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Giorno della memoria, il Liceo “Megara” dedica evento e un albero a don Paolo Liggeri

AUGUSTA – Il Liceo “Megara” di Augusta dedica un evento, tenuto nell’auditorium “Giuseppe Amato”, e un albero con installazione alla figura di don Paolo Liggeri, augustano prigioniero dei campi di concentramento nazisti perché resistente alla logica dell’oppressione e dell’indifferenza. L’albero facente parte dell’installazione sarà piantato nello spazio verde della scuola, “in ricordo dell’impegno contro il male peggiore: l’indifferenza“, come rende noto la scuola.

Ieri mattina, a due giorni dalla data ufficiale del “Giorno della memoria” delle vittime della Shoah, che cadeva però di domenica, il liceo guidato dal dirigente scolastico Renato Santoro ha deciso di dedicare l’iniziativa al sacerdote di origine augustana, a Milano durante il secondo conflitto mondiale, peraltro al centro di una recente serata artistico-culturale promossa dalla Commissione comunale di storia patria (vedi articolo). L’evento è stato ideato e coordinato dalla docente Francesca Solano in collaborazione con le docenti Cassandra Carriglio, Adelaide Scacco, Ornella Spina, Alessandra Traversa.

A don Liggeri, il liceo, con la regia della stessa Solano, referente del Dipartimento di Storia, ha dedicato lo studio e l’approfondimento del coraggio della sua testimonianza, collocando nella cittadella degli studi un simbolo tangibile del suo esempio alle generazioni di studenti, perché sempre ricordino: un albero.

Il sacerdote augustano, anima dell’assistenza sociale sotto i bombardamenti di Milano nel 1943, creò “La casa”, rifugio per sfollati che diventò il ricovero di perseguitati politici e razziali, nonché il contatto con militari dispersi all’indomani dell’armistizio. Per questo, fu rastrellato dalla milizia fascista e consegnato ai nazisti come prigioniero politico. Iniziò così per lui il doloroso transito per Fossoli, Bolzano, fino a Mauthausen, Gusen e Dachau. Nei campi, il sacerdote vivrà la drammatica esperienza dell’internamento e delle angherie degli aguzzini nazisti. Di quest’atroce esperienza, Don Paolo Liggeri ha narrato le vicende nel libro “Triangolo rosso”.

Proprio partendo da quel “triangolo”, gli studenti del liceo hanno vissuto la loro giornata dedicata al ricordo di tutte le vittime degli abusi dei campi, attraverso una serie di percorsi. Il primo è stato la visione del film “Lettere da Berlino” da parte degli studenti del biennio, per conoscere e approfondire la scelta di resistere alle sirene del regime da parte della gente comune. Gli studenti del triennio, nell’auditorium, hanno ascoltato e commentato le parole della testimonianza di don Paolo insieme con quelle del dolore dei campi: i triangoli della prigionia e della sopraffazione sono stati la guida di questo momento, anche grazie all’installazione dinanzi all’auditorium a cura della docente Ornella Spina che, attraverso la simbologia del filo spinato, del crematorio e dei contrassegni del dolore, ha rievocato la macchina di morte del campo di sterminio.

L’installazione si intitola “I colori della memoria” e si compone di due parti (vedi foto): a destra dell’ingresso del teatro comunale su un lato delle pareti è stato riportato un pannello con i triangoli colorati che classificavano le varie categorie di detenuti e sul lato opposto dell’angolo un pannello con un bersaglio e con accanto le stelle di Davide che indicavano i detenuti ebrei, nell’angolo un albero spoglio che alla base è stato rivestito della stoffa a righe tipica delle uniformi dei deportati. Nel vaso dell’albero è stato simulato un braciere per ricordare i forni.

Questa è la memoria dell’Olocausto che ha coinvolto gli ebrei e altre minoranze o oppositori politici – rende noto la docente Solano – Ma l’albero ha dei germogli, simbolo di rinascita e Speranza per il futuro. A sinistra un albero di ulivo, simbolo di Pace a commemorare l’impegno civile e umano del nostro concittadino Don Paolo Liggeri, uomo Giusto e sacerdote Fedele alla sua missione, come riportato sulla targa in memoria“.

Toccante il momento in cui, nel cortile della cittadella degli studi, gli studenti del biennio e del triennio insieme, hanno condiviso le loro riflessioni ed emozioni consegnandole a messaggi legati a dei palloncini colorati che sono stati liberati. “Liberi di volare e di testimoniare, come i due colombi simbolo della “Casa” di don Paolo Liggeri – hanno commentato i docenti promotori – che sapevano di trovare rifugio nella casa, come tra i rami di un grande e protettivo albero, l’albero dedicato a don Paolo“.

 


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