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Augusta, deposito Gnl, industriali e operatori portuali “spingono” progetto. “A rischio riconoscimento di porto Core”

AUGUSTA – La realizzazione di un deposito di Gnl (Gas naturale liquefatto) nel porto Megarese resta obiettivo primario non solo per l’Autorità di sistema portuale (Adsp) Augusta-Catania, ma anche per Confindustria e le associazioni di operatori portuali, che sostengono la necessità del progetto.

Dopo un convegno promosso sul tema dagli industriali lo scorso febbraio, alcuni giorni fa, su iniziativa della stessa Confindustria con la sezione Trasporti, logistica ed economia del mare, presieduta da Domenico Tringali, si è tenuto un incontro con il presidente dell’Adsp, Andrea Annunziata, per fare il punto sullo “stato di avanzamento del piano triennale” e lo “stato dell’arte delle infrastrutture al Porto di Augusta”.

Tringali ha riferito che “strategico riteniamo il deposito Gnl ad Augusta“, poiché “il Governo italiano, in ottemperanza alle linee Ue, ha disposto che entro il 2025 tutti i porti “core” della rete “Ten T” dovranno essere in grado di fornire Gnl alle navi ed opportunamente distanziati dovranno essere previsti distributori Gnl per autocarri sulle reti “core” stradali“.

E, in merito alle preoccupazioni espresse dal fronte ambientalista, ha detto: “Occorre una buona informazione sul territorio per non creare falsi allarmismi: non si tratta di un impianto di rigassificazione ma di un deposito “small” (di piccola taglia) di 15/30 mila metri cubi“. “Così si va verso la vera “transizione energetica” – ha aggiunto Tringali – l’utilizzo del Gnl quale combustibile alternativo al gasolio prevede un abbattimento delle emissioni di zolfo in atmosfera rispettando così i parametri Cop24 e un risparmio economico per le società di navigazione, per non parlare della ricaduta occupazionale sulla cantieristica per la trasformazione dei motori delle navi: in una frase si produrrà “buona economia”“.

Oristano, Livorno, Ravenna, solo per fare qualche esempio, hanno già i progetti in itinere per la realizzazione dei depositi di Gnl: Augusta rischia di perdere il riconoscimento di porto “Core” se entro il 2025 non sarà dotato di deposito Gnl”, ha avvertito il presidente della sezione Trasporti, logistica ed economia del mare di Confindustria.

Parole a cui il presidente degli industriali siracusani, Diego Bivona ha aggiunto: “Poiché ad Augusta siamo ancora in presenza solo di una manifestazione di interesse, senza alcun progetto preliminare, per non scoraggiare eventuali investitori e per fugare ogni ragionevole apprensione per la sicurezza proporremo al Patto responsabilità sociale di affrontare il tema coinvolgendo i massimi esperti internazionali della materia anche tramite la costituzione di un Comitato tecnico scientifico”.

Il progetto è infatti ancora alla fase della manifestazione di interesse. Ricordiamo che l’Adsp ha avviato a dicembre, attraverso un avviso esplorativo di manifestazione di interesse, l’iter per l’eventuale realizzazione e gestione del deposito di stoccaggio di Gnl nel porto di Augusta, mettendo a disposizione quale ubicazione il pontile consortile ad oggi non utilizzato all’altezza della raffineria di Augusta (vedi immagine di copertina), specificando che “resta comunque aperta a valutare ulteriori e possibili collocazioni all’interno della propria circoscrizione territoriale”. E il presidente Andrea Annunziata ha più volte sottolineato le peculiarità del Gnl in termini di “tutela dell’ambiente e sicurezza“, oltre che di risvolti occupazionali.

A sostegno della realizzazione dell’impianto, dalla prima ora, anche le associazioni di operatori portuali, tra cui Unionports, che è intervenuta in questi ultimi giorni attraverso un comunicato del presidente Davide Fazio, condividendo “le preoccupazioni espresse” nel suddetto incontro dagli esponenti di Confindustria “circa le sorti del porto di Augusta se non si accelera il processo di infrastrutturazione, a partire dal deposito di Gnl“, definito una “grande opportunità“, e invocando un “tavolo permanente di attenzione al tema“.

Rispetto al monito di Tringali, il presidente di Unionports, Fazio aggiunge: “E se entro il 2025 il porto di Augusta non si doterà delle infrastrutture per continuare ad essere definito Porto Core, esso potrebbe uscire dai grandi circuiti di navigazione nel Mediterraneo, mare su cui transita il 20 per cento del traffico marittimo mondiale e oltre 400 miliardi di euro di export italiano. Una di queste infrastrutture individuiate dalle direttive europee per mantenere la qualifica di “Core” è l’esistenza, entro il 2025 di un deposito Gnl (Gas naturale liquefatto) per l’approvvigionamento energetico delle navi nel Mediterraneo, dato che il Gnl è stato individuato dalla tecnologia e dal mercato dei trasporti come il combustibile del futuro, anche per le sue caratteristiche di ecosostenibilità”.

 


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