Cultura

Breve storia di Augusta: dalle chiese e conventi dei Cappuccini alla nuova chiesa del Cristo Re

AUGUSTA – Nell’ambito di una più ampia iniziativa editoriale promossa da La Gazzetta Augustana.it di divulgazione e promozione della storia di Augusta, abbiamo previsto una rubrica settimanale tematica nel nostro web magazine di approfondimento “Cultura”. Ha per titolo “Breve Storia di Augusta” ed è curata da Filippo Salvatore Lentini, detto Salvo, già ufficiale della Marina Militare, che da appassionato alle vicende storiche e alle tradizioni augustane, facendo ricorso ad un’estesa bibliografia che comprende i numeri del “Notiziario storico di Augusta” e i diversi lavori succedutisi nel tempo di noti studiosi della storia cittadina (che Lentini ci ha chiesto di menzionare in ordine casuale in premessa: Mario Mentesana, Elio Salerno, Tullio Marcon, Ennio Salerno, Vincenzo Vinciguerra, Ezechiele Salerno, Giorgio Casole, Sebastiano Salomone, Giovanni Vaccaro, Giuseppe Messina, Giovanni Satta, Giuseppe Carrabino, Italo Russo e non solo), ha pubblicato nel 2008 l’apprezzata opera dal titolo “L’Isola delle Palme”. Offrirà ai lettori de La Gazzetta Augustana.it, per la prima volta su una testata, la versione ridotta e adattata al web della sua pubblicazione.

13. Dalle chiese e conventi dei Cappuccini alla nuova chiesa del Cristo Re.

  • Chiesa e Convento dei Cappuccini
Chiesa di San Francesco d'Assisi, in via Principe Umberto, anni ’30

Chiesa di San Francesco d’Assisi, in via Principe Umberto, anni ’30

Il Convento dei Frati Cappuccini, comprendente anche la chiesa dedicata a San Francesco d’Assisi, sorse all’inizio del Seicento sulle rovine delle già sconsacrate ed antiche chiesette di San Giuliano e di San Martino, situate nell’attuale via Principe Umberto. I lavori di costruzione, affidati a fra Mariano da Giarratana, ebbero inizio il 6 gennaio 1606 e portarono alla nascita di un complesso religioso molto importante, sia per ampiezza che per le particolarità delle sue strutture.

inserzioni

La chiesa ed il chiostro, con tante celle per i frati che vi abitavano, costituivano un complesso edilizio abbastanza ampio che comprendeva, nella sua parte meridionale, anche la “silva”, una vasta area interamente occupata da un splendido e florido giardino. Racchiusa da un alto muro, tale “silva” rappresentava il confine sud dell’allora città, nata e sviluppatesi all’ombra del castello federiciano. Difatti, oltre questo luogo sacro, era presente una zona libera da fabbricati fino alla cinta muraria aragonese, oltre la quale si estendeva la vasta pianura di Terravecchia, dov’erano presenti dei terreni coltivabili e l’isolata chiesetta di San Salvatore.

All’inizio dell’Ottocento nel Convento dei Cappuccini vi erano già pochi frati che, quasi tutti in età avanzata, vivevano di elemosine ed in uno stato di povertà assoluta.

Confiscato dallo Stato in conseguenza delle leggi eversive, intorno al 1879 buona parte dell’ormai degradato convento ed il lungo muro di pietra che delimitava il suo vasto giardino interno furono demoliti perché la loro fatiscente presenza, in una strada che ormai era divenuta la via principale della città, fu ritenuta molto indecorosa.

In seguito, su quella vasta area che era stata della “silva”, furono costruiti degli edifici privati e si venne così a creare l’attuale isolato urbano formato da via Principe Umberto, via Generale La Ferla, via 10 Ottobre 1911 e via Alabo. Dalla demolizione dell’antico complesso religioso furono risparmiate la Chiesa di San Francesco d’Assisi, posta nell’angolo Nord-Est dell’isolato, e l’ala dell’antico convento ad essa adiacente.

