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Augusta, teatro, applausi per “L’avaro” riadattato in siciliano

AUGUSTA – È andato in scena, domenica scorsa, il terzo spettacolo della 3ª Rassegna teatrale Fita “Città di Augusta”. Sul palco del teatro di “Città della notte”, la compagnia “Le tre fontane” di Presa (frazione di Piedimonte Etneo, Catania), con L’avaro di Molière.

L’associazione teatrale etnea, nata negli anni ‘80, ha proposto la celebre commedia in tre atti di Molière in vernacolo, grazie alla traduzione siciliana di Toni Aiello e alla regia di Caterina Scuderi.

Ispirato all’Aulularia di Plauto, Arpagone, il protagonista della commedia, è la personificazione dell‘avarizia. Tutta la vicenda ruota attorno alla sua ossessione di accumulare denaro, alla paura di essere derubato, ma soprattutto all’aridità di cuore di Arpagone, che non ama niente e nessuno a parte la sua “cassettina“. Una vera commedia degli equivoci dove certo si ride, ma dove c’è anche spazio per una riflessione sull’uomo, sui suoi difetti e le sue fragilità, e anche sulla società odierna materialistica e consumistica.

Giovanni Proietto è un Arpagone straordinario nel rendere il massimo del realismo del suo personaggio, talmente taccagno che non esita a pensare di sacrificare i suoi figli, tranne poi a ravvedersi nel momento in cui intuisce che può ricavare maggior guadagno.

Tutti bravi gli altri attori che hanno saputo dare il meglio di loro stessi: Serena Taverna (Elisa), Angelo Russo (Cleante), Salvo Lombardo (Valerio), Anna Gulisano (Marianna), Mariagrazia Proietto (Frosina), Aldo Guzzetta (Mastro Giacomo), Renato Cassaniti (Freccia), Rita Maccarrone (Donna Claudia), Emanuele Lo Faro (Don Anselmo), Benedetto La Spina (Commissario), Giuliana Raciti (Bettina), Francesco Raciti (Pipispezzi) e Pippo De Rosa (Mastru Simuni).

Molto apprezzate anche le scenografie, il trucco e il parrucco, da un pubblico veramente entusiasta che ha tributato calorosi applausi alla pièce.


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