Cronaca

Augusta, “Prison dealers”, sedici misure cautelari per giro di droga e cellulari nel carcere

AUGUSTA – Nell’ambito dell’inchiesta chiamata “Prison dealers” coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura di Catania, le Fiamme gialle etnee, con la collaborazione e il supporto del nucleo investigativo centrale della Polizia penitenziaria, hanno eseguito sedici misure cautelari emesse dal Gip di Catania a carico di altrettanti soggetti, indagati a vario titolo per le ipotesi di reato di associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanza stupefacente nel carcere di Augusta (nella foto di repertorio in copertina, ndr), oltre che per associazione per delinquere finalizzata all’indebito procacciamento di apparati telefonici per i detenuti della stessa casa di reclusione e, infine, per corruzione di pubblici ufficiali per atti contrari ai doveri di ufficio.

L’attività d’indagine avviata dal nucleo Pef (Gruppo tutela economia) della Guardia di finanza di Catania nel settembre 2020, in stretto collegamento con il comando della Polizia penitenziaria in servizio nella casa di reclusione di Augusta, ha fatto emergere una presunta “ramificata organizzazione criminale attiva tra Catania e Augusta, finalizzata al reperimento e allo spaccio di sostanza stupefacente di varia tipologia (cocaina, marijuana, hashish e skunk) tra i detenuti del predetto istituto di pena, oltre all’illecita immissione e consegna, a favore degli stessi soggetti reclusi, di telefoni cellulari e apparecchi per la comunicazione“.

Quindici soggetti sono destinatari della misura della custodia cautelare in carcere: Buda Giovanna, nata a Catania l’11/12/1989; Buda Rosaria, nata a Catania il 02/11/1984; Muntone Dario Giuseppe, nato a Catania il 03/09/1985; Pedone Michele, nato a Taranto il 16/09/1970; Ricciardi Luciano, nato a Catania il 06/03/1990; Buremi Sebastiano, nato a Lentini il 19/06/1994; Castro Piero Orazio, nato a Catania il 23/02/1993; Ferlito Francesco, nato a Catania il 16/07/1978; Genesio Giuseppe, nato ad Avola il 23/06/1988; Maccarrone Francesco, nato a Catania il 03/07/1973; Milone Eros, nato a Lentini il 03/11/1998; Riolo Santo, nato a Catania il 15/02/1982; Sanfilippo Michael, nato a Catania il 12/10/1999; Sapienza Simone Alfio, nato a Militello in Val di Catania il 17/10/1998; Scattamagna Fabiano, nato a Siracusa il 24/07/2000.

Un destinatario della misura cautelare degli arresti domiciliari: Cusmano Michael, nato a Catania il 09/10/2001.

Secondo le indagini, l’ipotizzata associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti sarebbe stata promossa da due soggetti detenuti nel carcere di Augusta, il 35enne Dario Giuseppe Muntone e il 31enne Luciano Ricciardi, entrambi catanesi, i quali, “attraverso telefoni cellulari illegalmente introdotti nella casa circondariale“, avrebbero “diretto le attività dei sodali all’esterno – volte al reperimento, al deposito e al trasporto di diverse tipologie di sostanza stupefacente – oltre che provveduto a organizzare la materiale, illecita introduzione delle sostanze in carcere e a gestire la cassa comune dell’associazione criminale“.

All’esterno dalla casa di reclusione, i finanzieri hanno rilevato “un articolato e ben definito sistema per acquistare, nascondere, confezionare, trasportare e infine introdurre in carcere lo stupefacente e gli apparati di comunicazione“.

Sempre secondo le indagini, Michael Cusmano si sarebbe “attivato per l’acquisto, presso alcuni fornitori (Santo Riolo e Michael Sanfilippo) delle partite di stupefacente, che poi veniva custodito e confezionato in dosi, pronte per lo smercio, da Rosaria Buda“. Michele Pedone, sovrintendente della Polizia penitenziaria, in servizio presso il carcere di Augusta, avrebbe avuto “il compito, dietro compenso, del trasporto e dell’introduzione della droga nella stessa casa circondariale“, motivo per cui gli viene contestato il reato di corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio, mentre Giovanna Buda avrebbe “garantito, d’intesa con i predetti sodali, il costante approvvigionamento di telefoni cellulari e Sim card, oltre che i relativi accessori, per la successiva introduzione in carcere, sempre a cura dello stesso Pedone“.

Lo stesso Pedone – individuato anche grazie al contributo fornito dal gruppo di comando del carcere di Augusta – godeva all’interno dell’istituto di connivenze e coperture sulle quali sono in corso ulteriori accertamenti“, fa sapere la Dda della Procura di Catania.

Una volta introdotti in carcere i diversi quantitativi di stupefacente, per cinque consegne di droga di cui gli investigatori hanno acquisito prove, i detenuti Muntone e Ricciardi avrebbero “provveduto a cederlo, dietro pagamento, ad altri reclusi (Sebastiano Muremi, Simone Sapienza, Giuseppe Genesio, Fabiano Scattamaglia, Eros Milone, Francesco Maccarrone e Francesco Ferlito), i quali, a loro volta, lo hanno rivenduto ad altri detenuti“.


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