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Augusta, una danza di parole contro la violenza sulle donne, il doppio evento di “Nesea”

AUGUSTA – “No al silenzio! Una danza di parole contro la violenza” è il titolo della manifestazione in due parti organizzata nel pomeriggio di ieri dal centro antiviolenza “Nesea” di Augusta con il patrocinio del Comune, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che si celebra ogni 25 novembre.

L’evento ha avuto inizio con l’adagiamento di scarpe rosse sui gradini del sagrato della chiesa Madre, in ricordo di tutte le vittime di femminicidio. Subito dopo, le piccole ballerine della scuola di danza “Chorèia” diretta da Giorgia Gulino hanno eseguito un carillon di danza classica, accompagnato dalle note di celebri compositori di musica classica.

Poi gli interventi-appelli, lanciati dal sagrato del Duomo, moderati dalla giornalista Cecilia Casole. Carmelo Gulino, presidente dell’associazione culturale “Chorèia”, ha messo in evidenza il valore dell’iniziativa, dicendosi entusiasta per averne preso parte. Il sindaco Cettina Di Pietro ha sottolineato l’importanza del lavoro quotidiano dalle volontarie del centro antiviolenza, svolto attraverso una rete di cooperazione con le istituzioni locali e le forze dell’ordine del territorio, alla presenza del comandante della stazione carabinieri di Augusta, Paolo Cassia.

La violenza è una piaga – ha detto Stefania Caponigro, presidente di “Nesea” – Dall’inizio dell’anno ad oggi sono state 106 le vittime in Italia. Il centro antiviolenza è un luogo dove si promuove la cultura del rispetto della non violenza, perché, se vogliamo davvero sconfiggere e prevenire la violenza, dobbiamo agire anche e soprattutto a livello culturale“. Quindi Stefania D’Agostino, responsabile dell’ufficio legale del centro “Nesea”, ha ringraziato il sindaco per aver reso possibile l’evento, cogliendo, altresì, l’occasione per spronare le donne vittime di violenza a non aver timore di denunciare.

A seguire, le testimonianze di Rosetta Cucinotta, madre dell’augustana Francesca Ferraguto, giovane vittima di femminicidio nel 2009, di Luisa Ardita, sorella di Eligia Ardita, l’infermiera siracusana per la cui morte è imputato il marito, e la catanese Vera Squatrito, mamma di Giordana Di Stefano, assassinata dal compagno tre anni fa, seguite dalla testimonianza audio del papà di Melania Rea.

La seconda parte dell’evento si è svolta nel salone di rappresentanza del Municipio, con la presentazione del libro “Anonima” di Manuela Mannino. Prima di passare la parola all’autrice è stato proiettato un video molto toccante, realizzato dalla famiglia Ardita “in memoria di Eligia e Giulia Ardita” e dedicato a tutte le vittime di violenza.

Mannino ha spiegato di aver deciso di scrivere il libro, classificato tra i romanzi di narrativa contemporanea, per le continue “notizie di cronaca in cui si denunciava la scomparsa di donne, che inesorabilmente venivano trovate morte”. Così, “in un moto di ribellione – ha detto la scrittrice – ho pensato: e se invece la donna fosse realmente fuggita lontano? Ed è nata Ambra, che fugge, ma nella fuga si nasconde alla vita rendendo la violenza subita padrona della sua vita. Il libro ha un risvolto positivo perché deve essere una speranza di ritorno alla vita e all’amore, ed è quello che auguro a tutte le donne vittime di abusi”.

Nel corso della presentazione del libro, oltre al vicesindaco Roberta Suppo, sono intervenuti quali rappresentanti del Lions club di Augusta che ha dato un contributo all’evento, il presidente Claudio Russo e la referente per il club service Rita Cocciolo. Il libro sarà presentato anche lunedì alle ore 9, nell’aula magna dell’Istituto superiore “Arangio Ruiz”, durante un incontro rivolto agli studenti. Tutti gli scatti ufficiali della manifestazione (vedi foto in evidenza e all’interno dell’articolo) sono dell’augustano Enrico Petracca, già autore del racconto fotografico “Recisa”.


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