Cultura

Breve storia di Augusta: bar-caffè, trattorie e ristoranti storici

AUGUSTA – Nell’ambito di una più ampia iniziativa editoriale promossa da La Gazzetta Augustana.it di divulgazione e promozione della storia di Augusta, abbiamo previsto una rubrica settimanale tematica nel nostro web magazine di approfondimento “Cultura”. Ha per titolo “Breve Storia di Augusta” ed è curata da Filippo Salvatore Lentini, detto Salvo, già ufficiale della Marina Militare, che da appassionato alle vicende storiche e alle tradizioni augustane, facendo ricorso ad un’estesa bibliografia che comprende i numeri del “Notiziario storico di Augusta” e i diversi lavori succedutisi nel tempo di noti studiosi della storia cittadina (che Lentini ci ha chiesto di menzionare in ordine casuale in premessa: Mario Mentesana, Elio Salerno, Tullio Marcon, Ennio Salerno, Vincenzo Cacciaguerra, Ezechiele Salerno, Giorgio Casole, Sebastiano Salomone, Giovanni Vaccaro, Giuseppe Messina, Giovanni Satta, Giuseppe Carrabino, Italo Russo e non solo), ha pubblicato nel 2008 l’apprezzata opera dal titolo “L’Isola delle Palme”. Offrirà ai lettori de La Gazzetta Augustana.it, per la prima volta su una testata, la versione ridotta e adattata al web della sua pubblicazione.

35. Locali pubblici.

Agli inizi degli anni cinquanta, in conseguenza della nascita delle diverse sale cinematografiche e teatrali (vedi capitolo 33), che costituivano i principali luoghi degli svaghi e dei diversivi della ‘piazza’ megarese, in città aprirono anche altri Bar-Caffè, Trattorie e Ristoranti che iniziarono a riversarsi militari e marittimi di ogni parte del Mondo.

Bar Morana, via Principe Umberto, anni ’50

Pertanto, ai locali pubblici già esistenti, quali erano il ‘Bar Morana’ (inizialmente chiamato ‘Caffè Centrale’) creato dalla famiglia Morana e situato nell’incrocio fra la Via Principe Umberto e la Via Roma, il noto ‘Bar dei Franchi’, esistente in Via Principe Umberto nelle adiacenze della Piazza Duomo e aperto dopo la conclusione della sua precedente attività di cine teatro, il ‘Bar Emporio’ presente nella via principale proprio di fronte al palazzo municipale e negli stessi locali che da anni sono stati occupati da un istituto di credito, il ‘Caffè Noè’ che si trovava all’inizio della stessa Via Principe Umberto proprio all’incrocio con la Via Cristoforo Colombo ed il ‘Bar Kursaal’ accorpato nello stesso stabile del Cine Teatro Kursaal Augusteo, negli anni a venire se ne aggiunsero altri ancora.

