Cultura

Breve storia di Augusta: via Principe Umberto, via XIV Ottobre, via Garibaldi

AUGUSTA – Nell’ambito di una più ampia iniziativa editoriale promossa da La Gazzetta Augustana.it di divulgazione e promozione della storia di Augusta, abbiamo previsto una rubrica settimanale tematica nel nostro web magazine di approfondimento “Cultura”. Ha per titolo “Breve Storia di Augusta” ed è curata da Filippo Salvatore Lentini, detto Salvo, già ufficiale della Marina Militare, che da appassionato alle vicende storiche e alle tradizioni augustane, facendo ricorso ad un’estesa bibliografia che comprende i numeri del “Notiziario storico di Augusta” e i diversi lavori succedutisi nel tempo di noti studiosi della storia cittadina (che Lentini ci ha chiesto di menzionare in ordine casuale in premessa: Mario Mentesana, Elio Salerno, Tullio Marcon, Ennio Salerno, Vincenzo Vinciguerra, Ezechiele Salerno, Giorgio Casole, Sebastiano Salomone, Giovanni Vaccaro, Giuseppe Messina, Giovanni Satta, Giuseppe Carrabino, Italo Russo e non solo), ha pubblicato nel 2008 l’apprezzata opera dal titolo “L’Isola delle Palme”. Offrirà ai lettori de La Gazzetta Augustana.it, per la prima volta su una testata, la versione ridotta e adattata al web della sua pubblicazione.

20. Toponomastica (I).

Fin dai tempi della loro nascita, le strade e le vie di Augusta erano conosciute ed intitolate in relazione alla presenza, in quella determinata zona, di qualche costruzione di una certa importanza sociale, quale poteva essere una chiesa, un edificio o un luogo pubblico. Un’usanza che faceva variare con facilità il nome di una strada, in conseguenza all’eventuale nascita nel luogo di una nuova ed importante costruzione. La facilità di poter cambiare il nome di una strada provocava una certa confusione d’identità delle varie vie urbane, creando particolari difficoltà d’individuazione, soprattutto nelle generazioni future.

Nel 1867 il Consiglio Comunale di Augusta, per porre rimedio a questa antica abitudine che creava facili inconvenienti ed imprecisioni, decise di assegnare dei nomi ben precisi e duraturi alle vie cittadine; questa fu la più grande revisione toponomastica dell’epoca, che apportò un cambio generale nei nomi delle vie, delle piazze, dei vicoli e dei ronchi di Augusta.

Prevalentemente ed in maniera generica, la toponomastica di un centro urbano deriva dagli avvenimenti storici nazionali e locali, dalla cultura e dalle tradizioni della stessa città; tutte situazioni che si verificano col mutare dei tempi e portano immancabilmente a cambiare nel tempo anche il nome di qualche via o piazza già esistente. Pertanto, le assegnazioni dei nuovi nomi alle strade della città hanno sempre tenuto conto di ‘ricordare’ ai posteri di aver dovutamente onorato degli eventi storici. Eventi importanti come, per esempio, l’avvenuta unità d’Italia e le probabili origini della città di Augusta, legati alla colonia greca di Megara Hyblaea; oppure tenendo conto della presenza di edifici religiosi e pubblici di rilevante importanza locale, naturalmente senza trascurare di ricordare quei concittadini che si sono distinti ed elevati con onore ai livelli nazionali, o addirittura per essersi immolati da eroi, a difesa della Patria, durante uno dei vari conflitti bellici.

  • Via Principe Umberto
Via Principe Umberto, anni '50

Via Principe Umberto, anni ’50

La Via Principe Umberto, che si estende dai Giardini Pubblici fino alla Porta di Terravecchia, nel 1869 fu intitolata all’allora Principe di Piemonte, il futuro Re Umberto I, per la simpatia che la Casa reale e, in particolare, il giovane ereditario riscontravano fra il popolo di Augusta. Nella sua storia più antica questa via, che con la realizzazione di Piazza Duomo, del Palazzo Municipale e dei vari palazzi signorili divenne sempre più la principale arteria viaria di Augusta, era nota come la Strada del Cassero, ovvero la via facente capo al castello, del quale la parte più alta ne costituiva, appunto, il cassero. Con l’arrivo dei borboni, in seguito alla ricostituzione del Regno delle due Sicilie, avvenuta nel 1816 con il re Ferdinando I Borbone, la strada fu intitolata al nuovo sovrano e da Strada del Cassero divenne Via Ferdinandea, nome che mantenne fino al 1869. La stessa strada, per l’importanza acquisita nel tempo, era nota anche come Via Maestra; questo spiega il motivo per cui la Via Principe Umberto, ancora oggi, è localmente chiamata “Strata Mastra”.

