Augusta, la Ricetta di Malta sarà centro culturale con auditorium. “Ripescato” un progetto di restauro
AUGUSTA – La settecentesca Ricetta di Malta, Commenda dell’Ordine melitense, sarà oggetto di lavori di recupero conservativo per essere destinata a “centro culturale“. Questa l’intenzione dell’amministrazione comunale, che, nell’attesa dell’individuazione di opportunità di finanziamento e di far provvedere alla necessaria progettazione, ha dato il via lo scorso 5 agosto a un’indagine di mercato per la selezione di un archeologo che esegua le attività di “verifica preventiva dell’interesse archeologico”.
È un’indagine preliminare nella forma della “manifestazione di interesse a presentare offerta di ribasso al fine dell’affidamento diretto del servizio” con importo a base d’asta pari a 3.000 euro al netto di Iva e oneri contributivi. “Un atto necessario per studiare gli interventi da porre in essere – fa sapere l’assessore Giuseppe Carrabino – Nel contempo l’assessore Rosario Sicari è al lavoro per studiare tutte le possibilità di finanziamento disponibili, sia a livello ministeriale che europeo“.
L’immobile che ha il suo prospetto principale su via Epicarmo 406 (nella foto di copertina, tratta da Google street view), pur essendo noto alla Soprintendenza, non è mai stato vincolato, ed è entrato a far parte il mese scorso del patrimonio comunale a seguito della donazione da parte della proprietaria, prof.ssa Isabella Palumbo Fossati, residente a Venezia.
Come reso noto dall’assessore Carrabino, è stato di recente esaminato “con l’ing. Carmelo Bramato, dirigente dell’ufficio Lavori pubblici“, un progetto di restauro dell’immobile, risalente a circa vent’anni fa e “depositato agli atti del Comune“, redatto dagli architetti augustani Antonio Roggio e Domenico Garsia. “Andrà rivisto alla luce delle normative vigenti sia dal punto di vista strutturale, con l’applicazione dei coefficienti antisismici, sia dal punto di vista funzionale per la destinazione che si intende dare al monumento – riferisce l’assessore alla Cultura in una nota stampa – Un contenitore culturale di alto profilo con uno spazio aperto su via Epicarmo, un auditorium da ricavare nel palazzo del ricevitore e locali di servizio in quella che era la sagrestia dell’annesso oratorio di S. Giovanni gerosolimitano, quest’ultimo purtroppo non più esistente in quanto demolito nel secondo dopoguerra per edificare, nell’area di risulta, un edificio condominiale. Da studiare, inoltre, la possibilità di recupero degli ampi locali sotterranei con volte a botta in muratura, che nel tempo sono divenute cisterne a causa delle tre bocche di accesso lasciate aperte senza alcuna protezione“.
Sarebbero possibili diverse collaborazioni. “Un monumento che necessita di uno studio approfondito che potrà essere curato dalla facoltà di architettura dell’Università di Catania, sede di Siracusa – anticipa Carrabino – Abbiamo avuto ampie assicurazioni di concreta collaborazione da parte dell’ing. Eugenio Magnano di S. Lio che ha manifestato interesse verso l’architettura civica e religiosa della nostra Augusta con studi scientifici, frutto di accurate indagini archivistiche. Il prof. Magnano di S. Lio ha già avuto modo di accostarsi alla conoscenza del monumento con tesi di laurea affidate ai suoi studenti sull’architettura fortificata di Augusta e della Sicilia orientale. Sulla “Ricetta di Malta” sono emersi interessanti informazioni circa l’andamento dei cantieri, committenze, architetti e la funzione stessa della Commenda di Augusta con dettagliate relazioni dell’attività commerciale e dei prodotti esportati. Di grande interesse la documentazione custodita nell’Archivio Blasco della nostra Biblioteca comunale dove è possibile rilevare la cronotassi dei ricevitori e le opere da loro realizzate per la trasformazione da luogo di deposito ad una vera azienda capace di produrre ed offrire lavoro alla comunità locale“.
“Ritengo che il recupero della “Ricetta di Malta” possa costituire l’occasione per la città di ristabilire rapporti con l’Ordine melitense – aggiunge l’assessore Carrabino – anche con il prezioso apporto del dott. Ray Bondin, commissario Unesco per i siti patrimonio dell’Umanità, che nei giorni scorsi nel congratularsi per il risultato raggiunto di acquisire al patrimonio comunale questo straordinario monumento, ha assicurato tutto il suo supporto nell’avviare ogni azione finalizzata al raggiungimento di questo obiettivo“.

















