Politica

Augusta, regolamento imposta di soggiorno, critiche da Cgil e M5s

Veduta del golfo Xifonio e dell'Isola di Augusta

AUGUSTA – La prospettiva dell’imposta di soggiorno esigibile, a partire dall’1 giugno prossimo, dalle strutture ricettive in Augusta innesca il dibattito con interventi di forze politiche e sindacali, vedi in data odierna il Movimento 5 stelle e la Cgil. Lo spunto l’ha offerto l’approvazione nella seduta di consiglio comunale dello scorso 31 marzo, a maggioranza, del “regolamento per l’approvazione dell’imposta di soggiorno”, tributo locale come noto a carico di chi soggiorna (o pernotta) in una struttura ricettiva, applicato da diversi anni nei comuni turistici e città d’arte, con un vincolo di destinazione connesso genericamente al settore dei servizi pubblici comunali.

Augusta, che nel suo territorio annovera la rinomata frazione di Brucoli, figura nell’elenco regionale delle località a vocazione turistica dall’ottobre 2011, da quando cioè è stata inserita tra i centodue comuni richiedenti e riconosciuti tali con il decreto assessoriale regionale, provvedimento integrativo rispetto agli ottantanove comuni già riconosciuti con precedente decreto a febbraio. Tale qualifica consentiva ai comuni di venire ricompresi nelle linee di intervento del Po-Fesr. Ma l’imposta di soggiorno, mai introdotta in città, suscita adesso critiche, con l’approvazione del propedeutico regolamento arrivata a pandemia in corso e conseguenti restrizioni governative in vigore.

La Camera del lavoro Cgil di Augusta, avendo appreso a Consiglio comunale concluso e a mezzo stampa, la decisione di applicare la dibattuta tassa di soggiorno, manifesta perplessità in merito e si chiede se non fosse invece il momento di pensare ai ristori per tutte quelle attività legate al flusso turistico e al suo indotto. Noi, piuttosto, riteniamo che sia importante definire nel nostro territorio un “Piano strategico del turismo” e non applicare nuove tasse, poco giustificate se si pensa l’esiguità dei servizi che verrebbero offerti ai turisti“. Lo rileva Lorena Crisci, segretario della locale Camera del lavoro – Cgil.

Ci spiace constatare – aggiunge la sindacalista sul metodo – che non siano state chiamate ad un confronto le organizzazioni sindacali ed auspichiamo che questo possa esserci a breve. I settori del turismo e della cultura sono di sicuro quelli più colpiti dalla crisi pandemica e i lavoratori del settore quelli che hanno sofferto maggiormente: precarietà lavoro nero e grigio, contratti intermittenti, che non sono certo una novità, hanno caratterizzato questi segmenti produttivi ed economici. La tassa di soggiorno dunque dev’essere una tassa di scopo e sull’utilizzo delle entrate bisogna avere una visione condivisa pensando ad interventi che mirino a creare lavoro stabile e qualificato. Chiediamo all’amministrazione un maggiore coinvolgimento ed un tavolo di confronto con le parti sociali“.

Un’aspra critica, politica e nel merito del regolamento specifico, viene espressa dal gruppo consiliare del Movimento 5 stelle, composto dalla capogruppo Roberta Suppo, da Marco Patti e Chiara Tringali. “Notiamo con grande dispiacere che alcuni organi di stampa non sono stati correttamente informati sull’imposta di soggiorno recentemente varata dal consiglio comunale grazie a una variopinta e inaspettata maggioranza trasversale – commentano in una nota congiunta – E infatti, non solo ogni turista, come scritto dalla stampa, ma anche ogni lavoratore che soggiornerà in territorio augustano, subirà l’imposta di soggiorno. Durante i lavori d’aula abbiamo sollevato questo ulteriore profilo problematico“.

Nessuna esenzione per i lavoratori era prevista nel regolamento arrivato in consiglio, e nessuna esenzione per i lavoratori è stata introdotta in sede di approvazione in consiglio, ad eccezione delle forze dell’ordine che soggiornano in città per motivi di servizio – sottolineano i tre consiglieri pentastellati – Di contro, segnaliamo invece che mentre la proposta arrivata in consiglio non prevedeva l’imposta di soggiorno per la c.d. “bassa stagione”, alla fine la maggioranza “variopinta” in consiglio ha emendato il testo e ha deciso che l’imposta è dovuta per tutto l’anno. Riteniamo infine che sarebbe stato doveroso istituire ufficialmente e preliminarmente un tavolo di confronto con gli operatori del settore e le associazioni di categoria portatrici di interessi coinvolti dall’introduzione dell’imposta: il dialogo è fondamentale, tanto più in tempi di crisi straordinaria come quella che ci ha travolti da oltre un anno“.

(Nella foto di repertorio in copertina: l’Isola e il viadotto visti dal lungomare Granatello)


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