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Pisani mantiene l’impegno, ecco cosa abbiamo respirato

Pino Pisani vicesindaco e assessore all'ambiente di Augusta

Sfiaccolamento della Esso di AugustaAUGUSTA – L’Amministrazione comunale targata M5S, che della battaglia contro l’inquinamento derivante dal petrolchimico ha fatto una bandiera, ha dato seguito agli interventi tempestivi della serata di ieri. Il vicesindaco e assessore all’Ambiente Pino Pisani mantiene l’impegno, comunicando pubblicamente l’esito dell’incontro odierno tenutosi negli uffici dell’Arpa di Siracusa.

È stato confermato che i fenomeni di questi giorni sono attribuibili a fuori servizio – comunica Pisani – determinati dal riavvio di alcuni impianti, che si è reso necessario dopo il loro arresto causato da malfunzionamenti elettrici conseguenti al maltempo”. Riferisce che la centralina più vicina, posta in località San Cusumano, ha rilevato “una forte concentrazione di idrogeno solforato e questa potrebbe essere la causa del cattivo odore, percepito ieri sera ed i giorni precedenti, sempre che fosse simile a quello delle uova marce“.

Nell’attesa di un monitoraggio diretto delle emissioni di questo gas specifico, proposto dall’Arpa per l’impianto attenzionato, forse previsto nella prossima Aia, il vicesindaco Pisani riporta che non sarebbe possibile rilevare autonomamente il fenomeno in questione, in quanto “i canister per la rilevazione di inquinanti gassosi, che sono stati consegnati alla Polizia municipale, possono rilevare altri gas ma non sono attrezzati per eseguire questo tipo controllo“.

Informa inoltre di un precedente incontro sul tema, richiesto dall’assessore all’Ambiente di Siracusa Pietro Coppa, e condiviso dal sindaco di Augusta Cettina Di Pietro, per concertare una più stretta collaborazione tra i Comuni del polo industrialein modo da avere una nostra più forte e qualificata rappresentatività in quelle sedi istituzionali, regionali e nazionali, in cui si discuterà di ambiente e salute dei cittadini, ed anche allo scopo di promuovere una iniziativa comune nei confronti della Provincia relativamente al problema del funzionamento e della manutenzione delle centraline di rilevamento dell’inquinamento ambientale“.

Il problema, però, permane e andrebbe ricondotto alle norme in materia, se è vero che sui limiti certi di emissione bisogna rispolverare un protocollo prefettizio firmato nel lontano 2005. Oltretutto, come confermerebbe anche oggi la stessa Arpa di Siracusa, al momento non ci sarebbe neppure la possibilità di controllare e monitorare i cosiddetti composti solforati.


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