Cultura

Breve storia di Augusta: piazza d’Astorga, piazza e viale Risorgimento, via Lavaggi, viale Italia e piazzale Fontana

AUGUSTA – Nell’ambito di una più ampia iniziativa editoriale promossa da La Gazzetta Augustana.it di divulgazione e promozione della storia di Augusta, abbiamo previsto una rubrica settimanale tematica nel nostro web magazine di approfondimento “Cultura”. Ha per titolo “Breve Storia di Augusta” ed è curata da Filippo Salvatore Lentini, detto Salvo, già ufficiale della Marina Militare, che da appassionato alle vicende storiche e alle tradizioni augustane, facendo ricorso ad un’estesa bibliografia che comprende i numeri del “Notiziario storico di Augusta” e i diversi lavori succedutisi nel tempo di noti studiosi della storia cittadina (che Lentini ci ha chiesto di menzionare in ordine casuale in premessa: Mario Mentesana, Elio Salerno, Tullio Marcon, Ennio Salerno, Vincenzo Vinciguerra, Ezechiele Salerno, Giorgio Casole, Sebastiano Salomone, Giovanni Vaccaro, Giuseppe Messina, Giovanni Satta, Giuseppe Carrabino, Italo Russo e non solo), ha pubblicato nel 2008 l’apprezzata opera dal titolo “L’Isola delle Palme”. Offrirà ai lettori de La Gazzetta Augustana.it, per la prima volta su una testata, la versione ridotta e adattata al web della sua pubblicazione.

23. Toponomastica (III).

  • Piazza Emanuele Rincon d’Astorga
Piazza d'Astorga, inizio anni '30

Piazza d’Astorga, inizio anni ’30

Rispettando l’abitudine di assegnare i nomi alle vie cittadine facendo prevalentemente riferimento ad importanti luoghi pubblici o a costruzioni religiose presenti nel luogo, nel 1869 venne dato il nome di Piazza Ospedale allo spiazzo esistente dov’era situato il sanatorio comunale e già conosciuto come Piano dell’Ospedale. Eliminato l’ambulatorio medico chirurgico, considerato come ospedale cittadino, nel 1926 cambiò nome anche la stessa piazza che, per l’occasione, fu intitolata ad Emanuele Rincon d’Astorga, noto musicista augustano del Settecento. Nel 1935 l’antico e fatiscente Palazzo di Piazza d’Astorga, che oltre all’ospedale aveva ospitato nel tempo anche la Cappella della Santa Croce ed importanti uffici pubblici quali la pretura e l’ufficio postale, fu ristrutturato per farne un nuovo edificio prettamente scolastico; nacque così il Regio Ginnasio. In seguito l’edificio divenne per lunghi decenni la sede della Scuola Media Statale, intitolata all’illustre concittadino Orso Mario Corbino; attualmente nell’edificio dell’ex scuola pubblica, dopo essere stato temporaneamente la sede del Municipio megarese, sono alloggiati alcuni uffici comunali.

  • Piazza e Viale Risorgimento
Piazza Risorgimento, anni '30
inserzioni

Piazza Risorgimento, anni ’30

L’antica Cinta Bastionata Aragonese, risalente al Tredicesimo Secolo ed eretta a protezione di eventuali assalti alla città dal suo estremo versante Sud, rappresentava il confine fra l’allora città e la pianura di Terravecchia. All’inizio del Novecento l’Amministrazione comunale, presieduta dal sindaco Emanuele Muscatello, fece allargare l’antica apertura del muro spagnolo creando la cosiddetta ‘Porta di Terravecchia’. Tale modifica ambientale, inaugurata nel Maggio del 1900, favorì la nascita della Piazza Risorgimento, luogo localmente noto come “u Tunnu i Terravecchia”, e quella del Viale Risorgimento, una strada lunga e diritta che scorreva fino all’estremo Sud della penisola megarese. Questo mutamento urbano apportò la totale eliminazione delle aree libere, prettamente coperte da florida vegetazione, e dei vasti terreni coltivati esistenti nella zona di Terravecchia. Infatti, pian piano, questi luoghi cedettero il posto alle numerose e voluminose costruzioni edilizie, delimitate da nuove strade.

