacalisti, preti, associazioni, di volerci dare tutto il materiale in loro possesso e di voler collaborare con la nostra commissione al fine di rappresentare la realtà dei fatti e richiedere agli enti preposti di verificare di chi sono le responsabilità e le mancanze”. Lucia Fichera ha dato manforte alla collega di partito Marturana ed ha assicurato che stanno studiando le carte per verificare la veridicità delle affermazioni riguardo all’inagibilità della pista dell’elisoccorso.

Calogero Vicario, coordinatore regionale dell’Osservatorio nazionale amianto, ha sostenuto l’importanza della legge regionale Gianni per il martoriato territorio augustano, dove potrebbe sorgere un polo di riferimento regionale di eccellenza, come quello che esiste a Siena, dove ha riferito di essere stato curato.

Il consigliere comunale di opposizione Marco Niciforo ha stigmatizzato l’assenza di rappresentanti politici del territorio in grado di risolvere, senza ricorrere alla via giudiziaria, i problemi posti dalla politica stessa. Anche il consigliere comunale del Pd Giancarlo Triberio, pur sostenendo che bene ha fatto Pippo Gianni a presentare la denuncia, ha ricordato che non dovrebbe essere l’unica strada poiché i tempi della giustizia italiana sono lenti. Tra i due consiglieri, l’intervento di Maria Giannone, animatrice del Tribunale per i diritti del malato presieduto da Domenico Fruciano e di un recente comitato spontaneo, la quale ha confermato gli indirizzi dati dai promotori dell’assemblea, ammonendo che “non si accettano campagne elettorali sull’ospedale“.

In conclusione, ha preso la parola il consigliere comunale di opposizione Nilo Settipani, che ha fatto notare che, mentre gli augustani si battono per il “Muscatello”, a Siracusa è stato già previsto un nuovo ospedale con un impegno spesa di 140 milioni. Poi, l’intervento del cardiologo Fabio Scandurra e quello di don Angelo Saraceno, in rappresentanza dell’ufficio diocesano per la Pastorale sociale e del lavoro. Si attendono i prossimi sviluppi.


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