Eventi

Il successo degli “scarafaggi” che spiegano la mafia ai bambini

AUGUSTA – Per una domenica mattina piazza Mercato si è popolata di bambini, in occasione dello spettacolo teatrale intitolato “L’invasione degli scarafaggi“, tratto dal libro “La mafia spiegata ai bambini”.

Dopo una breve ma esplicativa introduzione del presidente dell’associazione “Kalé” Ivano Iurianello, che ha organizzato l’evento prodotto dalla compagnia “Area teatro” e patrocinato dal Comune di Augusta, è intervenuta il sindaco Cettina Di Pietro, esternando il proprio entusiasmo e la propria soddisfazione sia per l’impegno profuso nel territorio da parte dell’associazione, che per la scelta della compagnia di omaggiare Augusta di questo spettacolo.

Poi è stato il momento della narrazione, davanti ad un copioso numero di bambini accompagnati dai genitori sensibili al tema. Con l’aiuto della fantasia, anche se circoscritta dalla realtà, il regista Alessio Di Modica ha realizzato uno spettacolo che, nonostante l’argomento impegnativo, è stato molto apprezzato e seguito con attenzione dalla giovanissima platea, lasciando un sapore di speranza che potrebbe ogni giorno diventare realtà nel coraggio della denuncia collettiva.

Un teatrino essenziale e umile per raccontare un tema scottante, che lega le coscienze di tutti e mina la libertà di pensiero e di movimento: la mafia. Lavorare e non pensare, pagare e non pensare, pagare per essere protetti sono i comandamenti seguiti da chi nutre l’omertà e si annulla. Così, su questo filo di fantasia intessuto di verità, si svolge la narrazione colorata, divertente e insieme grave di Valentina Vecchio, che accompagna le scene dei burattini, da lei stessa creati.

La trama, insieme alla metafora, è necessariamente lineare. In una città immaginaria è arrivato un misterioso virus, che trasforma gli abitanti in scarafaggi. Un virus di facile contagio, così potente da invadere tutti tranne chi si ribella ad esso in onore della libertà e dell’onestà. Questo virus, è la mafia, un gigante che si nutre del silenzio di chi sceglie di tacere piuttosto che avere coraggio coraggio e della paura di chi rinuncia alla libertà a discapito della verità.

Il primo ad essere colpito dal virus, seguito poi da tutti i seguaci, è il boss della città, che improvvisamente si trova ad avere due antenne, due ali e tante zampe. Saranno i piccoli gesti quotidiani, l’amore, l’amicizia, l’educazione familiare ma ancor più quella scolastica a possedere l’antivirus in grado di debellare la malattia.

Icona eroica di questo processo la maestra Carlina, che induce l’alunno Berto a denunciare le minacce ricevute tramite una lettera dal compagno di classe Totillo. Una lettera piena di “errori” grammaticali e destinata, senza l’intercessione dell’insegnante, a trasformarsi in una lettera piena di “orrori”. È grazie all’insegnante, quindi, disposta ad insegnare agli alunni i valori dell’amicizia, del rispetto, della condivisione e dell’onestà, che il giovane Totillo comprende i propri errori e rettifica la visione della vita.

Spesso si crede di vivere in una realtà cristallizzata rispetto alla quale non si ha alcun potere. In verità, questa stessa realtà può essere modificata ogni volta che c’è qualcuno disposto a lottare per cambiarla. L’applauso finale è stato caloroso e di indubbia partecipazione, facendo calare un sipario ideale su uno spettacolo che in qualche modo tocca la vita di tutti.

Marcella Di Grande


In alto