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Augusta, in scena “Noi del Conte Rosso”: pièce che intreccia memoria dei superstiti, l’asta di San Giuseppe e i Bronzi di Riace

AUGUSTA – Per la prima volta approda ad Augusta lo spettacolo teatrale Noi del Conte Rosso, opera che intreccia memoria storica, suggestioni romanzate e vicende ambientate nel territorio augustano, prendendo le mosse da una delle più gravi tragedie navali italiane della Seconda guerra mondiale.

L’appuntamento è in programma sabato 9 maggio alle ore 20,30 all’auditorium comunale “Giuseppe Amato” (anche detto teatro comunale) della cittadella degli studi. La rappresentazione, promossa dall’associazione “Lo scrigno di Aretusa”, è tratta da Uomini del Conte Rosso, con riduzione e adattamento a cura dell’autore Giuseppe Bordonali e di Sebastiano Privitera. La regia è firmata da Deila Caruso.

Al centro della vicenda il transatlantico “Conte Rosso”, requisito durante il conflitto e adibito al trasporto di truppe italiane verso la Libia, silurato il 24 maggio 1941 al largo di Siracusa da un sommergibile britannico. Il naufragio provocò 1.297 vittime, rimanendo uno dei più drammatici affondamenti della guerra nel Mediterraneo.

Lo spettacolo è ambientato trent’anni dopo, tra il 22 e il 24 maggio 1971, in un albergo di Augusta, dove l’ingegner Tullio Marcon, compianto cultore della storia militare locale, per anni impegnato nel custodire la memoria del “Conte Rosso”, riunisce alcuni superstiti della tragedia. Il momento culminante sarà la deposizione in mare di una corona commemorativa nel punto esatto dell’affondamento, a bordo della fregata “Libeccio” della Marina militare italiana, iniziativa realmente promossa all’epoca dallo stesso Marcon.

Attraverso i racconti dei superstiti riaffiorano così le vicende della notte del siluramento, mentre attorno al gruppo si sviluppano altre trame ambientate nell’Augusta dei primi anni Settanta, tra folklore locale, cronaca e misteri archeologici.

Tra i personaggi spicca infatti “mister Caliulo da Las Vegas”, figura liberamente ispirata a un noto frequentatore italo-americano della tradizionale “asta di San Giuseppe“, descritto nella sinossi come l’uomo che si aggiudicava annualmente il bastone del santo per poi affacciarsi dal balcone del palazzo municipale lanciando banconote alla folla festante.

Parallelamente, la pièce richiama indirettamente anche la cosiddetta “pista siciliana” dei Bronzi di Riace, oggi tornata d’attualità dopo i recenti approfondimenti scientifici e le attività di monitoraggio dei fondali profondi antistanti a Brucoli. Nella trama teatrale, infatti, una draga impegnata al largo del borgo marinaro recupererebbe sette bronzi antichi provenienti da un relitto sommerso, due dei quali destinati a diventare i celebri Bronzi di Riace.

Con questa rappresentazione – riferiscono gli autori dello spettacolo – vogliamo ricordare l’ingegner Tullio Marcon di Augusta che, con la sua opera, ha mantenuto vivo il ricordo del Conte Rosso sino ai nostri giorni, e il fotografo Angelo Maltese che, per invito della Prefettura, raggiunse la grande caverna delle catacombe di Santa Lucia, per le 302 foto, una frontale e un’altra di profilo, che avrebbe dovuto fare per ciascun defunto“.

Lo spettacolo, definito dagli organizzatori “basato su storia, romanzo e attualità“, sarà arricchito da proiezioni di immagini reali e coreografie eseguite con la partecipazione del balletto dell’Accademia “Danza & Movimento” diretta da Francesca Scacco.

Nel cast figurano Giusi Lisi, Francesco Puzzo, Desireè Giarratana, Salvatore Randazzo, Daniele Pennuto, Vito Politi, Lucia Imprescia, Nunzio Ianniello e Veronica Strazza. La voce narrante sarà quella di Saverio Mazzoni. Scenografia di Paolo Migneco, audio e luci curati da Francesco Ruma.


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