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Depurazione acque reflue, il prof. Luigi Solarino scrive al Sindaco e ai consiglieri comunali

AUGUSTA – Il professore Luigi Solarino ha ritenuto opportuno inviare una lettera aperta sulle prossime opere di collettamento, fognatura e depurazione dei reflui comunali al sindaco di Augusta Cettina Di Pietro ed ai consiglieri comunali, di maggioranza e opposizione, e per conoscenza al commissario straordinario alla Depurazione Vania Contrafatto, nonché alla stampa. Solarino, docente universitario in pensione, è noto in città per i decenni di battaglie ambientaliste ed è presidente di Decontaminazione Sicilia. Ecco qui di seguito il testo integrale della lettera aperta.

A seguito del confronto pubblico che la Signora Commissaria ha sostenuto ad Augusta ed alla successiva nota diffusa dal Coordinamento “Smuoviamo le Acque” (che ho sottoscritto e condivido interamente), sento la necessità di esternarvi un ulteriore mio pensiero su quanto in oggetto.

Premetto che per diversi lustri, da Professore Associato di ruolo di Chimica Industriale e di Impianti Chimici presso l’Università di Catania, ho visitato assieme ai miei allievi, per motivi di studio, le varie industrie del petrolchimico siracusano, fra le quali il depuratore consortile IAS di Priolo.

Ricordo che la Procura di Siracusa, per verificare se i fanghi prodotti nel trattamento dei reflui industriali e urbani da detto depuratore, fossero o no da classificare come rifiuti speciali, scelse il nostro Dipartimento di Scienze Chimiche. Il direttore prof. Luciano Fragalà, incaricò per detto lavoro un gruppo di docenti, fra i quali il sottoscritto. I campionamenti, le analisi e la caratterizzazione durarono qualche mese ed alla fine detti rifiuti vennero classificati come speciali e come tali da trattare opportunamente. Trattavasi di 270 mila tonnellate stoccate, nel corso di una decina di anni, nei bacini denominati A e B. Il trattamento costò 69 milioni 535 mila euro, tutti sborsati dai soci privati di Ias. L’intervento fu iniziato il 14 ottobre 2010, e la maggior parte dei fanghi fu destinata all’impianto ATM di Rotterdam in Olanda dove, attraverso un trattamento termico, fu in buona parte recuperata e riutilizzata per la realizzazione di mattonelle per pavimenti; 31 mila tonnellate furono smaltiti nell’impianto di Rovereto e 2 mila tonnellate in un impianto specializzato di Chiaramonte Gulfi, in provincia di Ragusa. Tanto per confermarvi che conosco le caratteristiche di detto impianto da lungo tempo.

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Ora da pensionato, avendo sentito, nell’intervento ad Augusta del 14.10.2016 dalla Signora Commissaria, che i reflui di Augusta non possono essere inviati in un depuratore privato come l’IAS di Priolo, mi permetto di far notare che la parte societaria pubblica in detta struttura è pari al 73 %, quindi non si può parlare di struttura privata. Infatti il 65,5 % è del socio di maggioranza IRSAP (Istituto Regionale per lo sviluppo delle attività Produttive) che esprime la maggioranza dei consiglieri del CdA ed il suo presidente, il 5 % è del Comune di Melilli ed il 2,5 % è del Comune di Priolo.

La Signora Contrafatto sostiene che inviare i reflui di Augusta all’Ias “è una opzione non fattibile in quanto i progetti finanziati dal Cipe prevedono la costruzione di un depuratore comunale ed allacciarsi ad un depuratore privato, facendo un’operazione diversa, costituirebbe un reato di distrazione dei fondi. Inoltre per qualsiasi altra soluzione sarebbe necessario ripartire da zero con un ulteriore allungamento dei tempi”. È opportuno qui obiettare che sottrarre dalla progettazione e dalla realizzazione la parte relativa alla depurazione autonoma, e lasciando solo la collettazione e la parte fognaria, che in ogni caso debbono essere progettate e realizzate, significherebbe accorciare di molto l’iter e si risparmierebbero parecchi fondi pubblici. D’altronde la stessa Commissaria riferisce che “uno studio preliminare di fattibilità a costo zero la giunta commissariale l’ha fatto“, nei termini di una “indagine visiva“ e “deve essere intanto studiato l’esistente, quindi bisogna capire se questo esistente deve essere eliminato, modificato o va potenziato, aggiungendo qualcosa in più“.

Sarebbe stato sicuramente interessante e dirimente un cenno della Signora Contrafatto al costo di trattamento reflui, che graverà per intero sui cittadini ed elencare il numero dei depuratori comunali siciliani chiusi, purtroppo, per inefficienza di conduzione. In merito a questo argomento mi risulta che i comuni di Priolo e Melilli, quali soci ed utenti IAS, pagherebbero annualmente € 14.200 ciascuno, mentre Siracusa, essendo solo utente, paga € 0,30 per mc conferito, prezzo notevolmente inferiore a quello di mercato, che si aggira su € 1 per mc. Se lo stesso trattamento economico venisse applicato alla depurazione dei reflui di Augusta all’IAS, il costo sarebbe sicuramente di molto inferiore a quello che si pagherebbe nel caso del depuratore tutto per Augusta. Dopo un trentennio l’impianto Ias continua ad assolvere il delicato compito di gestione dei reflui di industrie e Comuni ad esso allacciati ed una considerazione mi vien da fare, se il depuratore Ias dovesse chiudere per vetustà e mancanza di interventi strutturali, cosa succederebbe alle industrie ed ai Comuni che attualmente lo usano? Scaricherebbero direttamente a mare come attualmente fa Augusta? E’ così che si pensa di proteggere l’ambiente? Non sarebbe opportuno che i Soci pubblici Ias finanziassero gli interventi di cui sopra? Sono in ogni caso convinto che finanziare la ristrutturazione costerebbe molto meno che costruire un nuovo depuratore destinato ad un solo ente, Augusta.

Alla Sindaca Cettina di Pietro, alle Consigliere ed ai Consiglieri Comunali rivolgo l’invito ad interessarsi da vicino della problematica, a ponderare bene l’argomento e a non sottovalutare la questione dei costi che verrebbero scaricati sui cittadini nel caso si facesse una scelta dispendiosa e poco oculata.


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