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Augusta, porto Megarese escluso dai Piani di ‘recovery’. Il dibattito è provinciale sulla road map per inserirlo

AUGUSTA – Il porto di Augusta non figura tra i progetti contenuti nel Piano regionale di ripresa e resilienza, il documento preliminare inviato dalla Regione siciliana al governo centrale per l’inserimento in quel Piano nazionale (Piano nazionale di ripresa e resilienza, detto Recovery plan) con il quale si richiederanno all’Unione europea le risorse del Recovery fund. Era trapelato quasi un mese fa, e in questi ultimi giorni sono arrivate ulteriori conferme dalla politica, contestualmente alla “bocciatura” del Piano regionale da parte del governo centrale.

L’esclusione di larga parte delle richieste siciliane, per la contestata mancanza di una progettazione esecutiva o il loro superamento, viene infatti dibattuta in questi giorni. Cassati da Palazzo Chigi, oltre al Ponte sullo Stretto, anche l’aeroporto internazionale fra Barcellona Pozzo di Gotto e Milazzo, e, appunto, il porto di Marsala quale “porto Hub del Mediterraneo”, il progetto che aveva indispettito politici e operatori portuali augustani e del Siracusano.

Così c’è chi auspica, come il deputato regionale di maggioranza eletto nel collegio di Agrigento, Carmelo Pullara, che “la bocciatura da parte del Governo nazionale del Piano di utilizzo Recovery Fund Regione Sicilia possa essere vista come una opportunità da cogliere al volo e sfruttare per il nostro territorio (riferendosi all’Agrigentino, ndr)”. Auspicio che potrebbe fornire un’ulteriore interpretazione delle rassicurazioni che erano state fornite una decina di giorni fa dalla collega di maggioranza all’Ars Daniela Ternullo, melillese, che affermava: “Vorrei tranquillizzare tutti: Augusta sarà porto Hub. Non lo dico solo io, ma lo ha fatto l’assessore Marco Falcone nella sua recente visita in provincia di Siracusa“. Aggiungendo: “Il porto di Augusta, mi hanno comunicato dalla Regione, può essere inserito nel Recovery fund perché dopo i lavori di banchinaggio già eseguiti si tratta di un completamento“.

Nel dibattito politico è intervenuto stamani l’ex presidente della commissione Bilancio all’Ars, il siracusano Vincenzo Vinciullo, evidenziando come nel progetto del Piano regionale “il Porto Hub del Mediterraneo è quello di Marsala, non quello di Augusta“. “I deputati del Gruppo all’Ars di Diventerà bellissima (Galluzzo, Aricò, Assenza, Savarino e Zitelli) con un comunicato stampa contestano l’azione del Governo nazionale a proposito della distribuzione dei fondi del Recovery fund che esclude la Sicilia da tali benefici“, asserisce ancora Vinciullo chiosando che “dopo che il Governo regionale ha escluso la provincia di Siracusa, ora il Governo nazionale esclude la Sicilia, della serie chi di spada ferisce di spada perisce“.

Inoltre, in riferimento al “Bilancio di Previsione 2021 della Port Authority, approvato il mese scorso“, Vinciullo rileva che “i nuovi investimenti infrastrutturali previsti per i porti di Catania ed Augusta sono totalmente sbilanciati a favore di Catania; infatti, a fronte di risorse pari a 145,42 milioni di euro, ben 80 milioni, quasi due terzi, sono previsti per il rifacimento e l’abbellimento delle mantellate del porto di Catania“.

Ieri l’altro giungevano rassicurazioni da altra deputata regionale di maggioranza, l’avolese Rossana Cannata, autrice di un emendamento alla risoluzione numero 3 all’esame della commissione Ue all’Ars, dal titolo “Indirizzi per le proposte della Regione siciliana nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) per l’utilizzo delle risorse del Recovery fund”. Nell’ambito della risoluzione che “impegna il governo della Regione ad attivarsi presso ogni opportuna sede istituzionale affinché nell’ambito dell’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) si effettuino tutti gli interventi di potenziamento dei porti esistenti“, come riferisce Cannata, il suo emendamento ha proposto l’integrazione con le parole “prioritari saranno gli interventi sul Porto di Augusta, già inserito nelle Reti Ten-T “Core” come porto strategico dell’Unione europea e capofila nella gestione della Zes (Zona economica speciale) della Sicilia sud-orientale, per la realizzazione del Porto Hub del Mediterraneo“.

Del resto – ha commentato la deputata regionale – anche l’assessore alle infrastrutture Falcone, fin da subito, ha chiarito che quando si intravedrà concretezza, soprattutto secondo le scelte o non scelte fatte a livello nazionale, il coinvolgimento non potrà che ricadere su Augusta“.

Nello stesso giorno, il sindaco di Augusta, Giuseppe Di Mare, a margine dell’incontro con l’omologo di Carlentini, Giuseppe Stefio, ha dichiarato: “Il ruolo centrale di Augusta, del suo porto, nel piano del Recovery fund deve essere presente nella fase di progettazione del più grande piano di investimenti per il nostro Paese. Il porto hub di Augusta non può perdere questa opportunità, ed è necessario che tutto il territorio si unisca per far sentire una voce univoca forte e determinata e non perdere un’occasione unica per il nostro territorio“. “Ho annunciato al sindaco Stefio che subito dopo le festività sarà mia cura invitare tutti i sindaci della nostra provincia – ha proseguito Di Mare – per iniziare un percorso unitario su Porto e Zes, perché solo uniti riusciremo ad affrontare con la giusta forza questa importante opportunità“.


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