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Da Vinciullo sì all’hotspot se fuori dal porto commerciale

Vincenzo Vinciullo deputato regionale Ncd all'Ars

Vincenzo Vinciullo deputato regionale Ncd all'ArsAUGUSTA – A due mesi dall’accorato intervento con il quale si opponeva deciso alla presenza della tendopoli per gli immigrati all’interno del porto commerciale di Punta Cugno e proponeva un’area alternativa per realizzare un centro di accoglienza, torna sulla delicata questione il parlamentare regionale del Ncd Vincenzo Vinciullo. È notizia di ieri l’esistenza di una gara indetta da Invitalia per realizzare un centro di accoglienza nell’area portuale, di concerto con il ministero dell’Interno.

Vinciullo rivendica di aver lanciato un allarme un anno fa e di essere rimasto inascoltato, e punta il dito contro “una politica salottiera che si astiene dal prendere posizioni decise e dure sull’argomento“.

Paventa il rischio della istituzione dei cosiddetti hotspot per qualunque porto commerciale, non solo per quello di Augusta, denunciando apertamente che tali centri “rappresentano la morte fisica del porto, e infatti la stessa legge vieta la compresenza di attività commerciali e di cittadini all’interno di un porto di qualsiasi natura, figuriamoci, poi, se questi soggetti sono cittadini di nazionalità extracomunitaria, di cui non conosciamo né l’identità né la provenienza né, soprattutto, il motivo per cui, oltre quello nobile, sono giunti in Italia“.

Il parlamentare regionale torna anche sulla seduta monotematica del Consiglio comunale di Augusta: “Avevo più volte chiesto di modificare l’ordine del giorno, chiedendo di assumere un atteggiamento più intransigente e più deciso sulla vicenda, ma si è voluto cincischiare, assumere atteggiamenti morbidi e forse anche ipocriti, preferendo la formula secondo la quale gli hotspot nei porti commerciali delle altre città sono possibili, ma non in quello di Augusta“.

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Vinciullo chiede ancora una volta a tutti i soggetti istituzionali della provincia, politici e sindacali, di assumere una posizione netta: “Non è più il tempo di ipocriti pietismi e di finte volontà di accogliere l’altrui in difficoltà; è il momento di fare proposte concrete, che non possono portare alla realizzazione dei centri di accoglienza all’interno dei porti commerciali italiani“.

E conclude proprio menzionando l’area da lui proposta, esterna rispetto al porto commerciale ma sempre all’interno della rada megarese, nella quale a fine settembre insieme al Prefetto e alla Capitaneria di porto ha effettuato un primo sopralluogo. Infatti commenta: “Ritengo, senza superbia, che il luogo da me individuato sia il migliore, perché non interferisce col porto commerciale, non blocca la struttura megarese e offre maggiori condizioni di sicurezza sia ai migranti quanto a coloro i quali si occupano della loro accoglienza“.


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