Scuola “Giovanni Pascoli”, detta dei Cappuccini, anni ’50

Scuola “Giovanni Pascoli”, detta dei Cappuccini, anni ’50

Il piano di calpestio della chiesa era più rialzato rispetto a quello della strada ed infatti, per superare tale dislivello, c’erano degli scalini posti all’interno del portone principale, mentre dal lato dell’odierna via Generale La Ferla la scalinata era esterna. Fino al 1932 la parte sopravvissuta del convento venne utilizzata come sede di scuole femminili e scuole di musica; nello stesso anno, ciò che era rimasto del convento e la stessa chiesa, furono demoliti per costruirvi un nuovo e moderno plesso scolastico. I lavori per la costruzione del nuovo fabbricato ebbero inizio nel 1938 e, dopo sospensioni varie, compreso naturalmente anche il fermo per la guerra mondiale degli anni Quaranta, furono ultimati soltanto nel 1955. Il nuovo istituto scolastico fu intitolato al poeta Giovanni Pascoli, anche se localmente è sempre stato conosciuto come la “Scuola dei Cappuccini”, proprio nel ricordo dei frati di quell’Ordine monastico, che vivevano nell’antico convento di Augusta.

Allontanati dal loro vecchio e degradato convento, i frati cappuccini si stabilirono in un altro complesso religioso, costruito su di un’area dell’antica cinta bastionata aragonese e addossato alla già esistente Chiesa del Soccorso.

  • Chiesa della Rotonda
Chiesa della Madonna del Perpetuo Soccorso (do Bambineddu), in via Megara, anni ’50

Chiesa della Madonna del Perpetuo Soccorso (do Bambineddu), in via Megara, anni ’50

Piccola e rotonda, con la sua caratteristica forma cilindrica, è la Chiesa della Madonna del Perpetuo Soccorso, esistente già dal sedicesimo secolo e ricostruita nel 1727, dopo essere stata danneggiata dal sisma del 1693. Posizionata proprio alla fine dell’attuale via Megara, nei pressi del bastione centrale dell’antico muro di Terravecchia, la costruzione sacra, in riferimento alla sua particolare forma geometrica, è conosciuta anche come la Chiesa della Rotonda.

La chiesa, antica sede della confraternita dei macellai, fu eretta a parrocchia nel 1964 e, per la presenza nel suo interno di un Bambinello Gesù molto simile a quello che si trova nella Chiesa del Carmine, è localmente indicata come la “Chiesa do Bambineddu”, lo stesso termine con il quale viene identificato anche quel quartiere di Augusta.

  • Convento dei Cappuccini della Rotonda

L’unico convento ancora esistente in città è quello dei Frati Cappuccini, situato in via della Rotonda, all’altezza dell’antico muro aragonese di Terravecchia.

Prospetti posteriori del vecchio convento (anni ’40) e della parte nuova del convento dei Frati Cappuccini (anni ’60)

Prospetti posteriori del vecchio convento (anni ’40) e della parte nuova del convento dei Frati Cappuccini (anni ’60)

Sorto qualche tempo dopo rispetto alla vicina e confinante Chiesa della Madonna del Perpetuo Soccorso, il vecchio convento, che aveva accolto gli sfrattati frati dell’antico Convento dei Cappuccini di via Principe Umberto, fu ampliato intorno al 1949, nell’immediato dopoguerra, incorporando anche la stessa Chiesa della Rotonda.

Fino agli anni sessanta del Novecento il “nuovo” Convento dei Frati Cappuccini, dove dal 1958 il Padre Guardiano era fra Alessandro Santacroce, fungeva anche da collegio per i bambini che, per motivi famigliari di natura finanziaria, lo frequentavano. Spesso, in verità, la frequenza del collegio avveniva più per rispettare una moda, ancora tanto in voga in quegli anni, che per vere e proprie necessità sociali; principi ed abitudini di tanti genitori, di vari ceti sociali, che confidavano molto nella buona educazione e negli ottimi insegnamenti scolastici e didattici dei frati del convento. In effetti, i Padri Cappuccini sapevano molto bene come preparare, culturalmente e spiritualmente, i bambini ad affrontare la loro vita futura, impartendo con fermezza un’educazione ritenuta abbastanza severa e castigata, ma certamente migliore e superiore di molto a quella ricevuta dai bambini che, vivendo nella strada, imparavano a sopravvivere alla meglio, in qualunque ed in qualsiasi situazione.

  • Chiesa del Cristo Re

La nuova Chiesa del Cristo Re è stata costruita nell’anno 2004 grazie al grande e costante interessamento di padre Amedeo Iaia, l’ultimo degli storici padri cappuccini rimasto nel vecchio convento di via della Rotonda e venuto a mancare di recente. Sorta nella zona attigua al convento, la chiesa è molto accogliente e costituisce la realizzazione di un grande sogno, atteso da lunghi anni dai Frati Minori Cappuccini che, giunti ad Augusta nell’anno 1605, desideravano un nuovo tempio nel quale venerare il loro San Francesco d’Assisi.

Salvo Lentini


scuolaopenday
In alto