News

Augusta, statue acroteriali della chiesa Madre: andranno due copie sulla facciata, originali in piazza

AUGUSTA – Si chiude, con una scelta amministrativa destinata a far discutere ma che mette un punto a un dibattito ultradecennale, la vicenda delle due storiche statue acroteriali settecentesche raffiguranti San Domenico e San Giuseppe, rimosse dal prospetto principale della chiesa Madre dopo il terremoto del 1990 (insieme a quattro fiamme acroteriali, andate disperse, e alla campana civica) e mai più tornate nella loro sede originaria, trovando da allora asilo nella sede comunale dell’ex Plastjonica.

Con delibera approvata oggi dalla giunta guidata dal sindaco Giuseppe Di Mare, è stato infatti formalizzato l’atto di indirizzo che esclude il ritorno delle due statue in pietra in sommità alla facciata principale della chiesa dedicata a Maria Santissima Assunta, attualmente interessata dalla fase conclusiva dei lavori di consolidamento antisismico e restauro dei prospetti, appaltati dall’Arcidiocesi di Siracusa e finanziati con fondi Pnrr per un importo complessivo di 620mila euro.

La decisione dell’amministrazione comunale si fonda sulle valutazioni tecniche maturate durante il percorso di recupero dell’edificio religioso. Nella delibera si legge infatti che “a seguito di apposite valutazioni tecniche, è emersa l’impossibilità di ricollocare le suddette statue nella loro posizione originaria per motivi di sicurezza“.

Da qui la soluzione individuata: “al fine di restituire la visione originaria del prospetto, si è ritenuto opportuno procedere alla sostituzione delle stesse con copie fedeli realizzate in materiale leggero“. In sostanza, a coronare nuovamente i due caratteristici contrafforti a spirale all’estremità della facciata principale saranno repliche alleggerite, mentre gli originali settecenteschi, una volta eseguito il restauro che con l’atto odierno si dispone, troveranno collocazione definitiva in piazza D’Astorga, in prossimità del prospetto laterale nord della chiesa Madre.

Riconoscendo espressamente il valore storico delle opere, quando nell’atto amministrativo si precisa che “le statue in oggetto costituiscono elementi di rilevante valore storico-artistico e identitario per la comunità locale, rappresentando due santi particolarmente venerati“, la giunta ritiene infatti opportuno “restituire alla cittadinanza la possibilità di fruizione visiva delle suddette opere mediante la loro ricollocazione in una posizione idonea, prossima all’edificio religioso“.

La vicenda delle statue dimenticate era tornata con forza nel dibattito pubblico esattamente dieci anni fa, quando La Gazzetta Augustana.it, con una serie di contributi pubblicati nel primo semestre del 2016, riportò all’attenzione cittadina le condizioni di abbandono delle due opere, custodite presso l’ex Plastjonica in condizioni conservative giudicate critiche, all’interno di due cassoni metallici arrugginiti e parzialmente aperti superiormente.

In quella fase fu l’archeologo augustano Carlo Veca, attraverso un intervento ospitato su queste pagine, a lanciare la proposta di effettuare un rilievo digitale tridimensionale delle statue mediante laser scanner 3D, così da ottenere copie perfettamente fedeli in scala 1:1, realizzate in materiale leggero e resistente, da riposizionare in facciata, preservando gli originali in vista di una futura musealizzazione nel mai avviato Museo civico. Una soluzione che, nella sostanza, troverà prossima attuazione, sebbene con diversa destinazione finale per gli originali.


La Gazzetta Augustana su facebook

Le Città del Network

 

Copyright © 2026 La Gazzetta Augustana.it
Progetto editoriale a carattere periodico registrato al ROC (AGCOM) con n. 25784
Direttore responsabile: Cecilia Casole
PF Editore di Forestiere Pietro - P. IVA 01864170897

Copyright © 2015/2026 PF Editore

In alto