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Augusta, “Festival della storia patria”, notizie inedite su alcuni transiti di navi della Regia Marina dopo l’Unità

AUGUSTA – Una conferenza storica da cui sono emerse interessanti e inedite notizie sul tema: “Alcuni transiti di unità della Regia Marina ad Augusta dall’Unità d’Italia ai primi del Novecento”. L’incontro, nell’ambito della seconda edizione del “Festival della storia patria” promosso dalla Società augustana di storia patria, si è tenuto lo scorso 29 ottobre nella sala dell’associazione filantropica “Umberto I” e ha visto come relatore l’avvocato Antonello Forestiere, direttore del Museo della Piazzaforte nonché consigliere scientifico della Marina militare.

Dopo il saluto del vicepresidente dell’associazione ospitante, Carmelo Fazio, e l’introduzione del presidente del sodalizio promotore, Giuseppe Carrabino, Forestiere ha inquadrato l’argomento ricordando l’ingente numero di transiti di navi militari che hanno avuto come protagonista il porto di Augusta.

Si è quindi soffermato su due navi della Regia Marina in particolare, venute ad Augusta una prima volta nel 1862, quindi poco dopo l’Unità d’Italia. Con dovizia di particolari, Forestiere ne ha descritto la tipologia, le caratteristiche, l’equipaggio. Ha poi accennato al transito della pirocorvetta a ruote “Governolo”, varata il 18 ottobre 1849 nei cantieri Pitcher North, Blackwall, Gravesend in Inghilterra.

L’argomento – ha riferito Antonello Forestiere, per gli eventuali approfondimenti – sarà ampiamente documentato e illustrato sul Bollettino della Società augustana di storia patria e pertanto sarà possibile far luce su una pagina della storia civica e militare della città”.

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Con l’ausilio di rare foto d’epoca, alcune messe a disposizione dall’Ufficio storico della Marina militare, il relatore ha offerto all’uditorio un’occasione per conoscere aspetti del tutto inediti delle soste nel porto di Augusta di alcune navi della Regia Marina, nella seconda metà dell’Ottocento.

(Nella foto di copertina, da sinistra: Carmelo Fazio, Antonello Forestiere e Giuseppe Carrabino)


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