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Per “salvare il Muscatello” si propongono azioni legali congiunte

AUGUSTA – La mattina di martedì 21 si teneva l’incontro fra la presidente del Consiglio comunale Lucia Fichera, alcuni consiglieri di maggioranza e opposizione, segnatamente Sarah Marturana, Enzo Canigiula, Giuseppe Di Mare e Giancarlo Triberio, e il direttore sanitario degli ospedali di Augusta e Lentini Alfio Spina, carlentinese, prossimo alla pensione. L’incontro era stato programmato il 30 maggio, in occasione del Consiglio comunale monotematico, aperto agli interventi dei cittadini, sulle sorti dell’ospedale “Muscatello”.

I consiglieri comunali dovevano compiere un sopralluogo, guidati da Spina, il quale, però, non ha ammesso la stampa, anello di collegamento fra istituzioni e opinione pubblica, adducendo a motivo l’assenza di un’autorizzazione. I consiglieri effettuavano quindi il loro giro d’ispezione, rilevando le criticità e poi decidendo di riferire il giorno dopo, nei locali del Movimento per la difesa del cittadino, attraverso una conferenza stampa.

Il successivo incontro con i giornalisti è stato promosso in particolare dal locale Tribunale per i diritti del malato, presieduto da Domenico Fruciano, e da Maria Giannone, animatrice anche di un neonato comitato per l’ospedale. Quindi, mercoledì 22, hanno preso parte all’iniziativa i consiglieri comunali Enzo Canigiula e Giancarlo Triberio dell’opposizione e Sarah Marturana della maggioranza.

Si è ricordata la vicenda già ampiamente esposta anche in sede consiliare, dal momento in cui il “Muscatello” fu privato dei reparti di ostetricia-ginecologia e di pediatria, in un periodo in cui, a causa del protrarsi di lavori, non venivano molte donne a partorire, e il nuovo ospedale lentinese, esageratamente grande per la popolazione, doveva essere “riempito” in qualche modo. E si è ribadito che parallelamente la legge regionale prevede che il “Muscatello” debba diventare un centro di rilevo per le malattie provocate dall’amianto e un polo oncologico d’eccellenza. Mentre, di fatto, si continua a depotenziare il presidio ospedaliero augustano.

Come mai, a distanza di tanti anni, ormai, dallo “scippo” la legge non viene rispettata?“, “Chi vuol favorire chi o che cosa?“: questi gli interrogativi riproposti nel corso della conferenza stampa. Il consigliere Canigiula si è scagliato contro Alfio Spina, di cui vorrebbe chiedere il trasferimento al distretto di Avola-Noto. Si è spinto ad affermare che “questa persona”(Spina, appunto) sarebbe stata messa lì per salvaguarda l’ospedale di Lentini, che a sua volta potrebbe subire un affondo mortale dalla prossima apertura del nuovo ospedale di Catania, il “San Marco” (con 650 posti letto previsti), non distante dalla stessa Lentini. Canigiula ha infine commentato negativamente il sopralluogo del martedì, asserendo che il direttore sanitario avrebbe “venduto solo aria fritta”.

Sulla stessa lunghezza d’onda i consiglieri Marturana e Triberio. Tutti e tre hanno sollecitato la presidente del Consiglio Fichera a convocare in un luogo neutro una nuova assemblea per decidere concordemente, fra Amministrazione, Consiglio comunale, quanti intendano partecipare a un’azione giudiziaria per contestare le presunte omissioni di legge da parte dell’Asp nei confronti di Augusta. Contestualmente, verrebbe richiesto il trasferimento del direttore sanitario Alfio Spina ad altro nosocomio. Il consigliere Canigiula ha suggerito che si potrebbe anche indirizzare una denuncia alla Corte suprema di Strasburgo, come hanno fatto 152 cittadini di Taranto, inquinati dall’Ilva. L’assemblea è in programmazione e dovrebbe convocarsi a breve.

Dopo il sopralluogo, si era aggiunta anche la voce di uno dei promotori storici dei comitati “pro Ospedale”, Mimmo Di Franco, che attraverso una nota stampa precisava: “Avrei preferito un coro di proteste dai capigruppo anziché continue proroghe e sopralluoghi. A mio parere, bisognerebbe scrivere una relazione all’assessorato regionale alla Sanità e al ministero, per il mancato rispetto delle riunioni istituzionali e dei decreti“.

Ma in merito alle iniziative da intraprendere, ne ha proposta una simile alle conclusioni della conferenza stampa: “Sono inutili ormai i dialoghi che allungano i tempi, innervosendo i cittadini che non hanno risposte concrete. Inutili le fiaccolate, i cortei, gli scioperi, i blocchi stradali. La denuncia alla magistratura, per mancata applicazione della legge 5 art. 6 comma H è l’unica strada percorribile“.


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