Augusta, nuovo studio chiarisce il “mistero” della chiesa della Rotonda
di Sebastiano Salemi
AUGUSTA – Definita “la Rotonda” nella toponomastica locale, in realtà si tratta di un “ovale”. La notizia è recentissima, frutto di un accurato studio di Eugenio Magnano Di San Lio, professore associato presso la Struttura didattica speciale (Sds) di Architettura dell’Università di Catania, con sede in Siracusa, dove attualmente insegna “Disegno e rilievo dell’architettura”, autore di una pregevole monografia pubblicata sull’ultimo numero del Bollettino della Società augustana di storia patria, di cui è presidente Salvatore Romano.
Si tratta della piccola chiesa di Santa Maria del Perpetuo Soccorso, nell’Isola, che “si è rivelata un edificio di un certo interesse con caratteristiche particolari che ne fanno un unicum nell’ambito dell’architettura del Settecento nella Sicilia orientale”. “La pianta dell’aula – scrive Magnano di San Lio – che nel rilievo si è rivelata essere un ovale a quattro centri sul quale si innesta il quadrato del presbiterio, la colloca nel novero delle chiese a pianta ovale del secolo XVIII costruite dopo il terremoto del 1693 che colpì la Sicilia sud-orientale“.
“Alla colta geometria della pianta ovale la chiesa di Santa Maria del Soccorso ad Augusta associa anche la caratteristica non comune del doppio ingresso, cosa che ha indotto ad una sorta di “censimento” delle chiese siciliane con doppio ingresso e ad interrogarsi sulle possibili motivazioni funzionali, estetiche, simboliche e liturgiche che potrebbero aver portato in questo, come in altri casi, all’adozione di questa particolare soluzione. Degli otto documenti trascritti nell’appendice documentaria – riferisce l’accademico catanese – due mi sono stati forniti da Giuseppe Carrabino, fondatore della Società augustana di storia patria e attuale assessore ai Beni culturali della Città di Augusta, e mi erano assolutamente sconosciuti prima della stesura definitiva del testo. Uno di questi due documenti si è rivelato estremamente interessante poiché testimonia che la chiesa del Soccorso che oggi vediamo è stata realizzata sulla base di un disegno portato negli anni venti del Settecento da Roma da Filippo Neri Corso, primo parroco della seconda parrocchia di Augusta dedicata a San Sebastiano”.
“Questo nuovo studio di Eugenio Magnano di San Lio – commenta l’assessore Pino Carrabino – ha contribuito a far luce sulla complessa presenza degli edifici di culto della città frutto della ricostruzione del 1693, anno in cui ha inizio la riconfigurazione architettonica di Augusta e in generale della Sicilia orientale. Il documento si trova custodito tra le carte dell’Archivio della Curia vicariale di Augusta ed è fondamentale non solo per una migliore comprensione delle vicende del cantiere, ma aggiunge anche un tassello importante sul ruolo di questo edificio quale sede dell’antica Congregazione dei macellai, detti anche “beccai” che curavano il culto ordinario della Madonna del Soccorso, titolare della Corporazione e la festa in suo onore che si celebrava la prima domenica dopo Pasqua. Nel guardare quindi alla pianta apparentemente circolare è stato istintivo in un primo momento pensare per essa al riutilizzo nelle funzioni di chiesa di una preesistente struttura militare, una torre a pianta circolare“.
“Sulla chiesa seicentesca non sappiamo quasi nulla – conclude Carrabino – ma probabilmente era di piccole dimensioni e possiamo immaginarla nella forma di una semplice aula rettangolare con tetto a capanna, così come appare sommariamente rappresentata in talune vedute secentesche della città di Augusta. Come tutte le chiese della città, sarà stata danneggiata dal terremoto del 1693 e solo alla fine del terzo decennio del Settecento si mise mano alla sua riedificazione”.





















