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Augusta chiede il titolo di “città”

AUGUSTA – Augusta intende diventare “città”. Dopo la decisione della giunta, anche il consiglio comunale, riunitosi lo scorso 13 ottobre, all’unanimità dei presenti ha approvato l’avvio della procedura per la richiesta dell’attribuzione del titolo di “Città” al Comune di Augusta.

Sarà quindi presentata istanza al Ministro dell’Interno per la concessione di ciò che è un titolo onorifico, per il quale si prevede tra l’altro la revisione degli stemmi e la definizione araldica in relazione a quanto sarà stabilito dalle rispettive istituzioni preposte a Roma. La modalità di concessione del titolo è stabilita dal Tuel, all’articolo 18: “Il titolo di città può essere concesso con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro dell’Interno ai comuni insigni per ricordi, monumenti storici e per l’attuale importanza”.

In provincia di Siracusa, sono soltanto tre i comuni che hanno rango di città: il capoluogo Siracusa, Lentini e Pachino, questi ultimi due comuni in forza di Dpr entrambi del 1990.

Un consiglio comunale storico“, il commento del sindaco Giuseppe Di Mare dopo la trattazione di quello che è stato il secondo punto all’ordine del giorno.

È toccato all’assessore alla Cultura, Giuseppe Carrabino illustrare in aula l’atto (redatto con il supporto del segretario generale Sebastiano Marano e del capo di gabinetto Giuseppe Daidone, menzionati dall’amministratore) ai consiglieri rammentando le peculiarità artistiche, archeologiche, naturalistiche e architettoniche di Augusta e dell’esteso territorio: le qualità di città con un patrimonio materiale e immateriale di rilevanza storica, con la sua storia che ha inizio con il fondatore Federico II di Svevia, lo stupor mundi, e che è condensata nel simbolo dell’aquila sveva che campeggia sul prospetto del palazzo comunale, con le aree archeologiche, naturalistiche, ma anche beni monumentali di pregio storico e artistico.

Mi piace rammentare la necessità dell’immenso patrimonio del Fec, il Fondo edifici di culto gestito dalla Prefettura per conto del ministero dell’Interno – ha aggiunto l’assessore Carrabino – Si tratta di beni dello Stato che dobbiamo rendere fruibili per far conoscere non solo questi edifici carichi di storia, ma anche il non indifferente patrimonio d’arte in essi custodito. Valga per tutti il convento di San Domenico e l’ex Oratorio del Rosario che rammentano il dono dei cavalieri dell’Ordine Melitense, che trovarono ospitalità in Augusta e che tornarono edificando la Ricetta, che proprio nei mesi scorsi è stata acquisita al patrimonio comunale. Una storia non solo locale ma che si inserisce a pieno titolo nella macro storia“.

Ecco allora l’importanza del titolo di città – sottolinea l’assessore in una nota odierna – Si tratta di un atto dovuto che deve costituire motivo di orgoglio per tutto il Consiglio senza distinzione di colore o appartenenza. E l’orgoglio è stato espresso dai banchi della maggioranza e dell’opposizione, rispettivamente dai consiglieri Niciforo e Contento“.


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