  • Via 14 Ottobre 1860
Via 14 Ottobre1860. anni '50

Via 14 Ottobre1860. anni ’50

Il nome attribuito all’attuale Via 14 Ottobre 1860 è legato alla guerra d’indipendenza, che portò all’Unità d’Italia. Infatti, il nome a tale arteria cittadina, che in precedenza era conosciuta come Via del Governatore per la presenza della casa dove risiedeva lo stesso Governatore della piazzaforte, fu dato per ricordare alle generazioni future il giorno in cui i borboni, in conseguenza dei risultati positivi ottenuti dalla spedizione dei ‘Mille’ di Giuseppe Garibaldi, abbandonarono la fortezza della città megarese. Era proprio il 14 Ottobre del 1860 quando gli sconfitti borboni, insediati nel castello, percorsero l’allora Via del Governatore per raggiungere il porto ed imbarcarsi sulle loro navi che, dopo lunghi anni, li portarono per sempre lontano da Augusta. Questa via cittadina non è molto lunga ed è, infatti, composta da due tratti soltanto: il primo inizia dall’incrocio con Via Cristoforo Colombo e giunge fino a Piazza San Domenico; mentre il secondo tratto inizia dalla stessa piazza e, andando sempre in direzione Sud, si conclude nel crocevia localmente noto come “a Cruci tri cannuni”.

  • Via Giuseppe Garibaldi
Via Giuseppe Garibaldi, anni '20

Via Giuseppe Garibaldi, anni ’20

La Via Giuseppe Garibaldi riporta il nome del condottiero dell’impresa delle ‘camicie rosse’, il Generale ed ‘Eroe dei due Mondi’ grande protagonista delle guerre di indipendenza italiana. In precedenza la strada si chiamava Via San Giuseppe, per la presenza in quella via della chiesa dedicata al Santo Patriarca.  Prima di Via Giuseppe Garibaldi ed ancor prima che si chiamasse Via San Giuseppe, la strada era conosciuta come Crociera della Salita di San Domenico e Regia Dogana, perché la stessa iniziava dall’allora Dogana portuale e arrivava fino al Piano del Carmine, situato ad Est. A farne le spese di questi cambiamenti di nomi, fu il patriarca San Giuseppe, il quale dovette accontentarsi dell’allora vicolo cittadino che così dal 1869 si trasformò nell’attuale Via San Giuseppe.

Una particolare curiosità riguardante proprio la Via Giuseppe Garibaldi è quella che in questa non molto lunga strada, considerando la presenza alle sue estremità di due piazze con le relative chiese, erano presenti, almeno poco prima dell’ultima guerra, ben sei chiese: Madonna del Carmine, Gesù e Maria, Anime Sante del Purgatorio, San Giuseppe, Maria SS. Annunziata e San Domenico; questo non tenendo, logicamente, in considerazione dove i templi avevano il loro prospetto principale.

Via Giuseppe Garibaldi, anni '50

Via Giuseppe Garibaldi, anni ’50

Riguardo alla strada che dalla zona della vecchia Darsena arrivava fino al Piano del Carmine, occorre ricordare che la parte compresa fra Piazza San Domenico e la Darsena, nei primi anni dell’Ottocento era conosciuta come Strada Sanità, per la presenza del lazzaretto nei pressi dell’area portuale, o anche come Salita di San Domenico, giacché il percorso in salita arrivava proprio fino alla chiesa del Santo Patrono di Augusta.  Quando nel 1890 gli uffici della Capitaneria di Porto furono insediati nell’area, che in precedenza era stata occupata dal lazzaretto, tale tratto di strada assunse proprio il nome dall’ente militare e, pertanto, divenne Via Capitaneria; tale nome è ancora mantenuto anche se, da diversi anni, la Capitaneria di Porto occupa una nuova sede in Via Marina di Ponente. Comunque, tuttora, la strada è localmente conosciuta anche come ”a scinnuta o a cchianata di San Numinicu”, a seconda se si percorre in discesa oppure in salita.

Salvo Lentini


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