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Assoporto in campo per la Zes, ma anche per fogne e ospedale. Nasce il “partito dei portuali”?

AUGUSTA – Intanto la battaglia sulla Zona economica speciale, poi anche l’ospedale e la rete fognaria. Ma dove vuole andare a parare Assoporto di Augusta? O meglio, quale obiettivo punta la sua espertissima presidente Marina Noè? È la domanda aleggiata dopo l’incontro del 27 ottobre avvenuto nella sede degli operatori portuali con la deputazione siracusana, avente per tema le “criticità” della Zes. E che a sorpresa ha visto l’ex assessora regionale all’Industria offrire “collaborazione” a deputati e senatori pure sulle due grandi questioni irrisolte della città. Che con Punta Cugno ci “azzeccano” poco, con la campagna elettorale invece moltissimo.

L’imprenditrice ha comunque negato decisamente un suo ritorno nell’agone che in passato l’aveva vista candidata sindaca, e aspirante deputata regionale. Però questo nuovo protagonismo di Assoporto sulla scena politica – una vera supplenza delle ininfluenti forze consiliari – solleva interrogativi cui solo il tempo darà risposta. Intanto c’è da registrare che Noè sembra aver preso in mano il timone della discussione sui contenuti, facendo risaltare l’incapacità dei partiti a produrre un confronto su temi “alti”. Lo aveva già fatto nei giorni scorsi, quando ha messo spalle al muro l’amministrazione 5 Stelle sulla sede portuale scippata da Catania, questione che il ministro grillino Danilo Toninelli sembra intenzionato a far passare in cavalleria.

Adesso Assoporto torna a porsi al centro del dibattito sollevando la problematica della Zes, e chiedendo espressamente di rivedere le normative stringenti sui Siti di interesse nazionale. La tesi sostenuta è quella che i sindaci fecero all’epoca una corsa a infilare più territorio possibile fra le aree riconosciute come altamente contaminate, sperando nei generosi finanziamenti per le bonifiche. Soldi che poi non sono arrivati, mentre i vincoli sulle aree Sin sono rimasti. E ora costituirebbero un serio ostacolo agli investimenti che, grazie alla Zes, partirebbero velocemente bypassando un bel po’ di norme di salvaguardia territoriale.

La teoria esposta ai parlamentari pentastellati presenti – il senatore Pino Pisani, il deputato nazionale Paolo Ficara e quello regionale Stefano Zito – e al Dem Giovanni Cafeo, segretario della Commissione attività produttive all’Assemblea siciliana (gli altri hanno giustificato l’assenza) sembra aver trovato un’accoglienza di circostanza. Solo il parlamentare Pd si è sbilanciato a promettere una interlocuzione con Assoporto in sede di Commissione Ars. Sorprendentemente, chi si è dichiarato “totalmente d’accordo” con l’associazione dei portuali è stata Vera Uccello, segretario provinciale uscente della Cgil trasporti.

All’obiezione che l’allora deputato di area cigiellina Pippo Zappulla aveva bocciato la Zes per come era congegnata, battendosi invece per le bonifiche, la sindacalista ha puntualizzato che “Zappulla è una cosa, il sindacato un’altra“. Una posizione sorprendente considerato che, negli ultimi anni, in quegli ambienti non c’erano divergenze sul considerare le bonifiche come soluzione maestra per coniugare tutela ambientale e occupazione. Adesso qualcosa sembra cambiato nel sindacalismo siracusano, anche se resta da capire fino a che punto sia condivisa la svolta di Uccello, alla luce del fatto che non è stata in grado di centrare la rielezione durante il recente congresso.

Comunque, al di là del peso specifico dell’insolito sostegno Cgil, Noè l’ha incassato qualificando Assoporto come interlocutore pari ad Assindustria per le vicende di Punta Cugno. La presidente ha insistito parecchio con i parlamentari regionali per essere invitata alla sedute di Commissione, ottenendo ampia disponibilità. In quella sede intende sostenere la proposta, condivisa dagli industriali, di “riparametrare le aree Sin o incorporarle nella Zes adottandone le procedure burocratiche semplificate“. Cioè, o si sfoltiscono i siti da bonificare, oppure si procede ignorando le leggi che impongono i risanamenti prima di qualsiasi ulteriore impianto. Ma gli ambientalisti di vecchia scuola Legambiente e nuovo conio 5 Stelle, cosa ne pensano?


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