Incendio Ecomac di Augusta, il Comune querela l’azienda dopo il vertice regionale sui dati Arpa
AUGUSTA – Subito dopo il primo incontro del neo istituito gruppo di lavoro convocato nel pomeriggio in videoconferenza dal presidente della Regione, Renato Schifani, il Comune di Augusta ha deciso di presentare una querela contro la ditta “Ecomac smaltimenti” per il rogo divampato il 5 luglio tra i rifiuti plastici nel proprio sito di stoccaggio in contrada San Cusumano. La decisione arriva alla luce del primo aggiornamento dei dati presentati da Arpa Sicilia, che evidenziano superamenti significativi dei livelli di inquinanti atmosferici compatibili con un grave evento combustivo.
Alla riunione, coordinata dal direttore della Protezione civile regionale Salvo Cocina, hanno partecipato i sindaci dei sei Comuni dell’area di crisi (Augusta, Siracusa, Priolo, Melilli, Solarino e Floridia), il prefetto di Siracusa Giovanni Signer, il presidente del Libero consorzio comunale di Siracusa Michelangelo Giansiracusa, il comandante regionale dei Vigili del fuoco Agatino Carrolo, rappresentanti di Arpa Sicilia e Asp Siracusa. Come emerso dal gruppo di lavoro, i primi dati dell’Arpa sull’impatto ambientale dell’incendio certificano che a seguito dei campionamenti dell’aria ambiente mediante canister (tre a Melilli, uno a Floridia e uno a Solarino), nelle more che vengano resi noti anche i risultati delle analisi sui suoli, si rilevano concentrazioni di “diossina oltre i valori ordinari e compatibili con quelli di un grande incendio”.
La fase più critica è stata identificata nel 7 luglio, tra Augusta e Priolo. Come riportato nella sintesi tecnica di Arpa, “si è verificata una combinazione di fattori atmosferici sfavorevoli: l’assenza quasi totale di vento, un possibile strato di inversione termica nei bassi livelli dell’atmosfera e un marcato ristagno delle masse d’aria […] Le stazioni più esposte sono state: Augusta-Megara, Augusta-Marcellino e Priolo, in cui si sono rilevati valori più elevati di benzene, PM10 (particolato, ndr) e H2S (idrogeno solforato, ndr)”.
Dal gruppo di lavoro è emerso altresì che l’Asp ritiene “superata la fase critica, ma raccomanda il mantenimento delle misure di cautela (leggi l’articolo dedicato, ndr), in particolare nelle aree di Melilli, Villasmundo e nella porzione del territorio di Augusta più vicina all’area interessata dall’incendio, che sono state per via dei venti dominanti quelle maggiormente esposte alle emissioni inquinanti“.
In una diretta streaming delle ore 19, il sindaco di Augusta Giuseppe Di Mare, affiancato dalla giunta, ha annunciato pubblicamente l’avvenuta querela sporta presso la locale caserma dei carabinieri. “Non siamo tecnici, ma le relazioni di Arpa ci parlano chiaramente di una connessione causa-effetto tra i valori elevati rilevati e l’incendio – ha dichiarato – Abbiamo deciso, tutti insieme, che non si poteva più aspettare. Siamo andati dai carabinieri e abbiamo sporto querela ufficiale contro tutti i responsabili di questo disastro che ha colpito il nostro territorio”.
Il primo cittadino ha ricordato che si tratta del secondo incendio nello stesso stabilimento in meno di tre anni, facendo riferimento al rogo dell’agosto 2022. “Riteniamo intollerabile che un evento del genere si possa verificare in così breve tempo. I limiti sono stati superati e ora tocca alla magistratura individuare le responsabilità”, ha detto.
Di Mare ha evidenziato che la decisione di querelare è stata condivisa da tutta l’amministrazione comunale: “È una scelta forte, ma dovuta. Abbiamo anche chiesto ad Arpa ulteriori verifiche sui terreni, perché i dati finora disponibili riguardano solo la qualità dell’aria”.
Nel frattempo, le indagini delle autorità proseguono. L’Arpa aveva già anticipato che saranno necessari ulteriori giorni per ottenere i risultati relativi alla presenza di diossine, furani e idrocarburi policiclici aromatici, con il relativo monitoraggio avviato tramite “campionatori ad alto volume” a partire dal 5 luglio.
“Siamo pronti a costituirci parte civile nel procedimento che la magistratura avvierà, ma intanto, prima ancora, abbiamo scelto di intervenire con una querela formale. Non faremo alcun passo indietro – ha concluso il sindaco – finché non si individuano i responsabili e le pene che dovranno essere inflitte a chi ha arrecato questo danno alla nostra città”.
Il primo cittadino ha annunciato altresì che da venerdì 11 luglio ad Augusta non sarà più necessario seguire la misure sanitarie precauzionali (acqua minerale in bottiglia per uso alimentare e igiene orale, …) sollecitate da parte dell’Asp a partire dal 9 luglio.






















