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Il flash mob della scherma conquista Brucoli

Flash mob della scherma di Augusta al Castello aragonese #fencingmob

fencing-mob-augusta-2AUGUSTA – La piazza antistante al Castello aragonese di Brucoli, frazione di Augusta, è stata calcata questo pomeriggio da oltre venti schermidori. Come promesso dal maestro Gianni Cannata, l’inedito evento ha entusiasmato i cittadini accorsi, incuriositi da uno sport che i più non hanno mai potuto apprezzare dal vivo.

Ore 18,45. I giovani schermidori entrano in scena in due file parallele, poi si schierano l’uno di fronte all’altro, pronti a tirare i colpi. Prima traccia audio tratta dalla saga dei “Pirati dei Caraibi”, arcinota e d’impatto, che assicura il coinvolgimento del pubblico fin dai primi istanti del flash mob. Segue un estratto della colonna sonora de “Il trono di spade”, con evidente richiamo all’arma utilizzata nella scherma.

Nonostante l’assenza del sole e la morsa asfissiante dell’afa, la cornice del Castello aragonese conferisce un carattere epico al cosiddetto fencing mob, le cui foto (in attesa della pubblicazione del video, prevista per martedì) sono state veicolate quasi in tempo reale dalle pagine social della Federazione italiana. Una decina di minuti di atteggiamenti e azioni della scherma, che ha amplificato l’interesse dei cittadini augustani verso la disciplina sportiva più medagliata della storia olimpica tricolore.

Ad evento concluso, Gianni Cannata, guida tecnica dell’Asd Scherma Augusta e “regista” del flash mob, spiega la scelta delle tracce: “La prima traccia (Pirati dei Caraibi, ndr) venne utilizzata nel primo flash mob della Federscherma, in occasione dei campionati mondiali del 2011, quando toccò a me esibirmi; devo dire che non sono riuscito, nonostante gli anni trascorsi, a trovare un’altra colonna sonora che mi dia quelle stesse sensazioni“.

Con un pizzico di orgoglio, afferma: “Abbiamo provato il flash mob una sola volta, dieci minuti prima di esibirci, perché lo schermidore conosce già gli automatismi; abbiamo eseguito con spontaneità ciò che facciamo quotidianamente in sala scherma“. Conclude rendendo un’idea di squadra: “Abbiamo un filo di empatia, ci capiamo tutti al volo; ma non sono io il conduttore, io individuo solo il punto d’incontro“.

 


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