Catena Fiorello e la polemica che seguì “Fuori Roma”, Michela Italia chiarisce
AUGUSTA – Si registra una reazione in particolare, tra le migliaia, al post sui social di Catena Fiorello, che ieri ha celebrato le origini augustane, togliendosi il proverbiale sassolino in merito a vecchie polemiche seguite alla puntata di FuoriRoma condotta da Concita De Gregorio e in onda su Raitre il 18 marzo 2018. Raccogliamo, al riguardo, le parole della docente e giornalista locale Michela Italia, che allora ideò insieme a Francesco Carrubba il contro-reportage #FuoriRoma dentro Augusta, proiettato il 28 aprile 2018 in una sala privata aperta al pubblico (vedi foto di copertina).
Nel suo post, l’affermata scrittrice Catena Fiorello, che da oltre vent’anni vive a Roma, ha rammentato un “programma televisivo ad hoc, su una tv locale” nato per mettere in luce solo le bellezze di Augusta, interpretandolo come una reazione ostile alle sue parole in FuoriRoma e a quelle del musicista Roy Paci, anch’egli di origini augustane e intervistato da De Gregorio. La scrittrice ha ricordato di aver ricevuto da taluni, a seguito del programma in onda su Raitre, “odio, odio e odio camuffato da dissenso” e ha rivendicato il suo “dissertare onesto e lineare” nel descrivere i problemi ambientali.
Oggi Michela Italia ha scelto di affidare a La Gazzetta Augustana.it le sue parole di auspicato e definitivo “chiarimento” in merito allo spirito di quel contro-reportage locale e ai riferimenti, chiari pur senza esplicite menzioni, da parte di Catena Fiorello.
Tornando alla messa in onda Rai di sette anni fa, premette: “Non era possibile che Catena avesse detto soltanto quello, erano dichiarazioni tagliate e cucite lì. Sembrava quasi un’accusa nei nostri confronti, verso noi augustani, quando in realtà questo non accadeva“. Tiene a sottolineare, infatti, come sia la scrittrice che i fratelli Giuseppe e Rosario siano “sempre stati molto generosi nel parlare di Augusta e nel parlarne benissimo“. Tuttavia, precisa Italia su quanto poteva emergere da certe interviste su rete nazionale, “nessuno, ieri come oggi, ha voluto mettere la testa sotto la sabbia: non siamo un popolo di omertosi“.
Italia asserisce che l’idea del contro-reportage nacque dalla necessità di offrire un quadro più equilibrato: “Il programma FuoriRoma su Augusta si era focalizzato solo sul male, rispetto alle puntate sulle altre città mancava del tutto la pagina del ‘futuro’. Per noi era pubblicità terribile. Così scegliemmo di raccontare quegli augustani che non si arrendono, che lottano, che fanno cose straordinarie“. Aggiunge: “Nessuno pensò di cavalcare polemiche. Quello che realizzammo era un omaggio alla bellezza, non un attacco personale“.
Tornando al post pubblicato ieri da Catena Fiorello, Italia ammette: “Mi è dispiaciuto leggere che lei si rivolge a quell’iniziativa come se fosse stata una risposta ai loro interventi. Non era così, gli scopi erano altri“. Sottolinea, al contempo, le generali reazioni positive a un post di cui sono protagonisti ricordi personali e promozione del territorio: “La prova che nessuno ce l’ha con Catena è questa: quello che lei ha scritto è stato accolto con grande entusiasmo. Le persone hanno bisogno anche di affetto e di generosità“.





