Bar Mocambo, via Principe Umberto, inaugurato negli anni ’60

Così, ricordando quelli più noti concentrati nel centro storico, si elenca la ‘Trattoria Pizzeria Concetto’ in Via Cristoforo Colombo di fronte la “Villa” e gestita sin dagli anni sessanta dai coniugi Concetto Passanisi e Rosetta Lentini, la ‘Trattoria Disco Rosso’ all’inizio della Via XIV Ottobre condotta dal signor Luigi Contento, il ‘Bar Bigliardi Bellavista’ situato poco più avanti nella stessa strada e gestito dalla famiglia del signor Giuseppe Lentini, il “Bar Miraglia” sorto in Via Capitaneria nei pressi della Chiesa di San Domenico nella zona localmente conosciuta come ‘a scinnuta i Sannuminicu’, il ‘Bar Fazio’ della signora Fazio in Piazza San Domenico, il ‘Bar Pizzeria Ristorante Gallo d’Oro’ in Via XIV Ottobre vicino al mercato comunale coperto e gestito anche questo dalla famiglia del signor Giuseppe Lentini, la ‘Pizzeria Alberobello’ del signor Sebastiano Murabito situata in Via Roma nei pressi della “Cruci Tri Cannuni” e dove attualmente vi è il Ristorante Pizzeria ‘Il Braciere’, il ‘Teo Bar’ in Via Principe Umberto vicino alla Cartoleria Motta, gestito da Matteo Rapisarda e principale luogo di ritrovo dei sostenitori della locale squadra di calcio del ‘Megara’, la ‘Trattoria Toscana’ del signor Ardilio in Via Garibaldi nelle vicinanze della Chiesa di San Giuseppe, il ‘Bar Caprice’, gestito negli anni ottanta da Franco Castro e dai suoi famigliari, situato nell’angolo Nord-Ovest formato dalle Vie Principe Umberto e Garibaldi e che all’epoca faceva individuare il luogo come “L’angulu do Capris”, il ‘Bar Mocambo’ posto in Via Principe Umberto di fronte alla sede dell’ex Banca Popolare di Augusta, creato negli anni sessanta dal signor Giovanni Cannavà ed ancora esistente, la ‘Tavola Calda Lanterna Verde’ con sede nella Via San Lorenzo e di proprietà del signor Salvatore Strazzulla, la ‘Tavola Calda Cinque Lampioni’ in Via Megara nei pressi dei giardini comunali, la ’Pizzeria Ristorante della Villa’ posta ad angolo fra Via Megara e Via Colombo e gestita dal signor Alfredo Abbagnato, la ‘Rosticceria Empoli’ situata in un piccolissimo locale ricavato nel lato Est dell’impianto del ‘Kursaal Augusteo’ e molto nota per la produzione e vendita dei tipici arancini siciliani, il ‘Manhattan Bar’ in Via Colombo ad angolo con il Ronco Rossi, creato e gestito dalla famiglia di Giovanni Cannavà, la trattoria della signora Scozzese che era situata nel tratto di Via Xifonia compreso fra il retro della Chiesa del Carmine e la ‘Villa’ ed infine, collocato all’interno dei giardini pubblici, il ‘Park Bar Uzzo’, il luogo più rappresentativo dello svago e del ritrovo giovanile, almeno fino ai primi anni ottanta.

Anche nella periferica ‘Borgata’, situati nella principale Via Giovanni Lavaggi, vi erano alcuni di questi locali pubblici fra i quali annoveriamo il ‘Caffè Greco’, sorto negli anni cinquanta per opera del signor Giuseppe Greco, il ‘Bar Bigliardi Giacomo’, sorto nei seguenti anni sessanta su iniziativa del signor Giacomo Lentini ed il ‘Bar 2000’ risalente agli ultimi anni sessanta ed aperto dal signor Orlando Bellistri.

  • Ambiente cittadino

Così in città si cominciarono a vedere molte più insegne luminose che, illuminando quasi a giorno i vari luoghi urbani, pubblicizzavano ed indicavano i diversi locali pubblici dove trascorrere del tempo libero; le vie erano piene di tante persone ed in prevalenza di militari che, durante la loro libera uscita, erano i più assidui frequentatori di questi luoghi.

Di giorno in giro per la città, di sera all’interno di uno dei diversi locali pubblici esistenti fino agli anni ottanta, i militari della Marina Italiana, i marittimi, i forestieri presenti in città ed anche gente locale rendevano ‘movimentato e vivibile’ l’intero ambiente cittadino fino a tardissima sera.

Per i militari e per i marittimi il luogo di primo approccio con la città era necessariamente la vecchia darsena dove, per la quantità di gente che vi transitava di continuo, sorsero l’ ‘Albergo Miramare’, con annesso l’omonimo ristorante, il ‘Caffè del Porto’ nelle vicinanze di quell’albergo e l’ ‘American Bar’, posto proprio attaccato all’ingresso della ‘Banchina Torpediniere’.

All’epoca erano per davvero tanti i militari che, nelle ore della ‘franchigia’, si recavano nei vari locali, circolando categoricamente in divisa d’ordinanza e quindi facilmente identificabili soprattutto per la felicità di tante giovani donne che rimanevano colpite da quelle belle e affascinanti divise, e non solo, sparse per la città.

