Politica

Autorità portuale della Sicilia orientale, da Siracusa e Augusta appelli alla riconferma di Di Sarcina

AUGUSTA – Mentre il Governo nazionale è chiamato a compiere le valutazioni di competenza per la nomina del nuovo presidente dell’Autorità di sistema portuale (Adsp) del mare di Sicilia orientale, si moltiplicano le prese di posizione provenienti dal Siracusano. Dai sindaci alle associazioni di categoria, il filo conduttore di coloro che hanno ritenuto di esprimersi pubblicamente appare sostanzialmente comune: valorizzare il principio della continuità amministrativa e delle competenze maturate negli ultimi anni.

L’attuale presidente, Francesco Di Sarcina (nella foto di repertorio in copertina), è stato nominato con decreto del 15 marzo 2022 firmato dall’allora ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili Enrico Giovannini (governo Draghi). Il mandato quadriennale è giunto a scadenza e Di Sarcina prosegue attualmente nell’incarico in regime di proroga, mentre a livello nazionale sono in corso le interlocuzioni per l’individuazione del nuovo vertice dell’ente che governa i porti di Augusta, Catania, Siracusa e Pozzallo.

Tra gli amministratori locali, la prima presa di posizione pubblica è arrivata il 4 giugno dal sindaco di Siracusa, Francesco Italia, commissario regionale del partito calendiano Azione. Ha sottolineato come “il futuro economico, turistico e infrastrutturale delle attività legate al mare, a Siracusa e nel sud-est siciliano, passa da scelte che richiedono competenza e continuità, e i risultati raggiunti da Francesco Di Sarcina e dall’attuale governance dell’Autorità portuale sono sotto gli occhi di tutti“.

Secondo il primo cittadino aretuseo, negli ultimi anni “sono stati sbloccati investimenti attesi da tempo ed è stato consolidato il ruolo dei nostri scali nel panorama mediterraneo“. Per Italia, “sarebbe un errore strategico” interrompere un percorso che avrebbe prodotto risultati tangibili. Pur osservando che “le cariche pubbliche non sono e non devono essere eterne“, ha concluso affermando che “nei momenti di passaggio è giusto aspettarsi decisioni lungimiranti e poche altre volte, come in questo caso, si ha la sensazione che la soluzione migliore sia la riconferma del presidente uscente“.

A intervenire sul tema, l’11 giugno, anche il sindaco di Augusta, Giuseppe Di Mare, fresco di riconferma elettorale sostenuto da una coalizione di centrodestra. Il primo cittadino ha invitato a “usare il merito nella scelta del presidente“, sostenendo che “Di Sarcina ha ben lavorato” e che “merita riconferma“.

L’Autorità portuale non può essere considerata una casella da assegnare o un equilibrio da soddisfare“, ha dichiarato Di Mare, evidenziando come l’ente governi “infrastrutture decisive per lo sviluppo economico della Sicilia orientale“. Il riconfermato sindaco ha rivendicato il percorso avviato negli ultimi anni, soffermandosi in particolare sul nuovo Piano regolatore portuale di Augusta e sul progetto, avallato dal decreto interministeriale del luglio 2025, che punta a fare dello scalo megarese uno dei due hub cantieristici nazionali per l’eolico offshore (l’altro a Taranto).

Augusta non può permettersi rallentamenti – ha osservato – Interrompere oggi questo lavoro significherebbe rischiare di disperdere tempo prezioso“. Di Mare ha inoltre attribuito all’attuale governance portuale il merito di aver costruito “un percorso credibile e riconosciuto a livello nazionale” sul fronte dell’eolico offshore, auspicando che “la politica sappia mettere al centro il merito, le competenze e la continuità amministrativa“.

A stretto giro dopo l’intervento del sindaco di Augusta, si è aggiunta anche la posizione della Cna Fita Siracusa, organizzazione che rappresenta piccole e medie imprese dell’autotrasporto. Il presidente provinciale, l’augustano Francesco Lombardo, ha evidenziato come l’Autorità di sistema portuale abbia compiuto “passi da gigante” negli ultimi anni e come il porto di Augusta abbia registrato “un percorso di crescita significativo, con investimenti, nuove prospettive commerciali e una visione strategica che ha finalmente iniziato a valorizzare le straordinarie potenzialità di questo scalo nel Mediterraneo“.

Per Lombardo, “siamo in una fase cruciale per il futuro di questo porto e dell’intera economia del territorio. Cambiare rotta oggi, in piena navigazione, significherebbe rallentare processi che hanno richiesto anni per essere avviati“. Da qui la richiesta alle istituzioni competenti affinché la scelta del nuovo vertice dell’Autorità portuale tenga conto “in modo prioritario” della necessità di preservare le competenze manageriali maturate e di non interrompere i percorsi già avviati.

Sul tema, però, la prima presa di posizione locale arrivava da Assoporto Augusta, il 20 maggio a ridosso della tornata elettorale amministrativa che ha interessato la città. La presidente di quella che costituisce una delle due associazioni di operatori portuali megaresi, Marina Noè, aveva lanciato un appello affinché “per la nomina del nuovo presidente dell’Autorità di sistema del mare di Sicilia orientale si prediliga la competenza tecnica“.

Nel comunicato, diramato a seguito di articoli di stampa regionale su alcune ipotesi per una nuova presidenza, Noè non si era espressa sui nomi ma aveva richiamato i principi contenuti nella legge 84 del 1994, di riordino del sistema portuale italiano, ricordando che la guida delle autorità portuali debba essere affidata a figure dotate di “comprovata esperienza, adeguata professionalità e competenze specifiche nei settori della logistica, dei trasporti, dell’economia marittima e della governance portuale“. Pur riconoscendo che certe nomine possano risentire di equilibri politici, la presidente di Assoporto Augusta aveva affermato che “tali equilibri non possono e non devono prevalere sul merito, sulle competenze e sull’interesse pubblico“, aggiungendo che “la logica del “manuale Cencelli” non può mortificare un settore tanto delicato e strategico“.


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