Incrocio tra viale Risorgimento e via Adua, anni '50

Incrocio tra viale Risorgimento e via Adua, anni ’50

Nel 1937, in pieno regime fascista e con evidente riferimento alle operazioni coloniali di quel periodo, nacquero la Via Adua, disposta in maniera perpendicolare rispetto al Viale Risorgimento, e la Via Dessiè scorrevole in modo parallelo rispetto allo stesso viale. Al 1951, invece, risalgono i nomi dati alla Via Francesco Caracciolo, che dall’incrocio con la Via Dessiè giunge all’estremo lato Est localmente denominato “Paradiso”, ed alla Via Vettor Pisani che, situata al confine fra gli edifici civili e la struttura delimitante il vasto comprensorio militare di Terravecchia, sede della Marina Militare Italiana, è la strada urbana situata più a Sud di tutte le altre vie.

  • Via Giovanni Lavaggi
Via Giovanni Lavaggi, anni '50

Via Giovanni Lavaggi, anni ’50

La Via Giovanni Lavaggi fu così denominata nel 1937 in onore del giovane augustano, Ufficiale Pilota della Regia Aeronautica Italiana, perito due anni prima in Egitto durante l’adempimento del suo servizio. Questa lunga arteria cittadina prende inizio dal crocevia formato da Via 14 Ottobre e da Via Cristoforo Colombo e procede prima per la breve strada in discesa, che localmente è conosciuta come “a scinnuta da Villa”, poi costeggia l’arsenale militare passando per quella che in passato si chiamava “Strada Porta di Terra” e giunge fino alla Porta Spagnola; quindi, superando gli antichi ponti spagnoli, la via giunge fino al passaggio a livello della ferrovia, attraversando interamente la parte centrale della vecchia Borgata. Infatti, la Via Giovanni Lavaggi è stata sempre ritenuta la strada principale della Borgata, quasi come la colonna vertebrale dell’allora nuovo quartiere cittadino, sulla quale sfociavano diverse traverse che, dopo lunghi anni e grandi difficoltà d’individuazione, hanno preso delle specifiche e permanenti denominazioni di vie urbane. In precedenza, il lungo e rettilineo tratto di strada che dai ponti spagnoli arriva fino alla stazione ferroviaria, si chiamava Via Stazione, proprio per la presenza di questo importante sito cittadino sorto nel 1869. Dopo la variazione in Via Giovanni Lavaggi, la denominazione di Via Stazione è sopravvissuta solamente per la brevissima strada che, iniziando dal passaggio a livello e rasentando il muro che la separa dai binari ferroviari, giunge alla stessa stazione. In conseguenza della continua espansione del quartiere Borgata, nella stessa area compresa fra i ponti spagnoli ed il passaggio a livello della ferrovia, oltre alla centrale Via Giovanni Lavaggi, sorsero anche altre strade urbane. Difatti, tanto per citare le più note, nacquero la Via Barbarino, la Via Carso, la Via Cantera, la Via Inferrera, la Via e la Piazza Sacro Cuore ed il Lungomare Gioacchino Rossini.

  • Viale Italia
Viale Italia, anni '60

Viale Italia, anni ’60

Il Viale Italia, così denominato nel 1951, prende inizio dal passaggio a livello della ferrovia e scorre fino a rasentare la parte estrema a nord della stessa Borgata, ovvero il Piazzale Fontana. Questa lunga e diritta strada, costituente l’asse portante della parte della Borgata situata oltre il passaggio a livello, in passato si chiamava Via Corso Croce, ed era la classica strada sterrata fiancheggiata dai tipici muri a secco che ne delimitavano le varie proprietà private. In conseguenza del continuo sviluppo della Borgata anche oltre il passaggio a livello, nella vasta area della campagna che delimitava ad Est e ad Ovest il Viale Italia sorsero numerosi edifici; costruzioni di interi e svariati isolati che apportarono la nascita di nuove strade cittadine. Pertanto, da quest’importante arteria urbana, si cominciarono a diramare tante piccole vie che, inizialmente indicate come Traverse di Viale Italia, in seguito ricevettero nomi ben definiti. Così, tanto per menzionarne alcune, nacquero Via Catania, Via Cytrus, Via delle Fornaci, Via Giacomo Matteotti e tantissime altre ancora, sempre in conseguenza del grande addensamento edilizio verificatesi dopo gli anni Settanta in quest’area che fino allora rappresentava la lontanissima periferia di Augusta.

