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Augusta, asta di San Giuseppe, tradizione e tecnologia: “bastone” aggiudicato per videochiamata

AUGUSTA – Tradizione e un espediente tecnologico quest’anno all’ “asta” in onore di San Giuseppe, tenuta il 19 marzo al tramonto, promossa dalla confraternita dedicata al culto del Santo falegname dinanzi alla chiesa insistente su via Garibaldi. A portarsi a casa il “bastone” di torrone più costoso, con un’offerta di 480 euro, l’ultima battuta nella serata dal banditore Michele Galvano, è stato il dottor Giuseppe Mazziotta (nella foto in evidenza, a dx).

Il 19 marzo è caduto in un giorno della settimana “milanese” – ci ha detto – pertanto, per non perdermi l’evento, ho sfruttato la tecnologia e sono riuscito a parteciparvi tramite videochiamata eseguita con il mio “socio nell’affare bastone di San Giuseppe”, Pinuccio Ternullo“. Mazziotta è infatti un chirurgo ortopedico augustano che fa la spola tra Nord e Sud, tra un noto istituto clinico nel Milanese e l’attività ambulatoriale in Sicilia.

Nonostante gli impegni professionali, ha sempre coltivato la passione per le tradizioni locali, come dimostrano le numerose iniziative folk-popolari portate avanti con il quartetto de “I cumpari” da un quarto di secolo e, più recentemente, con la rinnovata associazione “Palmarum insula”, da lui stesso presieduta, costituita da ben 35 elementi. Quello con la tradizione, per Mazziotta, “è un legame molto forte: credo molto nelle tradizioni perché fermamente convinto che sono un valore aggiunto per chi le conosce, che aiutano a vivere meglio il presente e, perché no, a dare le giuste direttive al futuro“.

L’asta di San Giuseppe rientra tra queste tradizioni locali, lo ha “affascinato fin da piccolo“, afferma, ma “negli ultimi anni, probabilmente complici vari fattori, su tutti il ricambio generazionale, ho notato sempre meno partecipazione ed è tangibile il rischio che un evento tradizionale di Augusta di tale portata storica possa tramutarsi in un’asta parrocchiale per pochi fedeli (come tante ne ho viste in giro, suonando con “I cumpari” nelle feste parrocchiali o di quartiere)“. Così l’idea di esserci, seppure a distanza, sfruttando la tecnologia e arrivando ad aggiudicarsi l’ambito “bastone” per il terzo anno consecutivo. “Nel mio piccolo – questa la sua principale motivazione – cerco di dare un contributo e supporto alla Tradizione“.

Quest’ultimo “bastone” è stato realizzato e donato per l’asta dallo storico “Bar Morana”, che vede attuali proprietari Sebastiano Scalisi e Lucia Severino e la famiglia Peluso – Messina, prova di artigianato dolciario dei pasticceri Gennaro Dragone, Sebastiano Inturri, Fabio Passanisi e Ivan Patania (nella foto in evidenza, a sx). Annualmente, infatti, i “bastoni” (cinque questa volta, di cui uno in legno massello), oltre a pietanze tipiche, attrezzi da lavoro, conigli, manufatti artigianali, vengono offerti sia da realtà commerciali che da privati cittadini e devoti al Santo, contribuendo a rinnovare una tradizione tenuta viva tra le difficoltà dei tempi moderni.


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