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Augustani con il fiato sospeso, domani il Governo decide sul porto

AUGUSTA – Fiato sospeso per gli operatori portuali e i cittadini di Augusta, ma anche dei Comuni dell’hinterland, in attesa delle decisioni che domani adotterà il Governo sulla spinosa questione delle sedi delle quindici nuove Autorità di sistema portuale italiane. Quindici, e non quattordici, perché nel corso di questi mesi ne sarebbe stata prevista una in più per andare incontro ad alcune esigenze logistiche.

Sembra che proprio la scelta tra Augusta, Catania e Messina avverrà all’ultimo momento, poiché la scelta della sede dell’Autorità di sistema portuale per la Sicilia orientale è al centro di un braccio di ferro fra le tre città. Ricordiamo che Augusta, sulla carta, può vantare il fatto di essere fra le tre l’unico porto “core” e quindi rivendicare legittimamente la propria centralità.

Ma le deputazioni catanese e messinese da tempo sono in fermento per portare nelle rispettive città la prestigiosa, e “ricca”, sede decisionale. Appaiono distanti certe dichiarazioni da lieto fine di nemmeno due mesi fa, quando veniva diffuso uno schema di decreto in cui si individuava il porto “core”, quello megarese, come sede della nuova Autorità di sistema portuale, con Catania e Messina probabili sedi di Direzioni di scalo portuale.

Come avevamo scritto a suo tempo, l’eventualità di un ennesimo “scippo” in danno di Augusta non era e non è ancora ipotesi accantonata. Ciò che, per i documenti resi noti e commentati nell’arco dello scorso anno, non poteva essere oggetto di colpi di scena si è invece rivelato un enorme interrogativo sulla testa di una Città troppo spesso penalizzata. Cresce l’attesa per questo mercoledì risolutivo.


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