Hub Cem Augusta, nessuna attività sui rifiuti nel porto: aggiornata l’Aua dopo la revoca regionale
AUGUSTA – La società catanese “Hub Cem Augusta” non gestirà rifiuti nel porto commerciale megarese. A otto mesi dall’annullamento d’ufficio, disposto dal dipartimento competente della Regione Siciliana, del contestato decreto autorizzativo datato 12 giugno 2025, il Comune di Augusta ha infatti rilasciato l’Autorizzazione unica ambientale (Aua) aggiornata (con scadenza al 6 dicembre 2033 salvo rinnovo) che, oltre a recepire la trasformazione societaria della srl in spa, prende atto della rinuncia al titolo relativo alle attività di recupero rifiuti speciali in procedura semplificata e richiama espressamente la precedente revoca regionale.
Con il provvedimento finale di Aua del 4 giugno scorso, il sesto settore comunale “Servizi di pianificazione e sviluppo” (Suap), attenendosi alla determinazione del Libero Consorzio comunale di Siracusa che è l’amministrazione competente in materia ambientale, ha disposto la voltura e l’aggiornamento dell’autorizzazione ambientale in favore della “Hub Cem Augusta spa – Import & Export“, subentrata alla precedente “Hub Cem Augusta srl – Import & Export” a seguito della trasformazione societaria.
“La società ha dichiarato che l’attività di recupero rifiuti non è mai stata avviata e che è venuto meno l’interesse al mantenimento del relativo titolo abilitativo“, si legge nel provvedimento.
Nell’Aua aggiornata viene affrontato anche il nodo che, nell’estate di un anno fa, aveva acceso il dibattito cittadino e politico. Il Comune richiama infatti il decreto del Dipartimento regionale Acqua e rifiuti dell’1 ottobre 2025, con il quale era stato disposto l’annullamento d’ufficio dell’autorizzazione rilasciata a giugno per la realizzazione di un impianto di stoccaggio di rifiuti pericolosi e non pericolosi nell’area del porto commerciale. Il documento precisa espressamente che il nuovo provvedimento di Aua “non costituisce, né può essere interpretato come autorizzazione ex art. 208 del D.Lgs. n. 152/2006 o come titolo comunque abilitante alla gestione, recupero o trattamento di rifiuti“.
L’amministrazione comunale sottolinea infatti che la cancellazione del titolo ex articolo 216 comporta che nessuna attività di recupero rifiuti speciali in procedura semplificata possa essere esercitata presso lo stabilimento in forza dell’Aua appena aggiornata. “L’eventuale futuro esercizio di attività di gestione, recupero, trattamento, messa in riserva o smaltimento rifiuti – si ribadisce nel provvedimento del Comune – dovrà essere preventivamente assentito con autonomo, valido ed efficace titolo autorizzativo previsto dalla normativa vigente“.
La vicenda aveva assunto rilevanza pubblica nell’estate dello scorso anno, quando il decreto dirigenziale regionale del 12 giugno 2025 aveva autorizzato “Hub Cem Augusta srl” alla realizzazione di un impianto destinato allo stoccaggio fino a 500mila tonnellate annue di rifiuti non pericolosi e fino a 9mila tonnellate annue di rifiuti pericolosi, su un’area estesa 5.900 metri quadrati tra le banchine portuali. Contro quell’autorizzazione si erano mobilitati il coordinamento ambientalista “Salvare Augusta”, che aveva chiesto alla Regione l’annullamento in autotutela del provvedimento, esponenti politici locali e regionali e, poco dopo, lo stesso Comune di Augusta.
Il 4 agosto 2025 il sindaco Giuseppe Di Mare aveva annunciato pubblicamente l’avvio di iniziative amministrative e giudiziarie contro l’autorizzazione, rendendo nota la presentazione sia dell’istanza di annullamento in autotutela sia dei ricorsi nelle sedi competenti. Pochi giorni dopo la vicenda era approdata anche all’Assemblea regionale siciliana attraverso un’interpellanza del deputato Peppe Carta.
L’1 ottobre 2025 la Regione Siciliana aveva quindi annullato d’ufficio il decreto autorizzativo, accertando carenze nell’istruttoria. In particolare, il Dipartimento regionale Acqua e rifiuti aveva rilevato la necessità di acquisire la Valutazione di incidenza ambientale (Vinca) di competenza del Comune di Augusta e il parere della Soprintendenza per i beni culturali e ambientali di Siracusa, dopo che lo stesso decreto autorizzativo aveva già riconosciuto che, durante la procedura di conferenza di servizi, il Comune di Augusta non aveva espresso parere, risultando tra le amministrazioni “omissive” (come Arpa, Asp, Soprintendenza) nonostante fosse stato “ripetutamente sollecitato“.


















