Politica

Consiglio comunale fiume, 4 ore roventi per la mozione “del Faro S. Croce”

AUGUSTA – La seduta del Consiglio comunale tenuta lunedì sera ha segnato la durata record, per questo quasi primo anno di legislatura, di circa otto ore e mezza. Consiglieri, pubblico in aula e spettatori della diretta streaming istituzionale hanno infatti potuto condividere un dibattito concluso ben oltre le 3 della notte.

La prima parte dei lavori è stata caratterizzata dalla richiesta di convocazione di un secondo Consiglio comunale monotematico, proposta dalla presidente Fichera e condivisa dai capigruppo, sulla situazione dell’ospedale “Muscatello” e del cronoprogramma Asp, dalle interrogazioni dei consiglieri di opposizione, che approfondiremo in successivi articoli, due sul degrado del cimitero comunale (di Pasqua e Tribulato la prima, di Aviello la seconda), una sul dissesto idrogeologico che interessa via Marina Levante (di Triberio), una sul bando per le nomine dei vertici delle quattro istituzioni culturali cittadine (di Niciforo) e infine quella sulla fruibilità di tutte le aree balneari del territorio (ancora di Pasqua e Tribulato), che di fatto ha introdotto il tema oggetto della contesa tra maggioranza e opposizione.

Solo dopo, però, la mozione di indirizzo presentata da Triberio sui confini circoscrizionali dell’Autorità portuale, che potrebbe essere estesa anche al golfo Xifonio, consentendo, a detta del proponente, a un ente finanziariamente più solido di intervenire ad esempio sui frangiflutti a difesa del Castello federiciano o sulla manutenzione del viadotto Federico II; mozione affossata dalla maggioranza pentastellata con l’astensione, sostenendo l’incompetenza a riguardo dell’ente Comune.

Poi, dalle ore 23, si è avviato il dibattito sulla mozione di indirizzo, presentata dai dodici consiglieri comunali dell’opposizione, per la fruibilità dell’area balneare del Faro Santa Croce, proposta su cui la stessa minoranza ha avviato una raccolta firme tra i cittadini la scorsa settimana.

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In estrema sintesi, la minoranza ha proposto di impegnare l’Amministrazione, per l’immediato, a prevedere un’area di sosta stagionale da giugno a settembre in assenza di opere all’interno dei terreni utilizzati allo stesso scopo dalle amministrazioni precedenti e, per il futuro prossimo, a definire il procedimento avviato il 3 marzo 2014 dal quarto settore Lavori pubblici del Comune per realizzare il parcheggio pubblico in variante al Prg, comprendendo la prosecuzione urgente delle procedure di esproprio. Quarto settore più volte chiamato in causa nel corso del dibattito, anche dal sindaco Di Pietro, con il dirigente assente per motivi personali e invitato dalla maggioranza a fornire nella prossima seduta alcune delucidazioni.

La maggioranza pentastellata, ormai a notte inoltrata, ha presentato quindi tre emendamenti, atti a eliminare i riferimenti al procedimento del 2014, ritenuto esaurito, e agli specifici lotti, intendendo evitare una presunta inammissibilità della mozione e aprirla a ulteriori possibilità di risoluzione della vicenda. Ciò in attesa, come aveva specificato il sindaco Di Pietro, di una risposta dalla Regione sulla più recente richiesta di parere legale, inoltrata nuovamente lo scorso 6 aprile all’ufficio competente.

Al termine di quattro ore di confronto, in alcuni frangenti molto teso e oltre i limiti della dialettica politica, la mozione dell’opposizione è stata prima emendata dalla maggioranza e poi approvata solo da quest’ultima, con i consiglieri di minoranza ad accusare verso i banchi opposti di aver stravolto la proposta originaria a difesa di un componente della Giunta e dichiarando di dover esprimere quindi voto contrario anche per non tradire un indirizzo dato dai cittadini firmatari della relativa petizione. La maggioranza pentastellata, allora, ha denunciato una strumentalizzazione politica della questione, ravvisandone una personalizzazione finalizzata ad attaccare, attraverso il terreno di proprietà dell’attuale vicesindaco Schermi, l’intera Amministrazione.

Il botta e risposta “del giorno dopo” non è stato meno rovente.

(Foto in evidenza: repertorio)


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