Di rilevante presenza erano anche i tantissimi marittimi che circolavano in città, soprattutto durante le ore serali, passando da un locale all’altro, per mangiare e, soprattutto, per bere bevande alcoliche in abbondanza.

Nel loro andare da un bar all’altro, solitamente questi forestieri erano accompagnati da persone del luogo che, per un loro tornaconto, li conducevano a consumare alimenti e bevande in locali di loro convenienza, per ricavarne dei piccoli compensi dai vari proprietari oltre a quelli che riuscivano ad ottenere direttamente dagli stessi marittimi, soprattutto dopo che questi erano già abbastanza brilli!

La lunga serata di svago di questi marittimi generalmente terminava quando, del tutto presi dai fumi dell’alcol, venivano caricati su un taxi, una carrozzella o, addirittura, portati a spalla, per condurli alla vecchia darsena, dove prendevano le barche per raggiungere le loro navi alla fonda nel porto; erano queste delle scene visibili in quegli anni in tutte le città italiane con scali marittimi!

Negli anni cinquanta alcuni di questi esercizi pubblici installarono all’interno dei propri locali i primi apparecchi televisivi, per attirare i potenziali clienti offrendo loro la visione gratuita dei primi programmi trasmessi dalla nascente RAI TV e permettere di poter ascoltare anche della buona musica dai sempre più diffusi jukebox.

  • Locali storici

Fra i vari locali pubblici esistiti in città, dei quali un paio ancora oggi continuano la loro attività commerciale, una particolare attenzione la si deve rivolgere a quelli che più degli altri hanno lasciato un perenne ricordo della loro presenza in un dato luogo cittadino, tale da segnarne per sempre un preciso ed inconfutabile punto di riferimento nel contesto dell’ambito cittadino.

Pertanto ricordiamo il ‘Bar Morana’, di certo il più antico locale pubblico del settore avendo aperti i battenti nel 1909; questo ancora oggi, nonostante sia trascorso oltre un secolo, è uno dei luoghi principali dove la gente si da appuntamento con una semplice indicazione, talmente è noto in città il sito. Sorto per iniziativa della famiglia Morana, che lo ha gestito per lunghi anni, nel tempo il locale iniziò ad essere indicato anche come “u Bar da Monaca”, appellativo originato dai trascorsi religiosi avuti all’interno del vicino Monastero di Santa Caterina dalla signora Francesca, moglie del Morana, conosciuta per questo motivo come “a monaca”. Un nomignolo così diffuso e duraturo tanto da farlo estendere persino al limitrofo incrocio urbano formato dalla Via Principe Umberto e dalla Via Roma che, per tale motivo, è localmente molto noto come “l’angulu da monaca”.

Il proprietario del Caffè Noè, al civico 1 di via Principe Umberto, anni ’70

Anche il ‘Caffè Noè’, come il ‘Bar Morana’, ha dato vita ad un conosciutissimo luogo cittadino che, ubicato all’incrocio Ovest fra la via principale e la Via Cristoforo Colombo, fu indicato come “l’angulu i Noè”; un appellativo utilizzato quale punto di riferimento per appuntamenti o per indicare luoghi ad esso limitrofi. Ancora oggi, nonostante da diversi anni il “Caffè Noè” non è più esistente ed i locali siano diventati la sede di un istituto bancario, quel luogo è conosciuto sempre con lo stesso nomignolo.

I coniugi Cannavà, gestori del Bar Kursaal, anni ’60

Inglobato nel vasto edificio del Cinema Teatro Kursaal Augusteo vi era il ‘Bar Kursaal’, che si trovava nella parte Ovest della grande struttura. Alla gestione di questo locale pubblico, dalla sua apertura avvenuta nel 1949 e fino agli anni novanta quando chiuse per sempre, si sono succeduti diversi imprenditori del settore dei quali ricordiamo il signor Salvatore Saraceno, il signor Giovanni Cannavà e la famiglia Murabito. Fra le menzionate gestioni, la più duratura è stata quella della famiglia Cannavà che, sempre in quegli anni, gestiva anche l’Albergo Ristorante “Villa Marina” nella zona del Monte Tauro ed il “Manhattan Bar”, sito difronte ai giardini pubblici e fatto nascere dallo stesso Cannavà.

