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Augusta, asta di San Giuseppe, il “bastone” aggiudicato per mille euro

AUGUSTA – È tornata a svolgersi ieri pomeriggio, dopo i quattro anni di assenza dovuti all’emergenza pandemica, la tradizionale asta di San Giuseppe, organizzata dall’omonima confraternita nella chiesa del santo patriarca. La vendita all’asta dei doni, offerti da devoti e in particolare da pasticcerie e panifici della città, ha visto radunarsi in via Garibaldi, nell’arco delle circa due ore e mezza, alcune centinaia di persone.

Numerosi sono stati i prodotti aggiudicati, tra i quali pizze, cudduruni, torte, perfino una zucca e una forma intera di formaggio. Un crescendo di suspense, fino al bastone di torrone più ambito, bene interpretata dal banditore Pippo Passanisi, noto in città come “zio Pippo“, affiancato dal governatore della confraternita Concetto Lombardo. Tra i bastoni “minori”, comunque di dimensioni importanti, l’ormai tradizionale (il tredicesimo) bastone in legno massello modellato e scolpito dall’augustano Maurizio Intagliata, per rinnovare un voto.

Che sia tradizione anche la pace nel mondo”, è il messaggio consegnato ai banditori dai donatori del bastone principale, “vestito” con i colori dell’Ucraina. Un prodotto di pasticceria offerto da un noto bar di Lucia e Sebastiano Scalisi, opera dei maestri pasticceri Gaetano Midolo, Filippo Caruso, Vincenzo Vaiasicca e Corrado Di Luciano, delle decoratrici Rosanna Scarcella e Martina Lenares, con il contributo materiale dell’attività di Gaetano e Stefano Cacciaguerra. Questo “vastuni i San Giseppi” è stato aggiudicato per mille euro.

Negli anni Settanta, il bastone più appariscente veniva spesso aggiudicato per oltre un milione di lire dell’epoca al “re dei bordelli” d’America, Joe Conforte, augustano emigrato negli Stati Uniti, dove fece le sue fortune, che tornava proprio in occasione dell’asta di San Giuseppe. Il facoltoso italo-americano si è spento quattro anni fa in Brasile, a Rio de Janeiro, dove si era trasferito da diversi anni.

Riacquisito al patrimonio immateriale popolare questo rito, tra sacro e profano, si ricorda che la processione del simulacro di San Giuseppe ha luogo invece nella serata della terza domenica successiva a quella della Pasqua, ovvero quando si festeggia il cosiddetto “San Giuseppe a spiga“. In quel giorno, il santo patriarca viene rimosso dal sito nell’altare della chiesa per portarlo in processione attraverso le vie della città.


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