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M5s approva piano triennale opere pubbliche, la minoranza lo boccia

AUGUSTA – Venerdì sera si è riunito il Consiglio comunale per deliberare sul piano delle opere pubbliche per il triennio 2015-2017 e sul relativo elenco annuale, oltre che sulle ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato 2015, di bilancio pluriennale 2015-2017 e della relazione previsionale programmatica 2015-2017.

Le ipotesi di bilancio erano già state deliberate dalla Giunta il 7 marzo scorso, entro i termini previsti dalla nomina dell’Organo straordinario di liquidazione, e attendevano l’approvazione dell’Aula per essere inviate al ministero dell’Interno, come prevede la normativa per gli enti locali dissestati.

Insomma, progetti e atti recepiti dal recente passato più che dal programma amministrativo della maggioranza pentastellata, dal momento che, come riconosciuto in Consiglio dallo stesso assessore ai Lavori pubblici Roberta Suppo, si è trattato del piano delle opere pubbliche per il triennio 2015-2017, mentre ci si sta approssimando ormai alla metà del triennio in esame.

Un problema, secondo alcuni rilievi critici dei consiglieri di minoranza, se si considera che diversi interventi, ritenuti prioritari e assenti nel piano, non sarebbero quindi realizzati neppure al termine della prima metà del mandato dell’Amministrazione.

Il progetto del programma triennale delle opere pubbliche 2015-2017 è stato infine approvato dalla sola maggioranza pentastellata, con 18 voti a favore e 11 contrari, 1 assente. Successivamente anche il bilancio stabilmente riequilibrato per lo scorso anno e il bilancio pluriennale 2015-2017 sono stati approvati dalla sola maggioranza, con 17 voti a favore e 10 contrari, 3 gli assenti.

Un voto che per il capogruppo del M5s Mauro Caruso è stato un “atto dovuto“, in previsione di poter fare la “vera programmazione politica“, sia in ambito di piano delle opere che di bilanci, entro la fine dell’anno in corso, invitando la minoranza a contribuire nelle rispettive commissioni. Sulle opere, ricordate dall’opposizione, non più programmate rispetto ai precedenti piani triennali, il consigliere pentastellato riferisce che sono state depennate quelle per cui non ci sarebbero o i progetti o le voci di finanziamento. “Fermo restando che si potranno sempre realizzare opere al di sotto dei 100 mila euro, in base alla disponibilità contingente“, assicura ricordando la normativa.

Il consigliere di “Cambiaugusta” Giuseppe Di Mare, dopo aver espresso voto contrario in Aula, al pari di tutti i consiglieri di opposizione, esterna un giudizio ampiamente negativo su quanto deliberato venerdì sera: “Nessuna progettualità coraggiosa legata alle reali esigenze della Città“. Esplicita la critica sul piano triennale: “Le opere pubbliche 2015-2017 sono state semplicemente trasportate temporalmente da quelle precedenti, tra l’altro con un taglio di alcuni progetti importanti come la messa in sicurezza e sistemazione della palestra della scuola “Principe di Napoli”, la manutenzione del ponte Federico II di Svevia, la creazione del parcheggio in località Faro S. Croce e di Brucoli ed altre opere urgenti da realizzare“.

E arriva al tema dell’ex campo sportivo “Fontana”, tornato di attualità dopo le recenti manifestazioni dei tifosi del calcio cittadino: “Si fa grande confusione, non so quanto volutamente, tra la bonifica del Fontana per cui si prevedono tempi lunghi e, comunque, di sola bonifica si tratta, e la possibilità, con i fondi già disponibili per il Comune per 335 mila euro circa che possono essere subito utilizzati, per la costruzione di un campo nuovo da donare subito alla Città“.

Poi motiva il voto contrario anche alle ipotesi di bilancio: “Rimane scarno di iniziative, supporto e presenze nei settori del sociale, della cultura, dello sport, di qualunque iniziativa atta a risvegliare una Città che chiude il saldo “nati/vivi” e “immigrati/emigrati” con un allarmante meno 169“.

Infine Di Mare, annunciando una conferenza stampa del movimento “Cambiaugusta” per il prossimo venerdì mattina, riapre la querelle sul dissesto: “Questo bilancio certifica come la famosa riduzione delle tasse, annunciata in campagna elettorale da parte di chi ci amministra, non solo non si è verificata ma non potrà esserci per i prossimi anni, a causa della scelta affrettata, di dichiarare il dissesto finanziario”. Una scelta che, secondo il consigliere, “non si fondava su nessun dato certo ma su una discutibile posizione politica dell’attuale Amministrazione“.

(Foto in evidenza: repertorio)


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