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Augusta, Fabrizio Moro emoziona una piazza Castello gremita

AUGUSTA – Piazza Castello si è trasformata in un vibrante teatro a cielo aperto, ieri sera, nell’accogliere il cantautore romano Fabrizio Moro, voce inconfondibile e graffiante del panorama italiano, a 25 anni dal suo primo album. L’evento organizzato dal Comune di Augusta, nell’ambito dei festeggiamenti in onore del santo patrono Domenico di Guzmán, ha concluso la giornata della tradizionale processione del Braccio reliquiario con la potenza e l’autenticità della musica pop-rock d’autore.

Moro ha partecipato più volte al Festival di Sanremo, vincendo nella sezione Giovani nel 2007 con il brano Pensa (per cui ha ottenuto anche il premio della critica “Mia Martini”), cantato anche ieri in cui ricorreva il 33° anniversario della strage di Capaci, e poi distinguendosi nella categoria Big nel 2018 in coppia con Ermal Meta con Non mi avete fatto niente. Nel 2022 è tornato sul palco dell’Ariston portando in gara Sei tu (premio “Bardotti” come miglior testo).

Sul palco nel cuore dei giardini pubblici di Augusta, accompagnato da band e chitarra elettrica, l’artista ha esordito con il brano Banale spiegazione, uscito nel 2004, rendendo chiaro che non si sarebbe trattato di un semplice concerto, ma di un intenso viaggio nell’anima, tutto da ascoltare.

Nella scaletta di piazza Castello la carrellata di successi, in ordine sparso, come Svegliati contenuto nell’album Domani (2016), Il peggio è passato (2010), Non è la stessa cosa, Pensa e Senza di te (2007), Alessandra sarà sempre più bella (2015), Eppure mi hai cambiato la vita (2008), Il senso di ogni cosa (2009), Portami via (2017), L’eternità (2018), Sono solo parole (scritta per la collega e amica Noemi nel 2012), Prima di domani (condivisa con il rapper Il Tre), ultimo successo prodotto quest’anno.

La scrittura di Fabrizio Moro è “libera” più che “impegnata“, etichetta quest’ultima spesso affibbiata da parte di pubblico e critica: andrebbe oltre, è più intima, come proprio i versi delle canzoni suggeriscono assumendo, più che altro, la forma del diario aperto, su esperienze personali, riflessioni sociali e profonde introspezioni.

Per molti critici è un artista “impegnato” per i temi scelti nelle sue canzoni, ma in diverse interviste è lo stesso cantautore a smentire tali intenti. Il suo pop-rock, con note di chitarre energiche, ritmi incalzanti, testi mai banali, intende semplicemente comunicare stati d’animo, l’amore nelle sue svariate forme, la passione, e in taluni casi, quando ritenuto necessario, anche denunciare.

Sono state quasi due ore di musica ininterrotta in cui Fabrizio Moro, tra un brano e l’altro, ha concesso qualche aneddoto, qualche riflessione sulla vita e sulle sue personali esperienze, instaurando un dialogo sincero e diretto con la folla.

Un dialogo apprezzabile anche da quella componente del pubblico che magari conosce meno il cantautore romano, cogliendone però il forte tratto comunicativo che la musica, in generale, ancora oggi può avere, per fare i conti con la vita, abbattere le proprie paure, vivere il presente e abbracciare i sogni, dedicare tempo a personali progetti e desideri, esprimere apertamente la propria opinione.

Alessandra Peluso

(Foto di copertina crediti: Felice Cucinotta per La Gazzetta Augustana.it)


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