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Elettrodotto ad altissima tensione Paternò-Priolo, Terna: successiva dismissione di 155 km di vecchie linee aeree

AUGUSTA – I lavori di realizzazione del nuovo elettrodotto ad altissima tensione (380 kV) Paternò-Pantano-Priolo, che coinvolge le province di Catania e Siracusa, attraversando anche porzioni del territorio di Augusta (vedi immagini di copertina e all’interno dell’articolo), partiranno a fine anno. Lo ha reso noto Terna Spa, gestore unico della Rete elettrica di trasmissione nazionale, a seguito degli incontri informativi aperti al pubblico che si sono svolti tra l’11 e il 12 giugno rispettivamente a Priolo Gargallo e Carlentini.

Secondo le informazioni fornite dalla società, la nuova linea elettrica, della lunghezza complessiva di 63 km, consentirà di “superare le possibili limitazioni di generazione degli impianti nella Sicilia orientale dovuti alla connessione delle centrali esistenti e al forte sviluppo degli impianti da fonte rinnovabile presenti e in costruzione“, mentre l’interconnessione del sistema a 380 kV con la rete a 220/150 kV nell’area di Catania e Siracusa permetterà di “incrementare la sicurezza e la flessibilità di esercizio della rete“.

Terna fa sapere che, una volta completata l’opera, sarà possibile la dismissione di 155 km di vecchie linee con circa 400 tralicci, restituendo al territorio oltre 300 ettari di terreno liberati dalla servitù di elettrodotto.

“Studio impatto ambientale” 2011 del progetto relativo a una parte del territorio della provincia di Siracusa. Fonte: sito ministero Ambiente

I lavori di realizzazione del nuovo collegamento “partiranno a fine anno” e si articoleranno in tre fasi: costruzione della stazione di Pantano, primo tratto di elettrodotto da Paternò a Pantano e completamento dell’elettrodotto con la tratta da Pantano a Priolo. Per oltre metà del tracciato, verranno utilizzati “sostegni monostelo, a basso impatto ambientale, che consentono un ingombro al suolo notevolmente inferiore rispetto al traliccio tradizionale“.

Tutte le attività di realizzazione – assicura Terna – saranno presidiate da figure incaricate della gestione efficace del cantiere dal punto di vista tecnico, autorizzativo, della sicurezza e ambientale. Secondo un’attenta pianificazione condivisa con le Autorità competenti, tra cui Regione e Arpa Sicilia, sono in corso, e proseguiranno anche durante la fase di cantiere e a seguito della realizzazione dell’opera – conclude la società – campagne di monitoraggio del paesaggio, del suolo, dell’avifauna, dell’atmosfera, del rumore. I risultati degli studi effettuati saranno resi disponibili a chiunque li volesse consultare“.

Sul progetto del nuovo elettrodotto ad altissima tensione, il presidente di Confindustria Siracusa, Diego Bivona, appena confermato per un ulteriore mandato, lo ritiene di “grande importanza per le aziende e i cittadini della nostra provincia e per le ricadute per le nostre imprese che auspichiamo potranno partecipare alla realizzazione dei lavori“, riferendosi al più recente incontro tra gli industriali, i responsabili di Terna e le imprese in cui si è spiegato come partecipare alle gare di Terna e iscriversi all’albo dei fornitori, e afferma che l’opera “riduce la distanza tra la Sicilia e il resto di Italia, rendendo l’isola un territorio attrattivo di investimenti“.

Bivona sostiene che “il nuovo elettrodotto, inoltre fornirà un’energia di altissima qualità che permetterà alle aziende energivore di svolgere al meglio le proprie attività, senza il rischio di micro interruzioni, che condizionano fortemente i cicli produttivi“, prospettando che “la riduzione delle congestioni tra i poli produttivi di Catania e Priolo Gargallo, inoltre, consentirà alle realtà imprenditoriali presenti di continuare a operare in questo territorio con un importante risultato di sostenibilità, perché grazie all’elettrodotto sarà possibile incrementare di oltre 900-1400 MW l’immissione di energia prodotta da fonti rinnovabili in tutta l’area sud-orientale dell’isola“.

(Nell’immagine in evidenza: “studio impatto ambientale” 2011 del progetto relativo a una parte del territorio della provincia di Siracusa. Fonte: sito ministero Ambiente)

 


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