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Celebrata la Madonna Odigitria, tre confraternite augustane insieme nella chiesa delle Anime Sante

AUGUSTA – La memoria liturgica di Maria SS. Odigitria, patrona di Sicilia e protettrice dei contadini, giardinieri e salinari di Augusta, che ricade il martedì dopo la Pentecoste, è stata celebrata quest’anno il 31 maggio, a conclusione del mese tradizionalmente dedicato alla Madonna. I festeggiamenti sono stati promossi in maniera congiunta dalla confraternita dell’Odigitria con le confraternite di S. Giuseppe e Maria SS. Annunziata, che si sono riunite per celebrare insieme il momento di preghiera comunitaria.

Le celebrazioni hanno avuto inizio alle ore 17,30 nella chiesa delle Anime Sante, con la recita di tutti i Misteri del S. Rosario, secondo l’antica tradizione religiosa che chiude la pia pratica del mese di maggio consacrato dalla pietà popolare al culto mariano.

Alle 19, in unione spirituale con l’arciconfraternita dell’Odigitria dei Siciliani in Roma, è stata celebrata la solenne liturgia eucaristica presieduta da monsignor Sebastiano Amenta, vicario generale dell’Arcidiocesi di Siracusa che dal primo maggio, per disposizioni dell’arcivescovo monsignor Salvatore Pappalardo, ha assunto l’incarico di curare le officiature nelle tre chiese rettoriali delle Anime Sante, S. Giuseppe e Annunziata a seguito delle dimissioni dei rispettivi rettori.

Al termine della liturgia, portando i saluti dell’arcivescovo, il vicario ha donato ai governatori delle tre confraternite altrettanti effigi della Madonna delle Lacrime, che saranno intronizzate nelle rispettive chiese di S. Giuseppe, dell’Annunziata e delle Anime Sante. Un dono speciale dell’arcivescovo e del vicario quale segno di attenzione nei confronti di queste realtà ecclesiali che operano con coraggio e lealtà al servizio della chiesa locale e diocesana.

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Un culto antico, quello dell’Odigitria, che in Augusta è documentato sin dagli inizi del diciassettesimo secolo. La chiesa originaria che sorgeva nel piano del Castello fu distrutta dai francesi nel 1675. Fu successivamente ricostruita nella via dei Forni e crollata durante il sisma del 1693. Con il miracoloso ritrovamento del simulacro i fedeli trovarono la forza di riedificare la chiesa che nel 1939 è stata chiusa al culto e venduta a privati. Da allora il simulacro è venerato nella chiesa delle Anime Sante.

Dal 2014 la confraternita ha instaurato un profondo legame con l’arciconfraternita dell’Odigitria detta della “nazione siciliana” in Roma. In quella circostanza il governatore Antonino Arena e il vice Giuseppe Carrabino vennero aggregati e nominati confrati del sodalizio della capitale, che ha sede nella storica via del Tritone.


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