MESSAGGIO POLITICO AUTOGESTITO

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Cronaca

Augusta, esplosione di via Millo, la polizia arresta un giovane. Ricostruito movente

AUGUSTA – Stamani agenti del commissariato di polizia di Augusta hanno eseguito l’ordinanza di misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico a carico del ventottenne Filippo Alessandro Grasso, per le ipotesi di reato di detenzione di materiale esplodente e danneggiamento.

Al giovane posto ai domiciliari viene contestata inoltre l’aggravante dell’intimidazione di natura ritorsiva, che avrebbe perpetrato ai danni di una dipendente del Comune di Augusta a seguito del compimento da parte di quest’ultima di un atto nell’adempimento delle proprie funzioni.

L’ordinanza di custodia cautelare disposta dal Gip di Siracusa scaturisce dai fatti verificatisi in via Millo, a Terravecchia, la sera del 30 dicembre, quando poliziotti e vigili del fuoco erano intervenuti (vedi foto di copertina, ndr) per una forte esplosione in un piano alto di un condominio.

Secondo i primi rilievi degli investigatori del commissariato, ignoti avevano posizionato un ordigno artigianale, presumibilmente una bomba carta di grosse dimensioni, su un piano alto dello stabile, davanti al portone di ingresso dell’abitazione della dipendente comunale. La deflagrazione aveva causato il danneggiamento della porta blindata dell’appartamento e l’onda d’urto dell’esplosione provocato la rottura dei vetri di tutte le finestre condominiali insistenti sul vano scale.

Dopo aver raccolto intercettazioni e dichiarazioni testimoniali, gli investigatori del locale commissariato, guidato dal dirigente Guglielmo La Magna, hanno ricostruito il possibile movente del ventottenne. “Il movente riconducibile all’attività lavorativa svolta dal dipendente comunale che, su delega del Tribunale dei Minori – rende noto la Polizia – aveva portato al collocamento in una comunità di una giovane ritenuta la fidanzata di Grasso; l’uomo, addebitando il provvedimento di restrizione emesso dal Tribunale come conseguenza diretta dell’attività svolta dal solerte dipendente comunale, sebbene convivente e padre di due figli, decideva di vendicarsi con quest’ultimo per avergli sottratto la fidanzata“.

Un gesto che, secondo quest’ultima ricostruzione, risulterebbe quindi “dettato da interessi personali avulsi da progetti criminosi più ampi“.

 


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