Park Bar Uzzo, Villa comunale, cartolina del 1968

Nella parte dei giardini pubblici posta a Levante, ovvero all’interno di quella che localmente è la “Villa ranni”, nel bel mezzo dei viali alberati vi è una modesta costruzione dove si trovava un locale pubblico. Sorto negli anni trenta come un semplice chiosco per la vendita di bevande, negli anni cinquanta questo fabbricato venne allargato e si trasformò in un bar gelateria e rosticceria.

Negli anni a seguire, cambiando diverse gestioni, divenne il luogo più frequentato dai ragazzi dell’epoca e non solo da loro. Il periodo di più splendore questo locale lo raggiunse negli ultimi anni sessanta ed i seguenti anni settanta, quando la famiglia D’Angelo ne prese la gestione e lo fece diventare il “Park Bar Uzzo”, dal nome del capofamiglia. Sedie e tavolini facevano da contorno al piccolo ma frequentatissimo luogo di ritrovo di molti ragazzi che, anche se abitanti in zone lontane dai giardini pubblici, vi si recavano quotidianamente per trascorrere delle piacevoli ore in lieta compagnia, sorseggiando qualche bevanda o gustando un rinfrescante gelato e magari ascoltando della gradita musica dal jukebox. Attualmente, dopo aver cambiato gestioni e nomi, il vecchio e caro “Park Bar Uzzo” ha chiuso i battenti, lasciando alla sua struttura il compito di ricordare l’esistenza in quel luogo di uno dei locali più noti di Augusta, che tanti ed indelebili ricordi fa stazionare nella mente dei tantissimi giovani appartenenti a più generazioni che vi hanno trascorso il periodo più bello della loro adolescenza.

Inaugurazione del Caffè Greco, anni ’50

Nella Via Giovanni Lavaggi, in particolare in quella parte più prossima al passaggio a livello, si trovava il ‘Caffè Greco’ che, creato dal signor Giuseppe Greco, fu inaugurato negli anni cinquanta. Sin da allora la famiglia di “don Pippo Greco” lo condusse in maniera eccellente dando vita ad una delle migliori pasticcerie e gelaterie di Augusta. Questo rinomato locale pubblico, adattato anche a festeggiare qualsiasi genere di avvenimenti e ricorrenze, contribuì a far diventare quella parte della Borgata il luogo più frequentato della zona, facendolo individuare come il ‘centro storico periferico’.

Caffè Greco, via Giovanni Lavaggi, anni ’50

Il ‘Caffè Greco’, da sempre più facilmente chiamato ‘Bar Greco’, a distanza di circa sessanta anni, è ancora esistente e da qualche tempo ha trasferito la sede nel lato opposto della stessa strada, a pochi metri dal suo sito originario. Ad incrementare il movimento commerciale sorto nella parte principale della Borgata contribuì anche l’apertura negli anni sessanta di una ‘Sala da Bigliardi’, realizzata in una modesta stanza dal signor Giacomo Lentini. Questo nuovo locale di svago pubblico si trovava sempre nella Via Giovanni Lavaggi, proprio nelle adiacenze dove era già esistente il ‘Caffè Greco’.

Negli ultimi anni sessanta, ricostruito lo stabile ed ampliati i locali, la ‘Sala da Bigliardi’ si trasformò in un ‘Bar Gelateria e Bigliardi’, luogo molto frequentato e classico ritrovo delle persone che trascorrevano il loro tempo nelle tradizionali giocate a biliardo o con il flipper o giocando a carte nella sala più interna del locale. Nonostante l’esercizio commerciale avesse il generico nome di ‘Bar Bigliardi’, il luogo era molto conosciuto e facilmente indicabile come ‘Bar Giacomo’, dal nome del suo proprietario che lo ha gestito in maniera famigliare fino agli ultimi anni del Novecento.

Salvo Lentini


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