  • Piazzale Fontana
Piazzale Fontana, anni '50

Piazzale Fontana, anni ’50

Sin da tempi lontani la città di Augusta era raggiungibile attraverso una lunga e diritta strada a fondo naturale che, iniziando dal luogo conosciuto come Piazzale Fontana, giungeva fino all’area antistante al primo ponte spagnolo. Questa lunga arteria viaria era divisa in due tronconi dalla linea ferroviaria e, in particolare, dalla presenza del passaggio a livello. Il tratto compreso fra il passaggio a livello ed il Piazzale Fontana fino al 1938 si chiamava Via Corso Croce e soltanto nel 1951 prese l’attuale nome di Viale Italia. Mentre l’altro tratto, che dal passaggio a livello arriva fino allo spiazzo antistante il primo ponte spagnolo, si chiamava Via Stazione e a datare dal 1937 divenne l’odierna Via Giovanni Lavaggi. Pertanto, le due estremità di questa lunga strada erano l’area del Piazzale Fontana ed una residua parte dell’ex area del Piano della Fiera, dove in passato avveniva la compravendita di vari prodotti agricoli e di diversi animali in occasione di periodiche e tradizionali ricorrenze, e che nel 1972 fu denominata come Largo Marco Polo.

Il Piazzale Fontana, situato all’estremo Nord dell’area urbana di Augusta e localmente indicato come “a Funtana”, fino ai primissimi anni Sessanta era l’unico snodo veicolare per raggiungere i luoghi dell’entroterra e, soprattutto, quelli del Monte Tauro. Infatti, all’epoca non era ancora agevolmente percorribile la strada, che in seguito diventò l’attuale Lungomare Gioacchino Rossini, per andare verso il ‘Monte’ attraversando la zona delle saline e del ‘Granatello’. Nel Piazzale Fontana, dove fino agli anni antecedenti l’ultima guerra mondiale si svolgevano anche le fiere e la marchiatura dei bovini, si trovava una caratteristica ed ornamentale fontana. La presenza di questa fontana, dalla quale prendeva il nome l’intera zona, alimentava anche un abbeveratoio che era di gran conforto e ristoro ai greggi ed alle mandrie che transitavano da quelle parti e, in particolare, agli animali da soma che si dissetavano con la fresca acqua corrente contenuta dalle due ampie vasche che la componevano. Da rilevare che la fontana ornamentale eliminata alla fine degli anni Sessanta era stata costruita soltanto da una decina d’anni, in sostituzione di un’altra preesistente e fatiscente “abbiviratura”, come era localmente chiamata quella caratteristica fontana. Anche nella terraferma subito dopo i ponti spagnoli, fino agli inizi degli anni Sessanta, vi era ubicata una fonte con una sola vasca facente da abbeveratoio. Questi due abbeveratoi, posti uno nell’unica strada esistente per uscire dalla città attraverso i ponti spagnoli e l’altro nell’importante crocevia della ‘Funtana’ al centro delle strade che portavano nelle varie direzioni dell’entroterra augustano, erano delle tappe obbligate e pertanto i due luoghi erano affollatissimi, soprattutto nelle ore di punta, ovvero all’alba della giornata lavorativa e la sera, al ritorno dai campi. Sarà una casualità ma, con l’arrivo dei mezzi di trasporto meccanici ed eliminati questi due abbeveratoi non più utili per la scomparsa dei carri trainati da quadrupedi, nelle stesse aree sono sorti dei distributori di carburante per i diversi tipi di veicoli a motore. Così, se in passato le “abbivirature” servivano a rinfrancare gli animali da soma, nei tempi moderni le stazioni di servizio, del Lungomare Gioacchino Rossini e del Piazzale Fontana, sono delle tappe obbligate per le tante persone che vi si fermano per rifornire di carburante i vari mezzi motorizzati, prima di recarsi nei vari luoghi di lavoro, in maniera molto simile a quella dei vecchi lavoratori dei tempi andati.

Salvo Lentini


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