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Celebrato l’incontro tra la lirica e le nuove generazioni di augustani

AUGUSTA – Martedì mattina al Teatro “Città della notte” è andata in scena, con un doppio turno, sotto la direzione artistica del maestro Marcello Giordani, un’inedita versione dell’opera lirica “Il barbiere di Siviglia”. È stata rivisitata e realizzata appositamente, in una veste bizzarra seppur creativa, per gli alunni dei quattro istituti comprensivi di Augusta, “Principe di Napoli”, “Orso Mario Corbino”, “Salvatore Todaro” e “Domenico Costa”.

L’opera di Gioacchino Rossini è stata così magistralmente sviscerata e riadattata al pubblico al quale era rivolta da meritare la considerazione di chi, come i giovanissimi, non è abituato ad assistere ad un’opera lirica. È stato un po’ come riportare l’opera al foglio e alla penna di chi l’ha creata.

La scelta di una narrazione esilarante sulle note del maestro Milo Longo e di una mimica di supporto, intrecciata all’insolita rappresentazione e studiata apposta per rendere più alla portata le interpretazioni liriche, hanno tenuto alto l’interesse degli alunni in platea, permettendo loro di apprezzarne la trama e di arricchire così un bagaglio culturale in divenire.

Nel doppio ruolo di narratrice e di mimo la poliedrica Michela Italia, che, grazie alla sua versatilità e alla sua simpatia, ha catturato l’attenzione dei bambini, così da poterli portare fin dentro il cuore dell’opera. Nel cast artisti di rilievo, come il baritono augustano Giovanni Di Mare nei panni di Figaro e di Don Bartolo, anziano tutore di Rosina, come il soprano siracusano Noemi Muschetti nei panni di Rosina, il baritono Giuseppe La Rosa nei panni dell’innamorato Conte D’Almaviva e il giovane baritono augustano Marco Zarbano nei panni del maestro di canto Don Basilio.

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L’alchimia equilibrata di perfezione e ridicolo che solo i bravi professionisti sono in grado di generare, la severità delle voci degli attori unita alla giocosità dei loro movimenti e l’incedere buffo ora della calunnia, ora della gelosia, della complicità, del sospetto, dell’imbroglio, ora dell’amore, aprono una corrispondenza tra la finzione e la realtà tragicomica che è caratteristica di ogni essere umano. Ciò ha portato gli spettatori a sentirsi parte integrante della messa in scena.

Ma tutto è bene quel che finisce bene e così, come noto, grazie alle peripezie di un intraprendente e innamorato Conte D’Almaviva, l’amore trionfa a dispetto di chi insinua, di chi diffama e di chi non crede.

Dopo gli applausi pieni di una platea divertita e affascinata, si sono potuti cogliere i commenti positivi degli alunni, in grado di apprezzare sia la giocosità che l’importanza della rappresentazione. L’impegno, e la scommessa, di Marcello Giordani nel promuovere la lirica anche tra le nuove generazioni è stato premiato, aprendo ad oltre un migliaio di giovani cittadini augustani le porte di un patrimonio culturale nazionale.

Marcella Di Grande


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