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Augusta, alghe “colorano” le saline Regina: è rischio eutrofizzazione. La parola al biologo marino

AUGUSTA – Fine settimana con temperature pre-estive e all’improvviso le acque di almeno una delle vasche delle ex saline Regina, dinanzi all’ospedale cittadino, hanno cambiato colore. Il fenomeno delle fioritura algale tutt’altro che nuovo, ben visibile ai frequentatori del lungomare Rossini-Granatello e agli utenti delle strade urbane che attraversano la zona umida, può anticipare conseguenze purtroppo negative. Per spiegarle ai nostri lettori e lanciare da queste pagine l’ennesimo appello alle istituzioni, abbiamo chiesto il parere di un autorevole biologo marino augustano.

Come noto, “l’area umida delle Saline Regina presenta una serie di problemi legati all’insufficiente scambio con le acque marine a causa della mancata manutenzione dei canali di adduzione” e “una delle conseguenze più immediate dell’aumento della temperatura in primavera, è la proliferazione di alghe che colorano di rosso o di verde (a seconda della specie) le vasche“. Ce lo ricorda Domenico Catalano, biologo marino, funzionario tecnico dell’Università di Catania, nonché direttore della Riserva naturale integrale Isola Lachea e Faraglioni dei Ciclopi ad Acitrezza, recentemente insignito del premio “Don Salvatore De Maria”.

Le alghe, non efficacemente limitate dagli uccelli che se ne cibano, determinano condizioni di eutrofia e distrofia del corpo idrico, con riduzione dell’ossigeno presente nell’acqua a un livello incompatibile con la vita delle specie acquatiche. Ne consegue la moria dei pesci (soprattutto cefali) – questa una delle nefaste conseguenze ricordate da Catalano – che si trovano intrappolati nelle saline e che non possono tornare in mare perché i canali di scambio con il mare sono occlusi. Naturalmente, anche gli uccelli, così ammirati e fotografati, in queste condizioni vanno via“.

Negli scatti di quest’ultimo fine settimana, immersi nelle acque delle saline Regina, si notano infatti diversi fenicotteri rosa, che nelle ex saline augustane arrivano per nutrirsi e poi tornare verso i luoghi di nidificazione, come la vicina Riserva naturale orientata Saline di Priolo.

Il biologo marino ci prospetta anche le auspicabili soluzioni. “Per evitare che si arrivi a questo quadro disastroso per l’ambiente – afferma – si rende necessario e urgente un intervento di pulizia dei canali di scambio con il mare. Questo intervento comporterà almeno tre importanti benefici: per le condizioni ambientali in generale tra cui l’assenza di acque stagnanti, e quindi di cattivi odori e riduzione della presenza di ditteri ematofagi (come le zanzare) nell’area; migliori condizioni alimentari per gli uccelli laro-limicoli; riduzione delle canne infestanti, limitate dall’incremento di salinità determinato dall’apporto di acque marine, almeno di quelle presenti nella fascia più vicina al mare, in prossimità della sede stradale“.


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