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Le risposte del sindaco Di Pietro su precari e assunzioni comunali

AUGUSTA – L’Amministrazione comunale si trova di fronte una delicata questione a cui porre rimedio, che in fin dei conti è l’oggetto del dibattito cittadino e dello scontro politico fin dall’insediamento e dalla scelta di deliberare il dissesto finanziario dell’Ente. Il sindaco pentastellato Cettina Di Pietro espone il quadro istituzionale e giuridico in cui si è mossa insieme alla sua Giunta, per ottenere gli obiettivi dichiarati, ovvero la stabilizzazione degli 85 precari, fondamentali per il funzionamento della macchina comunale, e l’assunzione a tempo determinato di 3 figure dirigenziali, per introdurre nuovi tecnici qualificati a supporto dell’azione dell’Amministrazione.

Sul primo fronte, va ricordato che il 24 agosto scorso la Giunta approvava il nuovo Piano del fabbisogno di personale per il triennio 2015-2017, bocciata a metà dicembre dalla Commissione per la stabilità degli enti locali del ministero dell’Interno. Tra le intenzioni dell’Amministrazione vi erano la stabilizzazione per lo scorso anno dei 15 precari comunali ascrivibili alla categoria B e la proroga dei contratti dei restanti 70 precari per un triennio, come la Regione consentirebbe, aprendo pure una finestra per ulteriori stabilizzazioni nel 2017.

Nel Piano si richiedeva la necessaria autorizzazione alla proroga dei rapporti lavorativi per l’intero anno scorso, negata per la bocciatura, in merito alla quale il Sindaco commenta: “Per non paralizzare l’Ente, mi sono assunta la responsabilità dal 18 giugno di non mandare a casa i precari, nonostante neanche la proroga fino al 30 settembre risultasse autorizzata, per cui eventualmente ne risponderemo dinanzi alla Corte dei conti io per il secondo semestre e la Commissione prefettizia per il primo semestre“.

Il sindaco Di Pietro riferisce che il motivo della bocciatura romana, al pari del Comune dissestato di Cefalù, non è legato alla rideterminazione della pianta organica, dal momento che il personale complessivo del Comune rientra nelle 274 unità lavorative consentite, nonostante il dissesto, in rapporto alla popolazione. “La bocciatura“, prosegue, “è arrivata perché era assente il requisito del bilancio stabilmente riequilibrato del 2015“, che presuppone procedure attivabili solo dopo, ma entro tre mesi, il decreto di nomina dei tre commissari dell’Organo straordinario di liquidazione dei debiti dell’Ente. La Di Pietro, in attesa anche dell’esito del ricorso avverso la bocciatura proposto dal Comune dinanzi al Tar, si è recentemente recata al Ministero per fare il punto sul bilancio stabilmente riequilibrato e per avviare e concludere l’iter in Consiglio comunale entro l’11 marzo.

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L’ostacolo più recente, spiega, deriva dalla finanziaria statale, la legge n. 208 del 30 dicembre 2015, nella quale si prevede che, per i Comuni in dissesto, la proroga dei contratti di lavoro a tempo determinato è subordinata all’assunzione integrale degli oneri a carico della Regione. Ciò impedirebbe già da gennaio al Comune di Augusta di impiegare per la quota parte, oltre le risorse regionali, le risorse proprie. Perché, ricorda, “noi paradossalmente i soldi li abbiamo, d’altronde i dipendenti li abbiamo pagati per tutto il 2015“.

Secondo quanto sostiene il Sindaco, sarebbe necessario definire le rispettive quote di competenza, stabilendo nel frattempo se debba prevalere la summenzionata norma statale che per il 2016 trasferirebbe in capo alla Regione tutti gli oneri oppure la norma regionale che consente ai Comuni di prorogare alle stesse condizioni del 2015. Intanto entro la fine del mese, la Di Pietro auspica ulteriori modifiche alla finanziaria regionale, spiegando che, nonostante gli emendamenti del parlamentare regionale Vincenzo Vinciullo, comunque garantirebbe ad Augusta una somma “assolutamente insufficiente” rispetto al costo annuo dei precari comunali pari a circa 1 milione e 800 mila euro.

Infine, sul secondo fronte, comunque inerente al fabbisogno di personale, la Di Pietro fornisce una spiegazione sul mancato completamento delle procedure di assunzione delle tre figure dirigenziali, per i settori Urbanistica, Lavori pubblici ed Economico finanziario. Tra le decine di domande esaminate dal nucleo di valutazione costituito per la selezione, solo due candidati possedevano i requisiti previsti, segnatamente per i settori Urbanistica ed Economico finanziario, ma il primo non avrebbe richiesto per tempo l’aspettativa presso l’ente datore di lavoro e il secondo avrebbe optato per un percorso professionale nel Comune di provenienza.

Ci avevano autorizzato nei limiti della nostra capacità assunzionale“, afferma il Sindaco con rammarico, “li avremmo pagati sulla base della disponibilità finanziaria del bilancio 2014“. Ma a questo punto la Giunta dovrà attendere l’approvazione del bilancio stabilmente riequilibrato prima di emanare i nuovi bandi, consapevole di avere tempo a disposizione fino alla conclusione dell’anno in corso.

Le attenzioni si concentrano adesso sul Consiglio comunale monotematico proprio sulla situazione dei lavoratori precari, la cui convocazione è stata sollecitata dai consiglieri comunali dell’opposizione, che si svolgerà lunedì 22 febbraio alle ore 19.

Cecilia Casole


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